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TERRORIZZA E IMPERA
Chi avrebbe mai detto che le scoperte tecnologiche che dovevano sollevare l’uomo dalle fatiche fisiche e dalla schiavitù del lavoro, lo avrebbero reso ancora più schiavo. L’utilizzo sbagliato della tecnologia si ripercuote non soltanto contro i lavoratori ma anche contro l’economia, che è la sola cosa capace di togliere il sonno a questi “padroni”. Dalla fine del ventesimo secolo stiamo assistendo ad una terrificante degenerazione del capitalismo finanziario, che depreda il pianeta di tutte le risorse privando il resto dell’umanità persino del cibo. Questo sistema va ribattezzato “crimine contro l’umanità” perché toglie agli esseri umani quel che gli spetta per diritto di nascita. Questa vergogna la chiamano “progresso” quando è un inaccettabile regresso che comporta la perdita del lavoro per migliaia di cittadini (sostituiti dalle macchine) e l’ulteriore schiavitù di quelli addetti al funzionamento delle stesse, che vengono caricati di super lavoro non retribuito e costretti ad accettare per non finire anch’essi disoccupati. La precarietà, la perdita dei diritti, l’isolamento dei sindacati, servono a riportare la classe lavoratrice al passato remoto. Sembra un paradosso ma il governo attuale e quelli che si sono alternati alla guida di questo paese, sono stati capaci di strappare anche la voce ai cittadini, oltre alla pace, alla serenità, alla sicurezza e alla speranza di un domani migliore. I cittadini italiani umiliati e delusi soccombono, dopo aver creduto per anni, di essersi lasciati alle spalle la miseria, le violenze e gli abusi di potere.
L’ostinazione della classe politica nel non voler ammettere di essersi fatti abbindolare dal mito del capitalismo finanziario, quale miglior sistema di spartizione delle risorse, dimostra quanto l’attuale classe politica sia inadeguata a governare. Non riconoscere il madornale errore di valutazione è gravissimo, in quanto si continua non solo a sfruttare ma addirittura a schiavizzare la popolazione, oltre che violentare la natura: come si può parlare di efficienza, di crescita, di civiltà in una situazione in cui l’intera classe lavoratrice viene privata dei suoi diritti, del lavoro e perfino della dignità? Come si può definire efficienza quando la ricchezza prodotta viene distrutta per decine di migliaia di miliardi, mentre milioni di persone non hanno di che sfamarsi? Come si fa a parlare di progresso quando nel giro di pochi anni nel mondo i disoccupati diventano 230 milioni? Che progresso c’è in questa globalizzazione dei mercati, che trasferisce le ricchezze in poche mani, depredando tutti gli altri? Come è possibile negare questo gigantesco imbroglio? Questi sono crimini di cui dovranno rispondere non solo i capi di Stato, le banche mondiali e le multinazionali ma anche la stampa, che appoggia questi criminali invece di denunciarli. Occultare gli orrori commessi ai danni dei cittadini significa darli in pasto ai predatori. Gli uomini di potere sono sempre stati sordi muti e ciechi nei confronti delle popolazioni, ma gli attuali hanno superato ogni limite. Ora non si occupano più di governare il proprio paese ma di curare gli interessi delle banche mondiali e delle multinazionali e questo fino al punto da inventarsi nemici e arrivare anche a compiere stragi contro i propri cittadini per terrorizzare tutti gli altri, dando la colpa a questi fantomatici nemici e scatenare la loro rabbia per spingerli ad accettare qualsiasi vile decisione politica ed economica, che mai riuscirebbero ad ottenere senza la paura e la rabbia. Questo che chiamano “Nuovo Ordine Mondiale” sta trasformando il pianeta Terra in un inferno, dove i demoni sono i capitalisti, i governanti e la stampa a cui si aggiungono ora anche le forze dell’ordine (nate per proteggere i cittadini)invece proteggono i potenti, mentre dei cittadini ne sono i guardiani, per scoraggiare le manifestazioni di piazza e bloccare ogni possibile tentativo di ribellione contro questi abusi di potere.
