COME ARGINARE LA CRISI
Dinanzi a questa devastante crisi che si sta abbattendo sui Paesi ci si chiede perché non vengano adottate delle vere misure capaci di arginare lo tsunami con la costruzione di argini forti e sicuri che ne impediscano il ripetersi. I governanti appaiono incapaci sia sui sistemi di difesa, sia sulla volontà di sconfiggere le cause che l’hanno determinata. Finora le misure adottate risultano scellerate e immorali. Non è possibile che chi abbia causato il disastro venga salvato se non addirittura premiato, mentre chi ne ha subìto sulla propria pelle le disastrose conseguenze, debba anche pagare per salvare chi li ha messi in croce. Non è possibile accettare che l’1 per cento della popolazione colpevole di questo crimine, si avvalga della facoltà di sottomettere, schiavizzare e, massacrare il novantanove per cento della incolpevole popolazione. Chi si nasconde dietro quel nome che tutti chiamano “SQUALI”? Le banche centrali? Le multinazionali? i fabbricantidi armi, chi?
Le popolazioni forse lo ignorano ma non i signori governanti che conoscono i fatti e sanno bene che la popolazione non c’entra affatto. Sanno bene che a fallire è proprio questo sistema infame. E’ il sistema capitalistico che è fallito, che ha permesso la creazione degli squali e la distruzione morale ed economica degli Stati, oltre all’impoverimento delle popolazioni. Lo sfruttamento di milioni di lavoratori finalizzato all’arricchimento di pochi, piuttosto che al miglioramento delle condizioni di vita di tutti gli altri, non poteva che portare a conseguenze disastrose. Questo non solo non è stato fermato, ma addirittura viene peggiorato nel tentativo di mantenerlo. Sanno bene i governanti che la privatizzazione delle aziende pubbliche, la svendita dei patrimoni, la cancellazione dei diritti acquisiti, la distruzione dello stato sociale, i licenziamenti, la precarizzazione metteranno in ginocchio i Paesi e sarà la fine della civiltà così come la conosciamo. L’obiettivo è dunque, un ritorno al passato? E perché mai si definiscono progressisti? Persino al punto in cui ci troviamo sarebbe semplice raddrizzare la china che ci sta tascinando, basterebbe venissero applicate alcune semplici norme, per esempio: ritirare i soldati dai Paesi assediati e smetterla, una volta per tutte, con queste oscene guerre che costano sangue oltre che miliardi, smettere anche di utilizzare immense risorse per la costruzione di armi, che non fanno crescere niente e distruggono la vita. Forse basterebbero queste due semplici cose a sanare i bilanci e oltretutto sarebbe un bene su due fronti: far vivere in pace le popolazioni ora in guerra e migliorare le condizioni della propria gente.
Il governo italiano è un capitolo a parte che necessita anche di altro: prelevare le risorse dove abbondano, combattere con durezza l’evasione fiscale, ridurre gli stipendi fuori da ogni logica di cui gode la casta, tagliarne i vergognosi privilegi, il finanziamento ai partiti, ai giornali, ai consulenti, ai faccendieri cose per davvero immorali, e non ostinarsi a dissanguare chi si trova già in fin di vita, come la popolazione.
Se tutti i Paesi del mondo la smettessero di dare così tanta importanza al “capitale” e lottassero invece per trasferirla sull’uomo quell’importanza. Se si riuscisse a capire che il capitale umano, è il solo che DEVE ESSERE considerato prezioso, non ci sarebbero crisi ma si potrebbero facilmente raggiungere livelli più dignitosi e convenienti per tutti.
2 novembre 2011 di mariapiacaporuscio
risposte al momento non se ne trovano. ci sara’ l’ennesima crisi di governo. questa volta berlusconi rischia davvero tanto.
si vuole provare infatti, a dare una scossa politica come rimedio economico.
da anni non condivido piu’ le scelte del premier(lo sai, che fino al 2001 ero suo elettore) pero’ avrei desiderato una vera sconfitta politica decisa dal popolo.
farlo uscire di scena con una crisi pilotata, lo fara’ passare alla storia come “martire istituzionale”.
