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Archive for settembre 2010

Chissà come sarebbe stato Aldrovandi
forse buono o cattivo
forse come tanti
o come la mamma lo sognava
Aldrovandi era solo un ragazzo
E’ questo il suo errore più grande
Aldrovandi era solo un ragazzo
che camminava la notte
su una strada incontro ai lupi
un ragazzo un po’ bevuto, un po’ svanito, un po’ allegro, un po’ così, come a volte capita
tante volte capita
quando si è ragazzi
e si cammina storditi
in una notte di luna.
Ma i lupi lo pestarono a morte, gli frascassarono lo scroto,
distrussero i suoi fianchi deboli,
gli schiacciarono la cassa toracica,
gli ridussero a polyiglia la sua bella faccia
i lupi infierirono
con tutta la violenza
che un lupo malvagio può avere
su quel povero corpo
così giovane e così bello
finirono la sua breve vita
sbavando cone lupi su una preda
Chissà cosa potevi essere, giovane Federico
forse un uomo come tanti
forse un salvatore come il Cristo
ma comunque vivo
se quella notte non incontravi i lupi
i lupi dello Stato padrone
sbavanti in cerca di sangue

Cittadino, che cammini
ignaro su una qualunque strada
della tua città
la notte
sta’ in guardia
e se vedi i lupi di lontano
svolta l’angolo
nasconditi
in un portone
diffida!
In uno Stato civile
va l’uomo tranquillo per la sua strada
nella notte tranquilla
ma in questo Stato
deve sapere che chi gli viene incontro
può essere una belva
travestita da uomo.

viviana v., Bologna 24.09.10 09:08|

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Il mondo che vogliamo

Crediamo nella eguaglianza di tutti gli esseri umani a prescindere dalle opinioni, dal sesso, dalla razza, dalla appartenenza etnica, politica, religiosa, dalla loro condizione sociale ed economica.

Ripudiamo la violenza, il terrorismo e la guerra come strumenti per
risolvere le contese tra gli uomini, i popoli e gli stati. Vogliamo un mondo basato sulla giustizia sociale, sulla solidarietà, sul rispetto reciproco, sul dialogo, su un’equa distribuzione delle risorse.

Vogliamo un mondo in cui i governi garantiscano l’eguaglianza di base di tutti i membri della società, il diritto a cure mediche di elevata qualità e gratuite, il diritto a una istruzione pubblica che sviluppi la persona umana e ne arricchisca le conoscenze, il diritto a una libera informazione.

Nel nostro Paese assistiamo invece, da molti anni, alla progressiva e sistematica demolizione di ogni principio di convivenza civile. Una gravissima deriva di barbarie è davanti ai nostri occhi.

In nome delle “alleanze internazionali”, la classe politica italiana ha scelto la guerra e l’aggressione di altri Paesi.
In nome della “libertà”, la classe politica italiana ha scelto la guerra contro i propri cittadini costruendo un sistema di privilegi, basato sull’esclusione e sulla discriminazione, un sistema di arrogante prevaricazione, di ordinaria corruzione.
In nome della “sicurezza”, la classe politica italiana ha scelto la guerra contro chi è venuto in Italia per sopravvivere, incitando all’odio e al razzismo.

È questa una democrazia? Solo perché include tecniche elettorali di rappresentatività? Basta che in un Paese si voti perché lo si possa definire “democratico”?

Noi consideriamo democratico un sistema politico che lavori per il bene comune privilegiando nel proprio agire i bisogni dei meno abbienti e dei gruppi sociali più deboli, per migliorarne le condizioni di vita, perché si possa essere una società di cittadini.

È questo il mondo che vogliamo. Per noi, per tutti noi. Un mondo di eguaglianza.

EMERGENCY

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ER PONENTINO “Nun fate li proggetti co’ la carta…
che doppo viè er vento… e se li porta!
Ma stavorta er vento s’è sbajato…
e c’è arimasto puro lui…fregato!”

Me frellegava già da quarche mmese…
de dà ‘na strapazzata a quer paese,
che s’era messo co’ la coscia a molla…
e ‘nvece de bagnasse…stava a galla.

Così me metto a core, come ‘n matto…
facenno a tutti quanti, li dispetti,
me strascinav’appresso e me vantavo…
propio tutto quello che trovavo.

Ma a ‘n certo punto, pe’ ripijà fiato…
pe’ poco…nun rimango furminato!
Adavedé checcosa è accaduto…
dinanzi a ‘sto poretto…sprovveduto!

C’era ‘na perla…drento ‘na conchija,
da sette colli protetta e ‘mprofumata…
tanta bellezza, nun l’avio mai ‘ncontrata!

Varco le mura pe’ guardalla mejo,
soffianno piano…piano…’ntimidito
e me guardavo ‘ntorno ‘ncuriosito.

Giravo pe’ le vie cor batticore
e la paura che s’enaccorgesse…
che m’avea già…trafitto er core!

Fu così c’appresi la lezzione,
che riuscì a tojeme la voja…
de fa pe’ sempre er bullo e lo spaccone!

Nun me passava manco pe’ la mente,
che Roma, senza ‘na mossa o ‘na moina…
facesse ‘nnamorà perzino er vento!

E qui ce so’ arimasto ‘mpriggionato…
rubbo er profumo ai gigli, ai gelsomini…
E lo regalo a lei co’…’na soffiata!

A ‘sta città m’hann’aribbattezzato
p’ogni romano, adurto o ragazzino…
Io so’ diventato…er ponentino!

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TROPPI GALLI A CANTA’
Tra li Paesi moderni e progrediti
l’Italia è la più ricca de…partiti
e dato c’ognuno se sente er più perfetto…
quello che ne vié fora è ‘n gran casotto.

Passeno er tempo a litigà, a scannasse
e nun lo sprecheno certo a faticà,
cercheno solo de fregà ‘sto fesso…
che ja creduto quanno annò a votà.

De penzà a tté nun cianno ‘nteresse
ma tu l’hai eletti e ce devida stà,
è corpa tua si stanno lì a pappà.

E te permetti de di’ che nun va bbene,
si s’engrasseno de panza e de saccoccia
mentr’à tté leveno la pelle. Mo te scoccia?

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