Che nostalgia di quando compravamo solo quello che era veramente utile e non quello che serve a far ingrassare questi usurai. Nostalgia di quando esisteva il progresso vero, quello umano fatto di rapporti affettivi, di partecipazione, di scambi di favori, di condivisione di gioie e dolori, quando pur avendo poco ci sentivamo ricchi, quando le giornate erano lunghe e avevamo tempo per parlare in famiglia e coi vicini, passeggiare con gli amici e sentirsi liberi senza debiti, senza droghe, senza la paura del futuro. Quando non eravamo ossessionati da questo frenetico correre, che ci impedisce di godere di tutto ciò che rende la vita degna di essere vissuta.
Che nostalgia di quando questo genere di “progresso” non esisteva e nelle strade si sentiva la gente ridere e cantare. Cantavano tutti: il panettiere mentre sfornava il pane e il suo profumo si spandeva nell’aria. Cantava il “cascherino” che lo distribuiva nei negozi, spingendo il carrettino a mano. Cantava il fioraio mentre dentro il chiosco sistemava i fiori nei vasi e cantava il calzolaio mentre batteva il martelletto sulla suola. Cantava con voce rauca il vecchietto mentre riparava gli ombrelli e cantava anche quello che impagliava le sedie. Cantavano i giovani in bicicletta nei viottoli di campagna e le ragazze che camminavano a piedi per raggiungere la vigna. Cantava il muratore mentre passava il pennello sulle pareti e la nonna che sferruzzava calzettoni. Cantava la vicina quando bagnava il basilico e il prezzemolo nei vasi sul davanzale e l’arrotino sul suo traballante triciclo. Cantava il ragazzino che insieme al padre pascolava le pecore e cantavano in coro i contadini quando mietevano il grano. Cantavano canzoni d’amore gli innamorati sotto le finestre delle ragazze, facendo le serenate.
Eravamo pieni di allegria e ridevamo tutti, ridevamo sempre: in strada mentre leccavamo il gelato, sui tram dove i bigliettai raccontavano barzellette, ridevamo alle battute dei compagni di scuola e ai “chi è” quando per scherzo suonavamo i campanelli dei portoni.
Oggi non canta più nessuno, non ride più nessuno. Sui volti delle persone si legge preoccupazione e tristezza e ci si guarda con sospetto. Sui marciapiedi i ragazzi non giocano a corda, a campana, a nizza e nelle strade sfrecciano le auto che appestano l’aria. I portoni sono tutti sprangati e non ci si può riparare dalla pioggia quando non abbiamo l’ombrello. Persino le finestre sono chiuse e i davanzali vuoti e le campane delle Chiese evitano di rintoccare per non disturbare i clacson o i sibili delle ambulanze o l’auto della polizia all’inseguimento di qualcuno.
Le nostre belle campagne non sono più verdi, sono diventate monumenti al cemento e gli alberi che profumavano l’aria, hanno lasciato il posto ai cartelloni pubblicitari. I campi di grano sono diventati cattedrali allo spreco e quei grossi ipermercati sono un drammatico shock per gli occhi.
Guardo angosciata quei poveri sopravvissuti ciuffi d’erba e insieme a loro imploro pietà!