No Angelo, un uomo che non avrebbe mai dovuto entrare in politica per i suoi trascorsi, non potrà mai essere considerato un martire. Sarà invece ricordato come il peggior capo di governo della storia italiana.
Stupendamente Utopistico. Sono dalla tua parte, da sempre.
SENTITE SCUSE, AUGURI DI BUON PROSIEGUO e QUALCHE CONSIGLIO.
Signora Maria Pia Caporuscio,
la ragione per cui le scrivo, è dovuta (dopo alcuni giorni di riflessione) al mio post del giorno 29, e dal titolo “Da che pulpito viene la predica”.
Ho delle scuse da farti cara Maria, (permettimi di darti del tu) la veemenza con cui ti ho trattato, è stata decisamente fuori luogo.
A mia discolpa, posso solo dirti che faccio fatica a dominare la rabbia, in un sistema, uno stato di cose in cui siamo calati a vivere, e che ci impone violentemente, le sue logiche.
Il tema del lavoro, come avrai capito, è un tema assai sensibile per me.
Il lavoro, nell’accezione borghese/capitalistico, è una vera e propria ingiustizia, una disumanità.
In sostanza, il lavoro “borghese” annienta di fatto, la vera ricchezza potenziale che è la diversità.
Nel nostro mondo, (che a ben vedere, non è il “nostro” mondo, ma il loro mondo, dei padroni cioè) il lavoro è solo ciò, che produce un valore, ma un valore squisitamente capitalistico, alias il PROFITTO.
La mia esperienza di vita, prima ancora che iniziassi a leggere metodicamente Marx, mi ha indotto a simili riflessioni.
Come sai, sono figlio di operaio, ex artigiano, ed ho studiato per diventare ingegnere, (il volere paterno).
Ma, la mia vocazione artistica, mi fece interrompere gli studi, e conseguentemente, mio padre, e la famiglia tutta debbo dire, mi abbandonò al mio destino. La rottura fu totale.
O ti mangi sta minestra, o ti butti dalla finestra!, fu questo il messaggio datomi.
Anche ai tempi della scuola, quando non andavo a scuola, lavoravo, ho iniziato ad 8anni, presso uno zio, come apprendista in officina meccanica.
In seguito, ho fatto i più umili lavori, le vacanze per me, non avevano alcun senso.
Ma quando lasciai gli studi scolastici, per seguire la mia vocazione artistica, dovevo anche lavorare oltre che studiare.
Francamente, la cosa non mi scoraggiò, ed anzi, le cose si misero abbastanza bene, entrai in conservatorio a 18anni, e facevo per mantenermi il…baby sitter.(lavoro che mi è tornato utile, con mia figlia).
Per alcuni anni, ho letteralmente goduto, di quel che facevo, del lavoro che iniziavo lentamente a svolgere, e che sognavo di fare per tutta la vita, fino all’addio da questa valle di lacrime.
Ho lavorato anche in fabbrica, appurando di persona, l’alienazione vissuta da mio padre.
I problemi seri, serissimi, sono venuti dopo. Ho dovuto lottare contro problemi di salute, operandomi varie volte nel corso degli anni, (e sperimentando sulla mia pelle, quanto è funzionale al paziente, la sanità, faccio per dire funzionale, ovviamente).
Tutta questa tirata per dirti, che io rifuggo, il lavoro così come lo concepisce questa società, (ma ne sono al contempo schiavo) sia esso il lavoro salariato, sia al suo opposto, il lavoro manageriale, e dirigenziale.(questi ultimi per me, sono gli utili idioti del sistema, anche se campano lussuosamente).
Per me, sono entrambi, forme di alienazione, che persisteranno fin quando, non saremo riusciti ad abbattere questo sistema, questo stato di cose cioè.
