LO SFASCIA CARROZZE
A Roma si chiamano così quei meccanici non all’altezza del proprio mestiere e che danneggiano ancor più l’auto piuttosto che ripararne il guasto. E questo è quello che sta succedendo alla RAI. Perdere un conduttore come Santoro equivale a perdere una partita di calcio per favorire un’altra squadra.
Un imprenditore (entrato in politica per motivi giudiziari) concorrente della RAI, si permette di disintegrare quell’azienda per favorire la propria, con il consenso dei responsabili dell’impresa pubblica. Questi “responsabili” dirigenti sono stati di proposito nominati dalla concorrenza per favorirne l’affossamento, in favore dell’imprenditore politico. A questi dirigenti pubblici, pagati dalla comunità, sarebbe necessario chiederne i danni, in quanto agiscono nell’interesse di una impresa privata e non per quella per cui vengono retribuiti. Certo, per questi maestri dell’imbroglio è facile convincere l’opinione pubblica che si tratta di normale avvicendamento, che alcune trasmissioni non vanno bene, che necessita sostituire i programmi. Però stranamente sono proprio i programmi più visti e quindi i più convenienti per l’impresa RAI. Si fa credere all’opinione pubblica che questi conduttori vengono pagati con soldi pubblici e senza dare in cambio trasmissioni accettabili. Vorrei chiedere a questi signori chi paga le mignotte entrate in politica e cosa fanno di più e di meglio, oltre a leccare il c..o del loro padrone? Queste “signorine” costano assai più di Santoro e compagni ma senza fare spettacoli per i contribuenti, se non il bunga bunga nelle case di questi signori della politica. A questo punto visto che i programmi che ci interessano vengono trasmessi da una tv privata, mi pare inutile pagare un canone ad una impresa che non vedremo più: I programmi che la RAI trasmette interessano solo i politici quindi mi pare giusto che siano essi a pagarne il canone e non continuare a farlo pagare a chi ormai non ha più interesse a guardarli.
8 giugno 2011 di mariapiacaporuscio
in continuazione di quanto ci siamo detti, ricorda che il canone si paga in base ad una kegge che si rifa’ ad un decreto regio del 38, in base al quale lo stato deve riscuotere una tassa per tutti gli apparachi radio(e poi televisivi) atti a ricevere segnali di frequenza.
il canone e’ come il bollo auto. lo paghi anche se hai la tua macchina ferma in garage per un’avaria.
purtroppo e’ cosi. questa e’ l’italia.
Angelo grazie per l’informazione che ignoravo, ma allora stando cos¡ le cose noi non paghiamo il canone alla rai ma una tassa sulla tv per cui
nel lontano 97′, andai a torino, dopo diverse selezioni. la rai aveva selezionato diversi laureati da tutta italia. lo scopo era quello di trovare delle figure professionali che andassero a riscuotere il canone, tramite un porta a porta. i selezionatori si meravigliarono che dei laureati si “abbassassero” a compiti per cosi dire generici. ma in noi c’era la speranza di entrare nella famosa azienda nazionale dalla porta di servizio.
non se ne fece piu’ nulla. si giustificarono nei nostri confronti, dicendo che in quel periodo usciva la legge sulla privacy che limitava il potere di indagine nei confronti degli utenti.
per me l’azienda doveva giustificare delle uscite. infatti per un mese ognuno di noi percepi’ circa 3 milioni delle vecchie lire. dormivamo in un albergo a 4 stelle pagato dalla rai e ci riborsavano anche le trasferte.
per me fu comunque una bella esperienza. vidi con i miei occhi il lassismo aziendale, gente sempre in pausa pranzo, coffe break. nessuno faceva niente, tutti si sentivano dei direttori generali, ci guardavano con un senso di velato pietismo.
ricordo che in aula magna, tutti notarano infastiditi un mio intervento, nel quale profetizzavo gia’ a quel tempo, l’arrivo della digitalizzazione e quindi l’inutilita’ del canone, ancora legato a quel famoso decreto regio del 38 (in quella sede appresi tale cavillo)
saluti.
OK Angelo quindi il canone è una specie di tassa diciamo su un eletttrodomestico per cui non conta tanto la qualità di ciò che si trasmette ma proprio per il fatto che si trasmette. Quindi è ancora più grave che i politici continuino ad insultare dei dipendenti della rai
non asserviti, è ancora più grave che insultino conduttori e programmi che non gradiscono con la scusa che vengono retribuiti con soldi pubblici. Chi stabilisce che un programma va bene e un altro no? Secondo me sono gli ascolti e dunque andrebbero cancellati i programmi e i conduttori che nessuno segue. Dovrebbero essere cacciati a calci i politici dalla rai perché lavorano in un altra azienda e dovrebbe essere impedito ai non addetti ai lavori di mettere bocca in cose che non li riguardano, questa è una INVASIONE DI CAMPO!
CIAO CIAO