ITALIANI STRANIERI IN CASA PROPRIA
Si era mai visto un governo che tratta come stranieri i propri cittadini e come suoi cittadini gli stranieri? Ebbene dovevamo arrivare all’anno 2016 per assistere a questa sadica follia. Certo è comodo fare beneficienza con i soldi degli altri ed è facile derubare anche della dignità un popolo in ginocchio, a cui è stata tolta persino la speranza di un possibile cambiamento. Un popolo rassegnato al peggio è incapace di difendersi, consapevole di non avere più presente né futuro, umiliato da una criminale ingiustizia sociale, messa in atto da un governo da operetta, che nessuno ha votato. Ma come si fa a cacciare dalle case popolari le famiglie italiane per darle agli immigrati o agli zingari? Si rendono conto di commettere un reato impadronendosi della proprietà altrui? Le case popolari sono di proprietà degli italiani essendo state pagate dai nonni, dai padri e da tutta la classe lavoratrice e per l’intera vita lavorativa, con una trattenuta in busta paga, per cui ci si chiede con quale diritto questo governo si permette di privare di un bene i legittimi proprietari per fare il grande agli occhi degli stranieri? Perché invece di fare beneficienza coi soldi degli altri non rinunciano questi buffoni ai loro milionari privilegi e farla coi propri soldi la beneficienza? E non venissero a rompere i…timpani accusandoci di razzismo: se esigere il rispetto delle leggi e della giustizia significa razzismo ebbene si, siamo tutti razzisti!
E finiamola con la storia che anche gli italiani sono stati emigranti, i nostri prima di imbarcarsi dovevano avere le carte in regola e non venivano accolti a braccia aperte dal governo americano, non gli venivano offerte le case cacciando i residenti, non li portavano in Parlamento a fare i ministri, ma vivevano nelle baracche e andavano a lavorare in miniera, dove si ammalavano di silicosi e venivano rispediti a morire in Italia, mentre in questo paese della cuccagna si cacciano i residenti e si fa largo agl’immigrati.
Nessuno è razzista ma questo governo sta facendo di tutto affinché lo diventiamo. Non esiste che per far posto agli stranieri debbano andarsene i residenti! E’ criminale togliere il pane, il lavoro, la casa agli italiani per darle agli stranieri, Aiutare il prossimo è un dovere ma sfamare i figli degli altri e far morire i propri, è da pazzi! Non è solo la logica a stabilirlo, ma una legge di natura quella di aiutare i propri e gli altri quando si può!
Ma che devono fare i cittadini italiani per essere tutelati dal proprio governo? Devono rinnegare il paese che gli ha dato i natali e chiedere la cittadinanza altrove, diventando di fatto stranieri in casa propria? Un governo che fa sentire stranieri i propri cittadini, che non li tutela, che non si fa carico dei disagi e della loro disperazione è un governo che autorizza alla rivolta e va cacciato per incapacità. Del resto cosa può saperne di regole, di logica, di giustizia questa sconquassata combriccola, arrivata al potere senza averne i requisiti? Questi inutili buffoni, che vivono protetti da guardie armate nei loro castelli, che girano con scorta e auto blindate, certo che non avvertono i disagi dall’afflusso di immigrati e possono permettersi di definire razzista, chi ne subisce sulla propria pelle i danni: aggressioni, furti, violenze oltre a perdere il diritto alla casa, essere costretto a lavorare dieci ore al giorno per cinque euro, se non vogliono crepare per fame. E’ la popolazione italiana che deve accusare di razzismo questo governo, un razzismo al contrario che scatena una guerra di classe molto utile a lor signori, per poter più facilmente annullare le conquiste democratiche e sociali ottenute dopo anni di lotte. Queste anti politiche stanno scavando un divario sempre più ampio tra i cittadini e le caste e questo esodo biblico ne è la conseguenza. Questa situazione é aggravata dal folle egoismo dei governi europei, che dopo aver distrutto l’Iraq e la Libia con i loro feroci bombardamenti, hanno provocato questa catastrofe umanitaria, costringendo milioni di sfollati a fuggire per salvare la pelle. E adesso che le vittime chiedono ospitalità ai loro carnefici, queste vergognose nazioni se ne lavano le mani invece di assumersene le responsabilità e da vigliacchi quali sono, appioppano le conseguenze al nostro paese: loro si mangiano i fichi e l’Italia smaltisce le bucce!

