I LAVORATORI USATI COME BANCOMAT
I lavoratori italiani rappresentano il bancomat per il governo, ogni volta che occorrono soldi infatti, si ricorre ad essi. Stando a questi fatti, gli stranieri si saranno fatta l’idea che lavorando in questo paese si diventa in breve tempo miliardari. Ma di questo probabilmente, ne sono convinte anche le élites del potere, visto che si continua a chiedere l’aumento dell’orario di lavoro e di precarizzare ancor più i lavoratori, si richiede maggiore flessiblità, più possibilità per le imprese di licenziare, di allontanare sempre di più il giorno del pensionamento e mai si parla di aumentare il salario o equipararlo agli altri paesi europei. Una certa verità comunque esiste in questo paese, c’è infatti una categoria di gente che si definisce “lavoratori dello Stato” che guadagna all’incirca trentamila euro al mese, che gode di un vitalizio dopo cinque anni, che usufruisce dell’auto blu, della scorta, di privilegi incredibili che fa di essi i più pagati del mondo. Ma a questi lavoratori speciali, tra i quali si possono includere gli industriali, i manager, i faccendieri, le mafie, i personaggi dello spettacolo e gli sportivi, lo Stato non si rivolge mai quando occorrono soldi in quanto poveretti, devono mandare nei paradisi fiscali i risparmi, altrimenti sarebbero costretti a pagarci le tasse , inoltre sono soggetti a sostenere spese più elevate, visto che devono più spesso riposare le stanche membra, dall’usurante lavoro fisico cui sono sottoposti, dato che essi non lavorando con le braccia devono sostenere immani sforzi, tant’è che a furia di spremersi sono venute loro addirittura le emorroidi, per cui si rende necessario mandarli a riposare il fondo schiena in quei luoghi modesti e alla portata di tutti come Capri o Cortina. Ecco perché a questi eroici lavoratori non si possono chiedere ulteriori sacrifici, ma pretenderli dai lavoratori dipendenti precari e sottopagati, di farsi carico nel contribuire a sanare gli sprechi e il debito pubblico, giustamente accumulato per mantenere questi eroici dipendenti su cui, ingiustamente, si addebitano sprechi e privilegi quando in realtà sono solo miseri diritti. Quindi necessita liberalizzare i tassisti, gli idraulici, i fruttivendoli, gli ambulanti però in compenso anche i liberi professionisti. Sono loro i colpevoli della bancarotta. Sono loro ad aver sperperato il patrimonio dello Stato e quindi sono loro che devono sanare il debito.
Dunque quel che ne viene fuori è la totale mancanza di riconoscenza dei salariati italiani verso uno Stato equo e giusto che li arricchisce gestendo con estrema imparzialità il paese.
E che cavolo, sono proprio degli esseri ingrati i salariati italiani!
22 gennaio 2012 di mariapiacaporuscio
Un paese di fessi retto da fannulloni, o è il contrario?
In effetti siamo noi che portiamo avanti il paese, quindi è un paese dove i fessi mantengono i fannulloni che comandano.
Un bacio, Cetta.
Purtroppo è proprio così carissima Cetta.
Ti abbraccio con affetto.