Insomma, mi sono, e mi trovo tutt’ora, tra due fuochi. Ad un lato, conosco il lavoro salariato, nella sua forma peggiore pergiunta (lavoro nero) e dall’altra ho sperimentato e vissuto, come si può lavorare creativamente, ed in forma del tutto peculiare, al proprio modo di essere, di fare, ed agire, personali, grazie agli studi artistici. (e a differenza del lavoro salariato, quest’altro tipo di lavoro di cui ti parlo, è sempre presente nella vita della persona, infatti, desideri che le giornate, non finiscano mai, ed è solo la stanchezza, a darti un freno nell’attività lavorativa).
Ed è per questo, che ha proposito del lavoro salariato, Marx scrive: “Nelle forme storiche del lavoro, come lavoro schiavistico, servile e salariato, il lavoro si presenta sempre come repulsivo, sempre come lavoro coercitivo esterno rispetto al quale il non-lavoro si presenta come “libertà e felicità”.
Quindi, cara Maria, il problema, non è semplicemente lavorare, ma come lavorare, in quali rapporti sociali, racchiudere il lavoro, quindi, progettare nuovi rapporti sociali, (che non siano più quelli del sistema capitalistico, come ad es., il sistema del lavoro salariato, che è strettamente connesso, alla proprietà privata borghese) che porteranno, a un nuovo modo di stare assieme, e che solo politicamente, potrà essere fatto.
Un modo di stare assieme, non più basato sulle esigenze del capitale, cioè, del profitto, del mercato, del Pil, ecc., ma basato sui reali ed effettivi bisogni umani, sulla dignità dell’uomo, sulla sua creatività e sensibilità, sul suo bisogno di…felicità, (credo di poter chiamare ciò, COMUNISMO) onde evitare, che alienazione, sfruttamento dell’uomo sull’uomo, distruzione della natura, distorcano, violentano anzi, la natura stessa dell’uomo, e quella che ci circonda.
A questo proposito, lo scambio epistolare che hai intrapreso con il Borgomastro, ti sarà sicuramente utile, come lo è stato per me. E non aggiungo altro, onde evitare di risultare… mellifluo, ed ipocrita a qualcuno, di nostra conoscenza.
E devo tirare in ballo a questo punto, anche il sig. A.D’amore, che con la sua reiterata richiesta di lasciar perdere ciò che lui chiama inutili polemiche, non fa altro che allontanarti da una potenziale emancipazione politica, ed umana.
La critica Maria Pia, è il sale della nostra esistenza, e la polemica che ad essa ne consegue, (inevitabilmente) è del tutto naturale, fisiologica direi, ad essa.
Quindi al contrario di quanto suggerisce il D’amore, non rifuggire la critica, anche quando ti viene fatta in modi aspri, essa porta sempre in fin dei conti, i suoi frutti.
Io stesso con il Borgomastro, ho avuto diciamo…notevoli scontri critici, e la cosa non mi ha fatto che bene, anzitutto, per la mia emancipazione politica.
In sostanza il sig.D’amore, alla stessa stregua del blog di Grillo, sottitende l’uso del tuo blog, nei termini di una chat.
Ed a che serve chattare, se non a passare il proprio tempo libero sul blog, alla stregua di un hobby?
Tal uso, non ci è, di nessuna utilità, per la nostra emancipazione politica, ed umana.
“La critica ha strappato dalla catena i fiori immaginari, non perché l’uomo porti la catena spoglia e sconfortante, ma affinché egli getti via la catena e colga i fiori vivi,” ha lasciato scritto Marx.
Spero, di essere stato, almeno in parte, esaustivo, sulle ragioni che mi hanno portato a scriverti quel post…veementemente.
A questo punto, non mi resta altro che, augurarti buon prosieguo anche a te, nella vita, come nella lotta politica, e magari più in la, quando dopo risolte alcune mie priorità, mi riaffaccerò su questo blog, per rileggervi.
Cordialissimi saluti, e un abbraccio.
Luigi aut Vento…Rosso
P.S.
Non mi è possibile abbracciarti forte mio padre, come da te richiesto, perchè burbero com’è, mi darebbe un cazzotto.