DA QUALE PULPITO
A proposito di assenteismo dei dipendenti pubblici di cui si fa un gran parlare e dove i politicanti si mostrano stupiti, quasi avessero scoperto solo adesso che il fuoco si spegne con l’acqua. A stupirci del loro stupore siamo proprio noi, soprattutto nel vederli scandalizzarsi come vestissero ancora l’abitino immacolato del battesimo e non l’oscuro mantello sotto il quale nascondono i misfatti. Certo che ce ne vuole di spudoratezza a scandalizzarsi dei peccati di impiegati a milleduecento euro al mese e ritenere normali i peccati “mortali” a trentamila euro al mese commessi da lor signori. Oltretutto queste cifre non gli bastano tant’è che passano il tempo a studiare come fare per “arrotondare” lo stipendio: concedono appalti pubblici (per opere mai portate a termine o inesistenti addirittura, costate miliardi di soldi pubblici) in cambio di mazzette assumono amici, figli di amici, parenti e conoscenti incassando non bustarelle ma bustoni gonfi di euro, arrivano persino a scambiare favori con la criminalità organizzata pur di riempirsi le tasche. Ma di cosa stiamo parlando se la classe dirigente di questo paese è marcia fino al midollo? Ora stanno spartendosi quarantacinque milioni di euro di soldi pubblici di rimborsi elettorali (che un referendum popolare aveva proibito), per non parlare delle inutili scorte e auto blu al servizio di questi strozzini, altro che onorevoli. Questa gente che si sbraccia nel trovare il modo di punire gli assenteisti con il licenziamento immediato, è la stessa che ha preso le nostre istituzioni per una vacca da mungere, o per una oscena osteria di ubriachi per derubare dei loro averi i cittadini e scialacquarseli in una eterna dolce vita.
Quanti tra i politici possono vantarsi di adempiere onestamente al proprio dovere? Considerando gli esagerati privilegi di cui si sono circondati come godere di uno stipendio mensile superiore a quello che qualsiasi lavoratore riscuote in un anno, un ristorante interno dove si mangia da re con quattro soldi, dove medici e pronto soccorso restano a disposizione per ogni evenienza, dispongono di auto blu, scorta e agevolazioni in tutti i campi e nonostante ciò, molti di essi si assentano facendosi rappresentare dai cosiddetti “pianisti” mentre sono in altre faccende affaccendati. Per non dire quanti tra loro svolgono due, tre, quattro incarichi contemporaneamente, incamerando due tre quattro lauti stipendi? Ci spiegano come fanno ad essere sempre presenti in posti diversi come si pretende dagli altri? Per caso posseggono il dono dell’ubiquità come padre Pio? Oppure non si sentono dipendenti pubblici ma divinità? In nome di cosa si sono arrogati il diritto di porsi al di fuori delle leggi che essi stessi emanano? Proprio in virtù di questo compito dovrebbero essere immacolati e al di sopra di ogni sospetto se vogliono che vengano rispettate le regole anche dagli altri.
Chi ruba è giustissimo che restituisca il mal tolto e lo si metta nella condizione di non farlo più, ma questo deve valere soprattutto per chi si pone ai vertici del potere. Chi occupa queste cariche e non si rende responsabile dell’enorme importanza di tale compito e violi i doveri verso i cittadini, abusando della carica per loschi fini, è un rinnegato. La società deve condannarlo dieci volte di più di un comune cittadino (colpevole di reati anche più gravi) in quanto il danno morale ed economico, cui viene sottoposto l’intero paese per il suo gesto è incalcolabile, peggiore anche di una epidemia di peste, perché è di lui che si farà scudo quella massa di dissennati, che contravvenendo ad ogni regola del vivere civile, contribuisce a trascinare il paese nel caos. Dovremmo chiederci per quali meriti questi signori devono essere pagati trenta quaranta volte più degli altri impiegati se mai rispondono dei loro “orrori”?
Questi inutili buffoni che vivono da sempre sulle spalle della classe lavoratrice, che hanno privata non solo dei diritti ma anche della dignità di persone, come i lavoratori addetti alla catena di montaggio che sono stati privati persino dei dieci minuti per riposare le loro povere ossa o addirittura licenziati e costretti a dormire sotto le stelle vivendo di elemosina. E osano parlare di giustizia quando questa parola è stata cancellata dal vocabolario italiano e si scandalizzano se altri cittadini, da bravi scolaretti cercano di imitarli?

