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Archive for agosto 2010

ALLA MAESTRA MIA

Perché er presente nun s’apprezza mai,
ma se capisce quanno è già passato?
Perché nun ce penzamo sur momento…
‘nvece de piagne quanno se n’è annato?

Pe’ tutti li perché, scusa domanno,
pe’ le risposte…te vojo aringrazzià.
Perché nun l’ho capito fino ‘nfonno…
de quanto bbene, ce legava già?

Me pipasti pe’ mano ‘n’ammatina,
che nun sapevo manco camminà
e me mettesti drento ‘na piantina…
che co’ l’amore, annavi a cortivà.

Maestra mia, nun te preoccupà,
che la piantina, senza fa rumore…
ha messo le radici ‘nfonno ar core
e mo è quasi pronta pe’ sboccià.

Damme fiducia, conta su de me,
tutto quello che tu m’hai imparato…
te lo prometto,
nun annerà sprecato!

Te vorebbe di’ ‘n mijone de parole,
te vorrebbe strigne forte, abbraccicà,
ma me s’è messo ‘n nodo ne la gola…
che m’empedisce puro de fiatà.

Tu ‘n ce lo sai che persino adesso,
me stai ‘mparanno ancora du’ parole,
so’ du’ parole che nun conoscevo:

rimpianto e nostarggìa…
pe’ l’infanzia che perdo…
pe’ la maestra mia!

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MORTE ALLO STADIO

Già stanco il giorno, sogna di dormire..
il sole, lentamente, lo abbandona.
Dorme il pulcino sotto la sua mamma,
s’ode lontano,
un suono di campane…
Un bimbo grida nel venire al mondo,
eppur non ne conosce ancora niente!
Torna stanca la gente nelle case,
cena tranquillamente, si distende.
Vuol seguire alla televisione,
due squadre contendersi un Pallone:
La coppa è il premio per chi vincerà.
L’Europa,
nessuno lo contesta…
possiede quella della civiltà!
Un tuono all’improvviso spacca il cielo,
nuvole nere, sopra la città.
Orde feroci, armate di coltelli,
si gettan come lupi, sugli agnelli.
– Bruxelles! I tuoi soldati!
Guardano muti!
Che fanno?
Li spingono al macello!
– Bruxelles! Bruxelles!
Ma Cristo! Fai qualcosa!
Cadaveri le guardie, aspettano…
Ma cosa?
Che tutto sia compiuto!
Si indigna ogni mortale, quando il capo
reclina il capriolo!
Bruxelles! Tu fai paura al sole!
Per questo non ti sorride mai!
Non scanni certo però lasci scannare!
– E’ il prezzo della democrazia!
“Democrazia…
Democrazia lassista!
Tu sporchi la parola libertà,
sporchi te stessa!
Che libertà professi?
Non ti coprir di polvere, non serve,
si vede ugualmente la vergogna!
Che differenza c’è io ti domando,
che differenza c’è quando si muore,
per mano di una vile dittatura o
scannati da una falsa libertà?
Che vuoi che ti risponda un bimbo
quando muore…
e aveva ancora voglia di giocare?
– La morte è morte! Non c’è differenza!
– Certo che c’è…
Chi parla è una colomba,
dalle ali bianche e gli occhi chiari, chiari,
appena adolescente.
– Se così fosse, saremmo morti per un ideale,
invece d’esser morti inutilmente!
Non posso perdonare!
Non posso perdonare ho sedici anni
e voglio la mia vita!
Voglio tornare a scuola,
ho ancora tanta voglia di imparare!
Voglio scoprir negli occhi di un ragazzo,
quell’emozione…
che mi serrava la gola.
Voglio ascoltar la mia canzone
e il fruscio delle foglie nei selciati delle vie.
Il ticchettio della pioggia sull’asfalto,
il frangersi delle onde alla risacca,
le corse sulle scale,
i ginocchi sbucciati,
le risa dei compagni.
Non voglio veder piangere mia madre!
No!
Non posso perdonare! Non voglio!
Non dite niente! Non voglio ascoltare!
Non mi interessa che succede ovunque,
non è una giustificazione!
Che questo è il prezzo della libertà…
io non ci credo!
Democrazia!
Sappilo usare questo tuo potere,
con leggi giuste e mano ferma e dura!
La vita si paga con la vita!
Non conosco altro prezzo!
Se tu davvero sei la Democrazia
allora è proprio tutto da rifare!
Se sangue per averti fu versato…
sangue si verserà per ricacciarti!
Nauseata fugge la colomba…
pietosamente, l’azzurro la consola…
Democrazia puttana!
Sono troppo gentili le parole,
non protestare, taci!
Ci sono morti qui!
Eppure ti ricordo…Dio! Com’eri bella,
il giorno che apparisti sulla terra!
Pulita, vergine, non contaminata,
da artigli di affamati cani.
Cani affamati, che strappan le tue vesti,
ti hanno violata, offesa ed umiliata
e tu?
Li hai lasciati fare!
Speranza eri e sogno,
ogni poeta ti tesseva lodi,
per il tuo nome, quanti sono morti!
Perché non ti curasti, quando la carie
ti cominciò a intaccare?
Ora li avresti i denti,
per mangiar carne di porco,
invece di nutrirti con gli agnelli.
Vattene!
Come sei ora non ci servi più!
Sazia di sangue, la belva s’è quietata.
Piegano il capo, i giocatori in campo,
bevono la coppa di Rosmunda,
il sangue ancora caldo,
sotto i piedi,
gli occhi dei morti colmi di spavento.
Nessuno li ha scannati veramente…
scortati dagli agenti, gli assassini,
vanno tranquillamente!
Tingi di nero tutte le tue mura,
città di gelo:
la primavera muore.
Muore la primavera nello stadio,
muore allo stadio,
la democrazia!