Si lascia toccare, nel senso da te richiesto, solo da quella povera donna di mia madre, che lo sopporta da una vita, …potenza dell’amore.
Il link sotto, è un omaggio per te Maria Pia.
Spero che lo gradirai, quanto lo gradisco io, ogni volta che ho bisogno di sentirmi vivo.
UNA NOTA PER IL BORGOMASTRO:
la stesura di questo post, è stata intrapresa due giorni fa.
La data, dovrebbe dirle qualche cosa, e in specifico riferimento alla sua ultima mail, da me ricevuta.
Un saluto anche a lei dunque.
Anche stavolta, ho avuto una dimenticanza Maria, ed è questa:
IL COMUNISMO NON è UN OPZIONE IDEOLOGICA, MA è UNA NECESSITA’ STORICA.
Frase già scritta un’altra volta, ma solo in ciò che ho scritto adesso, essa ha il suo senso, pienamente dispiegato.
Già da quello che ho scritto, potresti dedurre il senso intimo di questa frase, ma credo che, tra qualche anno, il suo senso, ti sarà del tutto chiaro.
Sempre che continuerai, ad impegnarti in un certo tipo di studio, e di lotta.
Ancora un abbraccio.
Grazie Roby voglio dirti che anche l’utopia, se sostenuta da grandi masse, può riuscire ad infrangere le barriere dell’odio e dell’ingiustizia. Ce lo ha dimostrato Martin Luther King a cui va il merito di aver fatto di un sogno utopistico una realtà.
Ciao ciao
Esattamente ciò che sostengo anche io. A tale proposito ti chiedo se posso lincare questo ad un post che sto ultimando, ispiratomi proprio da questo tuo.
Ma certo che si Roby anzi ti ringrazio, buona giornata, ciao ciao Il giorno 03/nov/2011, alle ore 11.38,
Mio Dio Vento non dirmi che sei tu il ragazzo che suona il contrabbasso. E’ lo strumento che amo di più, la sua voce profonda e dolce mi incanta. Anch’io amo la musica classica, amo la magìa che ti trasporta verso mondi lontani e sconosciuti. Non puoi sapere quanto ammiro chi è capace di suonare uno strumento, perché sono certa che non si senta mai solo, la musica è la compagnia più completa che una persona possa desiderare.
Ascolta Vento, Angelo è una persona delicata con la quale amo condividere le opinioni, una persona libera dentro, è un ingegnere che ha scelto di vivere a contatto della natura e che io stimo moltissimo. Lui come me contesta semplicemente la malapolitica, con la voglia di essere una piccola goccia pulita da unirsi a tante altre, fino a diventare un fiume che riesca a lavare lo sporco.
Dunque, a quanto ho capito, hai parlato col Borgomastro. Ne immagino le scintille ogni volta che vi scontrate con due caratterini come il vostro. Non ti preoccupare, non devi scusarti, capisco bene che ogni persona ha un proprio modo di essere, che va rispettato comunque, inoltre è vero che le critiche anche aspre, servono a migliorarci. Giuro mi sento a scuola però con una gran voglia di imparare e, non ridere, vi devo ringraziare entrambi, non so dirvi se sarò o meno un’allieva diligente, la materia non è tra le più facili ma ci proverò. Voglio dire ad entrambi però, che un bravo maestro deve munirsi di pazienza, onde evitare l’effetto opposto, anche perché molto probabilmente, voi avevate predisposizione in queste cose mentre io non troppo. Non capisco ancora bene in che modo passa realizzarsi un tipo di lavoro (meraviglioso) come lo intendete voi due e Marx e sono curiosa di appurarlo. Trovo meravigliosamente bella questa frase: “La critica ha strappato dalla catena i fiori immaginari, non perché l’uomo porti la catena spoglia e sconfortante, ma affinché egli getti via la catena e colga i fiori vivi,” Dunque quest’uomo non era soltanto un genio nell’economia ma anche uno sensibilissimo poeta. Ti ringrazio Vento di averla riportata perché mi da una visione chiara di cosa sia stato quest’uomo che voi amate e ammirate, a questo punto credo succederà pure a me di provare la stessa profonda ammirazione.