LA PIOVRA E I SUOI TENTACOLI
E’ grottesco che la piovra se la prenda coi suoi tentacoli quando a muoverli è proprio lei. La polemica di questi giorni contro i lavoratori statali non deve solo farci condannare chi piuttosto che lavorare se ne andava a farsi i caxxi suoi, ma deve farci riflettere anche sui come e i perché questo accade.
Vedere i politici scandalizzarsi come provenissero da Marte, è semplicemente ridicolo. Certo che bisogna prendere provvedimenti contro gli assenteisti, ma questo deve valere per tutti gli assenteisti! Questa classe politica, che sputa sentenze e condanne con la bava alla bocca sugli statali, che dopo aver timbrato il cartellino vanno a fare la spesa, o ne timbrano anche per quelli che non si disturbano neppure a venirli a timbrare, si sono dimenticati dei loro assenteisti cronici? Oppure avendoli battezzati pianisti vengono considerati musicisti per cui diventa tutto regolare? Se licenziamo uno statale che guadagna duemila euro al mese, cosa dovremmo fare a quei politicanti che si presentano sul posto di lavoro una volta su trenta di cui alcuni una volta l’anno, e oltretutto guadagnano non duemila euro, ma cinquantamila al mese? Allora se la parola giustizia ha ancora un senso in questo paese deve valere per tutti: se mandiamo a casa gli assenteisti dobbiamo mandarli a casa tutti! Basta fare due pesi e due misure se non vogliamo incoraggiare anche chi non vorrebbe, ad agire contro legge! Se vogliamo fermare i tentacoli è necessario mozzargli la testa alla piovra!
La cosa più insopportabile in tutta questa faccenda è il fatto che la classe dirigente si sia staccata dai cittadini formando una cosca (casta) a parte a cui è tutto permesso senza riflettere su quello che insegna la saggezza popolare: Il pesce dalla testa puzza!
Basta con questa spocchia che fa ritenere i politici al di sopra degli altri, è veramente da idioti illudersi di questo, non esistono differenze fra il figlio di brave donne e i figli di puttane: sono bambini fatti nello stesso identico modo! E’ necessario e urgente che la classe politica scenda dal piedistallo che si è costruito, se non vuole essere buttata giù come la statua di Saddam Hussein. La storia si ripete e quando si tira troppo… la corda si spezza!
Basta con lo spettacolo osceno di quando un giornalista o un qualsiasi cittadino pretende giustamente, di avere dei chiarimenti (da questi che fino a prova contraria SONO dei dipendenti pubblici) su cose di cui non ha capito, vengono ignorati se non addirittura brutalmente allontanati, persino a calci da alcuni di essi, proprio come asini quali sono. I peggiori comunque sono sia quei parassiti aspiranti attori, che il cinema ha scartato e la politica ahinoi ha raccattato, o i ricchi avanzi di galera che portano voti per farli rimanere incollati alle poltrone, tanto non sono loro a doverli pagare, ma vengono appioppati sulle spalle dei cittadini costretti al mantenimento di questi inutili cafoni e delinquenti.
Signori politici ricordatevi le parole del più grande profeta di tutti i tempi: “Non guardare la pagliuzza negli occhi degli altri ma guarda la trave che è nei tuoi!”

PROVE TECNICHE DI DITTATURA
In quale altro modo si possono definire le controriforme messe in atto da questa grottesca accozzaglia di abusivi, imposta dal potere finanziario (con un mascherato colpo di Stato) a (s)governare questo paese? Una caricatura di governo incapace di una riforma a favore di chi lo mantiene ma tutte, proprio tutte, intese a portare alla morte civile gli italiani, privandoli di quel che ancora era rimasto in tema di diritti e di quella cosa che si chiama giustizia sociale. Questi “giovani idioti” scelti proprio per l’assenza morale e intellettuale “qualità” indispensabili al potere finanziario (BCE e FMI) per poterli manovrare e per azzerare ogni forma di civiltà. Venti secoli di storia cancellati in pochi anni da questo che è un nuovo big bang, benché questa volta non deciso dalla natura, ma dalla ferocia degenerativa del sistema capitalistico. La rapacità raggiunta da questo nazi-capitalismo si sta rivelando per quello che veramente è: l’apocalisse degli esseri umani.