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ufala azzurra

Partito Pensionati e Invalidi

Coordinatore Regionale Regione Campania

Vincenzo Gargiulo

A tutti i Pensionati e Invalidi

Napoli 16/07/2010

BUFALA AZZURRA
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Commento di Maria Pia Caporuscio, Roma

Scusate se non me ne frega niente se la nazionale ha perso perché quello che stiamo perdendo noi è insopportabile. Il Parlamento italiano è diventata la casa di accoglienza dei latitanti, perché il sig.Brancher è un latitante che si nasconde in Parlamento sotto mentite spoglie di ministro del niente, per non essere processato, protetto amorevolmente dal gran maestro e dai ruffiani di corte.
So che non mi risponderanno ma voglio ugualmente chiedere al Presidente della Repubblica, al Presidente della Camera, al capo del partito di opposizione, agli organi istituzionali tutti (escluso naturalmente il presidente del consiglio) se ritengono giusto che un comune cittadino, colpevole di piccoli reati venga arrestato e condannato e spesso anche ucciso, mentre queste merde che rubano miliardi, che si accordano con la malavita per truffare il nostro Paese, che fanno fallire imprese gettando sul lastrico migliaia di famiglie, non si possono toccare.
Se questa è la giustizia che intendete voi allora i cittadini farebbero bene a farsela con le proprie mani.
Approvare il lodo alfano, l’immunità, il legittimo impedimento è volere che trionfi l’ingiustizia, è voler considerare cessi gli italiani, è buttare sulle loro facce i vostri escrementi.
MA NOI NON SIAMO CESSI! NOI PRETENDIAMO CHE CHI RAPPRESENTA LE ISTITUZIONI, CHI GESTISCE DENARO PUBBLICO DEVE ESSERE IMMACOLATO! NON VOGLIAMO CHE SOSPETTATI DI CRIMINI DETTINO LEGGI PER NOI! LE LEGGI DEVONO ESSERE FATTE DA CHI E’ AL DI SOPRA DI OGNI SOSPETTO!
Come fate a sopportare di essere accomunati a simili soggetti? Come fate a guardare i vostri figli senza provare vergogna? Non ribellarsi significa assolvere i malviventi e condannare gli italiani colpevoli di avervi dato il voto.
Mi chiedo come può un uomo sentirsi tale se dinanzi al baratro, in cui sta precipitando il Paese non fa nulla, ma pensa a preservarsi i privilegi personali come fosse la sola cosa che conta, piuttosto che l’orgoglio di combattere una causa giusta.

Coordinatore Regionale Campania

Vincenzo Gargiulo

Partito Pensionati e Invalidi:

Sede Regionale Campania – Coordinatore Regionale Campania Gargiulo Vincenzo – 80128 Napoli Via G. Rossini,43 –Tel. 081 5784078 – Cell. 338 4247042 e-mail: vincenzo-gargiulo@fastwebnet.it sito web: http://www.partitopensionatieinvalidi.it

Scritto il 16/07/10 alle 11:18 | Permalink | Commenti (0) | TrackBack (0)
La polvere ammazza pulci

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