Abbraccia ugualmente tuo padre perché il cazzotto di un padre equivale ad una carezza.
Ti abbraccio anche io e ti invito a visitare il mio blog tutte le volte che vorrai, sono ben accette anche le critiche, ahah!
Ciao ciao
Luigi, rileggendo il tuo post avevo dimenticato alcune cose in primis la tua salute, voglio augurarmi che gli interventi che hai subito non ti abbiano lasciato conseguenze e ti auguro sinceramente, onestamente che tu possa ricevere dalla vita tutto il bene possibile. Sei papà di una bimba e questo è il più grande dono che ti si potesse fare, so che l’ami con tutto l’amore di cui sei capace, tienila sempre per mano, devi sapere che per una figlia, la sicurezza in sé stessa e la certezza che l’amore esiste, non potrà dargliela nessun altro nella vita, oltre a suo padre.
Ti abbraccio forte.
UNA NOTA PER VENTO… ROSSO
Vantarsi di aver fatto il proprio dovere non è poi così esaltante. Anche se se ne vogliono ribadire tempi, momenti e… luoghi!
Una cosa è la critica incalzante, un’altra la violenza gratuita e riparare a questi affronti, non rientra nell’eccezionalità ma, nella normalità… in special modo per uno che si presenta, seppur di fronte ad una sparuta testimonianza, come comunista!
Se non impariamo a rifuggire dagli errori del passato, come comunisti, siamo costretti a ripeterli.
“Un saluto anche a lei dunque”? Un saluto quindi non le bastava!
L’ha sempre saputo che sono severo, in special modo con quelli che si presentano davanti all’opinione pubblica come… “nuovi costruttori del domani”!
Il Borgomastro di Hamelin
Ecco, così si è potuto rendere conto che anch’io ho letto il suo pezzo di… bravura!
VISTO CHE NON MI VIENE POSTATO NEI SOTTOCOMMENTI… (Censurato)
ANCHE SE HO SEGUITO REGOLARMENTE LA PROCEDURA
PER UNO NON AUTENTICATO, CI PROVO CON UN COMMENTO…
CERTO CHE FA PENA COME FUNZIONA QUESTO BLOG! *
«Mi dispiace, Caporuscio, se hai avuto dei problemi… io veramente ti avevo chiesto se in questi giorni hai avuto “troppo da fare” et non se… hai avuto dei problemi!
Certo che lo penso che il “’sistema’ sono ‘certe persone’ a promuoverlo e sostenerlo”, sono quelli che si godono la vita alla faccia tua e nostra, ma se tu non sai (e se continui così non lo saprai mai) come funziona questo sistema mi sai dire come potrai impedire loro di continuare a godersi la vita… alla faccia tua e nostra?
A rileggerci, quando sarà, sul tuo blog. Salve.
Il Borgomastro di Hamelin (19e33)»
… ecco a chi dai il tuo contributo cosiddetto politico a gentaglia che si riempie la bocca di democrazia, mi posta un sottocommento nel tuo, seppur senza seguire la normale procedura e quando io invece cerco di rispondere al tuo me lo impedisce svariate volte anche se ho seguito, questa volta, la normale prassi. Ma qui, è ovvio, non può avere lo stesso effetto!
E non aggiungo altro!
* Il blog è quello naturalmente del tuo “democratico” Comico.
Mi dispiace Borgomastro ma non ne sapevo nulla, dopo aver risposto a te ho spento il computer, avevo degli impegni ieri sera. So che molti hanno abbandonato il blog di Grillo per le tue stesse ragioni e ti assicuro che trovo terribilmente sbagliato che si vietino opinioni diverse dalle proprie, nessuno possiede la sfera di cristallo per cui ogni opinione può essere quella giusta. Io non voglio credere che sia Grillo a permettere certe cose ma che al contrario, sia solo qualcuno del blog che se ne arroga il diritto e chiedo scusa per loro.
A risentirci, ciao ciao