Smantellato lo stato sociale, privatizzati i servizi pubblici, fallite le piccole e medie imprese e la conseguente disoccupazione di milioni di persone, hanno gettato nella povertà il novantanove per cento della popolazione, arricchendo in modo incalcolabile quell’uno per cento di criminali che gestisce questo sporco mercato di carne umana. Tutto questo è senza dubbio il più devastante colpo di stato che la povera umanità abbia mai subito, un colpo di Stato inferto dalle banche tramite governanti fuori di testa, fino al punto da consegnare alla morte civile la democratica Europa. Oltretutto questi insensati capi di Stato hanno ceduto la sovranità nazionale, politica ed economica al potere finanziario, senza il consenso dei cittadini e senza alcuna garanzia o regolamentazione per proteggersi dal cannibalismo bancario. Se questa cosa non si chiama dittatura ci devono spiegare la dittatura cos’è! Com’è nata in Italia la dittatura fascista se non col consenso di un re deficiente? E come sta nascendo la dittatura globale delle banche se non col consenso di governanti idioti? Non si era mai sentito nei secoli passati che un capo di Stato rinunciasse allo scettro di comando e si doveva arrivare al ventunesimo secolo per capire quanto i “moderni” capi di Stato superino in deficienza quelli del passato!
Ma se in passato si è potuto giocare con la vita dei sudditi, è perché quei poveri disgraziati erano analfabeti, mentre lasciarli giocare con le nostre vite è più che da idioti, visto che non siamo affatto analfabeti ma diplomati e laureati. Dobbiamo rifiutarci di sottostare a questo meccanismo infernale imposto a nostra insaputa, da questi scellerati governanti che si sono genuflessi a questo infernale capitalismo finanziario. Questi signori dovremmo farli giudicare da un tribunale del popolo e condannarli per alto tradimento. Dobbiamo rigettare al più presto gli accordi presi da questi soggetti e non sottostare al dominio della finanza sulla politica. Deve essere la logica, la giustizia e l’onestà a governare il mondo non il mercato, non un pugno di usurai ma gente intellettivamente e moralmente superiore. Dobbiamo smetterla di assistere passivamente alla disgregazione della nostra civiltà, raggiunta in venti secoli di storia e farla cancellare in un attimo dall’idiozia di un pugno di criminali. Il 2016 se non ci ribelleremo, consacrerà il regime dittatoriale e segnerà la fine della Repubblica nata 70 anni fa dal sangue di milioni di nostri fratelli, morti proprio per stroncare la dittatura e regalarci la Democrazia.
Questa banda di deficienti che chiamiamo “governo”, il cui compito è quello del superamento della democrazia costituzionale e affidare ogni decisione ad un unico soggetto, per meglio realizzare quel ritorno al Medio Evo, voluto da coloro che si sono arrogati il diritto di “padroni” potranno così tranquillamente schiavizzare l’intera popolazione. Il Parlamento è stato già ridotto ad una sola Camera visto che il Senato ha un ruolo puramente decorativo. E’ in questo modo che nascerà il moderno “duce” cui la legge elettorale e la riforma costituzionale ne garantiranno la stabilità e il controllo sui lavori parlamentari. Con questo sistema il Presidente della Repubblica e la Corte costituzionale saranno troppo deboli per interferire con l’enorme potere del governo, che potrà decidere da solo e senza che alcuno possa ostacolarlo, il destino dei poveri cittadini italiani.

IL PEGGIO NON E’ MORTO MAI!
Da poveri ingenui abbiamo creduto che con il governo Berlusconi l’Italia avesse raggiunto il limite massimo del degrado istituzionale, invece il peggio doveva ancora arrivare. E mentre a “Forza Italia” si può dare un attenuante non essendo la destra mai stata dalla parte degli sfruttati ma per sua natura, sempre dalla parte degli sfruttatori per cui tutto sommato, è rimasta fedele a sé stessa. Non si può dire la stessa cosa del “Partito Democratico” nato in difesa della classe lavoratrice, quindi dalla parte dei più deboli per affermare i diritti civili e la giustizia sociale, ma che purtroppo ha smesso di fare, tradendo vigliaccamente i suoi elettori. Vengono i brividi nel sentire un partito che si definisce di sinistra (che non ha più nulla di quella sinistra storica e intellettivamente superiore) quanto veleno sputa contro il Movimento 5 Stelle per aver cacciato chi non rispettava le regole che si erano date, quasi che pretendere il rispetto delle regole sia diventata una colpa. Questi piddini si permettono di paragonare i 5 Stelle ai Casamonica per delle accuse ancora da provare contro una sindaca (se risultasse colpevole verrebbe cacciata immediatamente, contrariamente a loro che rifiutano di consegnare alla giustizia persino i condannati). Così facendo dimostrano quanto siano terrorizzati che l’onestà possa “infettare” il Parlamento e restituire alla società civile quella giustizia sociale, calpestata da questa indegna classe politica. Se la mettiamo in questo modo, se i grillini sono da paragonare ai Casamonica il partito democratico è paragonabile alla banda della magliaia, anzi la differenza sta nel fatto che mentre la banda della magliaia per rubare era costretta ad usare le armi, essi non ne hanno bisogno, possono rubare facendosi leggi da usare al posto delle arm!
Stando ai fatti il partito democratico non dovrebbe più chiamarsi PD ma ribattezzarlo in MC: Mafia Capitale, visto quanti ladri e mafiosi ne fanno parte. E’ vergognoso tutto ciò che questa miserabile classe dirigente sta facendo al nostro paese e ai cittadini che erano e sono, tra i più creativi e intelligenti del mondo, ridotti per volere di questa feccia ai livelli di barboni, mentre i giovani vengono costretti ad abbandonare la nazione che gli ha dato i natali per arricchire nazioni straniere: laureati col massimo dei voti costretti a lavorare in nero e trattati peggio dei clandestini analfabeti. Tutti gli italiani sono stati privati del posto fisso (mille euro al mese) che consentiva loro (con grandi sacrifici) di sposarsi, avere dei figli e chiedere un mutuo, invece con questa disumana precarietà li costringono a rinunciare a tutto e rimanere in casa dei genitori, se non vogliono trasformarsi in carne da macello delle mafie. Ma di cosa si scandalizzano questi “onorevoli” quando di loro è più onorevole la merda visto che se buttata sui prati li concima, mentre queste troie dove posano i piedi si desertifica?
Secondo il loro “vangelo” il popolo italiano si deve dimenticare del posto fisso mentre loro incollano il culo sulle poltrone (a trentamila euro al mese e forse più) finché morte non li colga. Ma persino dopo morti il posto lo lasciano in eredità ai loro figli, mentre i figli di chi li mantiene svenandosi, (lavorando dieci ore al giorno per dare tre quarti del ricavato a loro) non prenderanno mai la pensione e saranno costretti a crepare sul lavoro, se non vogliono morire prematuramente di fame. Mentre questi dannati si godono pensioni milionarie, dopo aver finto di lavorare qualche anno col culo sprofondato sulle poltrone a giocare con iPad.
Se l’Italia è stata trasformata in una cloaca dobbiamo fare mea culpa anche noi, visto che nulla abbiamo fatto per difenderla quando hanno cominciato a scavarle la fossa. Ci siamo comportati esattamente come la rana bollita di Noam Chomsky, ma quello che è ancora più allucinante, è il fatto che ancora continuiamo a restare dentro invece di saltare fuori e ficcarci loro nella pentola chiudendo ermeticamente il coperchio!

SE NON ADESSO, QUANDO?
Fino a quando continueremo a lamentarci tra noi su Facebook, su internet o sui vari blog sprecheremo solo il tempo: i delinquenti non si fermano con le parole ma coi fatti, perché (come dimostrato) se ne fottono delle nostre lamentele. Se la rabbia la mostrassimo coi fatti, scapperebbero più in fretta dei topi quando la nave affonda.
Qualsiasi persona che per sopravvivere è costretta a vendere la propria forza lavoro, deve capire che il mondo è diviso in due: sfruttati e sfruttatori. Ma fino a quando gli sfruttati non uniranno le proprie forze per lottare insieme contro chi li sfrutta e fino a quando buona parte di essi, si lascia lusingare (comprare) per qualche spicciolo in più e non si rende conto che si tratta solo di polvere agli occhi (ossia fare il loro gioco) non cambierà nulla. Sarebbe doveroso capire che un incarico più elevato rispetto agli altri non esclude dalla categoria degli sfruttati, ma serve esclusivamente a creare una barriera per separarli, per cui nonostante il gradino più alto su quella cosa che chiamano scala sociale, sarà sempre uno sfruttato. Se invece di sentirsi superiore capisse l’inganno, non sarebbero i padroni ad avere la meglio. Purtroppo la vile ambizione di questi soggetti, permette a questi miserabili di fare sempre più male.
Impiegati, laureati, capi e capetti che comunque ricevono uno stipendio, fanno parte della categoria degli sfruttati ed è da scemi continuare a dividersi dagli operai, facendo gli interessi dei capitalisti invece che i propri! La divisione fra impiegati e operai è l’arma di cui si serve la casta per schiavizzare l’intera classe lavoratrice. Spezzettarli e dividerli significa evitare la realizzazione di una lotta comune che, senza ombra di dubbio, sarebbe vincente.
Da troppi anni i popoli vengono sottoposti ad un martellante lavaggio del cervello per convincerli che si tratta di “cosa naturale” la divisione degli uomini in ricchi e poveri, servi e padroni e non dovuta alla feroce volontà di un gruppo di parassiti privi di scrupoli, che vogliono vivere come “dei” sfruttando l’umanità.
Purtroppo le persone che hanno capito l’inganno sono poche e faticano a spiegarlo a chi ha smesso di usare il proprio cervello prendendo in prestito quello dei padroni. E’ difficile riportare alla ragione chi si è fatto plagiare, costoro odiano chi si propone di risvegliarli dal sonno mediatico. Odiano chiunque osa condannare questo sistema di nazi-capitalismo e rifiutano di credere al baratro in cui sta precipitando l’umanità. Chiudono gli occhi dinanzi alla più feroce realtà, quale il ritorno alla morte delle partorienti come avveniva cento anni fa, quando non esistevano mezzi per impedire queste morti. Ora che i mezzi ci sono ne vengono private le future mamme, per risparmiare. Sarebbero spese inutili secondo queste troie prevenire le malattie di chi le mantiene, mentre loro non badano a spese (pagate da noi) e si riservano interi reparti per farsi togliere i peli dal naso. Se non fosse tragicamente vero che sono le stesse vittime a pagare i propri assassini, crederemmo di assistere ad un film horror.
Ci sarà mai un limite alle violenze dinanzi alle quale diremo basta, oppure continueremo solo a bestemmiare quel porco dio-denaro di questa bestiale classe dirigente, accettando la tortura senza reagire?
Ci siamo votati al martirio o possediamo ancora un briciolo di dignità per alzarci in piedi tutti insieme e farli volare dalle finestre delle nostre istituzioni?
Saremo mai capaci di formare un governo o un partito di lavoratori per realizzare finalmente la parità dei diritti e la giustizia sociale? Se ne siamo capaci cosa stiamo aspettando?

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