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Archive for novembre 2010

LA LEGGE E’ UGUALE PER TUTTI?
Analizzando come vanno le cose nel nostro Paese sorge qualche dubbio. Se viene arrestato un ragazzo in possesso di qualche grammo di droga, rischia addirittura di morire per maltrattamenti, come qualche volta è accaduto e resta in carcere a scontare interamente la pena. Però se a compiere un reato, anche gravissimo, è un personaggio importante le cose cambiano. Immediatamente viene messa in moto una gigantesca macchina difensiva e l’imputato difficilmente viene arrestato e portato in un carcere. Se poi a commettere reati sono personaggi del mondo politico viene addirittura impedito alla Magistratura di fare il proprio lavoro per l’accertamento della verità e il politico indagato può tranquillamente continuare a svolgere la sua attività, senza suscitare scandalo. Questa differenza di trattamento fa si che la giustizia nel nostro Paese non è uguale per tutti, contrariamente a quanto stabilisce la nostra Costituzione. Dinanzi a questi fatti sorge spontanea una critica in quanto non si può ritenere giusta una cosa che giusta non è. Seguendo la logica, quando un politico commette un reato, la società civile dovrebbe condannarlo dieci volte di più di un qualsiasi altro cittadino, che abbia commesso un reato anche più grave, in quanto il danno morale ed economico, cui viene sottoposto l’intero Paese per il suo gesto, è incalcolabile. E’ di lui che si fa scudo quella massa di delinquenti che esiste purtroppo in ogni Paese. Chi occupa una carica istituzionale e non si rende responsabile dell’enorme importanza di tale compito e violi i doveri verso il Paese e i suoi cittadini per loschi fini, è un rinnegato. I politici che pur non avendo commesso reati ma si adoperano per impedire alla magistratura di fare il suo corso, proteggendo il collega colpevole di reati gravissimi, sbandierando l’immunità parlamentare che ne impedisce l’arresto, sono colpevoli allo stesso modo e la società li deve condannare. Una società democratica non può accettare che ci sia diversità di trattamento tra i cittadini e non si dovrebbe assolutamente permettere, che alle leve del potere di una Nazione, ci siano persone inquisite che devono essere interdette da qualsiasi incarico istituzionale, onde evitare che si continui ad amministrare beni pubblici, col rischio reale di sperpero dei beni medesimi. Oltre a diventare un insulto per i cittadini, un offesa alla legalità, un disprezzo della Costituzione. Con questo sistema i cittadini vengono traditi e calpestati nei loro diritti ma anche autorizzati a compiere qualsiasi reato o ad augurarsi una rivoluzione civile. Queste cose sono la devastazione per un Paese, e chi ne subisce le conseguenze è la popolazione onesta e indifesa, quella che lavora e paga le tasse, la stessa che consente a questi signori di arricchirsi col loro sangue. In queste condizioni può succedere di tutto.
In nessun Paese democratico il Parlamento si schiera dalla parte degli inquisiti contro la legalità. In nessun Paese democratico continua a rimanere al lavoro un sospettato di crimini. In nessun Paese democratico la popolazione accetta di avere alle leve del potere gente sospettata di crimini.
Chiedo: Ma l’Italia è ancora una nazione democratica?

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IL NOSTRO “NO” A QUESTA POLITICA INSIEME AGLI STUDENTI
Nel vedere gli studenti universitari nella piazza di Montecitorio protestare a gran voce contro il governo ho provato una gioia immensa: finalmente la società italiana si è svegliata dal coma in cui era stata tenuta per anni dai prestigiatori della politica. Mi stupiva che gli studenti italiani svegli e intelligenti, sempre pronti alla battaglia per i diritti civili, si fossero lasciati intimidire e dinanzi agli inaccettabili soprusi della politica avessero disarmato. Mi chiedevo come fosse possibile vedersi scippare il futuro senza muovere un dito, mi avviliva vederli chinare il capo ai voleri delle caste che li emarginavano sempre più. Ai giovani è stato tolto tutto: dal lavoro ai diritti acquisiti con sacrifici enormi dei loro padri, dal sacrosanto diritto allo studio, alla speranza di costruirsi un futuro. Onestamente ho creduto che gli abusi e le violenze sui lavoratori fossero ormai alle spalle, ho creduto che la classe politica fosse maturata e avesse finalmente capito che ogni uomo DEVE essere rispettato e ritrovarsi invece con questa degenerata classe politica che anno dopo anno scaraventava i lavoratori indietro, cancellando ad uno ad uno ogni diritto. Veder tornare alle origini il mondo del lavoro era insopportabile, oltretutto vedere le caste salire sempre più in alto, vederle arricchirsi con ogni mezzo lecito e illecito, frodando ogni risorsa agli italiani e costringendo la nazione ad impoverirsi economicamente e moralmente, per la disonestà di una classe politica da buttare, era davvero troppo. Assistere alla umiliante rassegnazione dei miei connazionali impotenti dinanzi a queste oscenità, è qualcosa che fa male. Ma per fortuna oggi si torna a sperare e la speranza viene come sempre dai giovani sani, onesti e coraggiosi. Capaci di alzarsi in piedi e gridarci che: una popolazione che subisce supinamente i soprusi e le violenze di un governo autoritario, una popolazione che accetta di essere governata da gente corrotta, una popolazione che affida la gestione del proprio Paese a politici collusi con la malavita organizzata, una popolazione che non si ribella ma si arrende al degrado morale ed economico del proprio Paese, NON MERITA RISPETTO!

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SERVI E PADRONI

Nell’epoca in cui viviamo è inaccettabile l’atteggiamento che adottano certi politici nel momento in cui, dopo aver vinto le elezioni, assumono la carica di capo del governo. Non appena investiti della carica, quasi tutti questi signori, si attribuiscono anche poteri del tutto estranei a quelli che si accingono a ricoprire. Chissà se l’esaltazione per la vittoria, possa ritenersi responsabile del narcisismo che si impadronisce di costoro, fatto sta che subito si sentono padroni del Paese, non semplici amministratori quali sono. Salgono in cattedra convinti di essere superiori a tutti gli altri e si rivolgono alla popolazione non con l’atteggiamento grato per la fiducia concessagli, ma per assumerne il comando. Da quel preciso momento l’atteggiamento di costoro verso il popolo è di prepotenza: tutti devono sottostare ai loro voleri! Quello che stupisce è che la popolazione non si pone il problema e plaude sottomessa al nuovo padrone. Da sempre i capi di Stato si sono auto incensati, basti ricordarne uno per tutti, Nerone che si riteneva un dio e la popolazione nulla faceva per smentirlo. Però che dopo tanti secoli questa cosa sia rimasta immutata fa rabbrividire. Al tempo dei romani la popolazione era tenuta nella più assoluta ignoranza perché ad accedere all’istruzione erano quelle categorie destinate ai vertici del potere e quindi si può ben capire, l’atteggiamento di sudditanza della massa popolare, ma col passare dei secoli questo atteggiamento non si comprende. Nell’epoca in cui viviamo, dove quasi tutte le persone sono istruite, dove tutti sono informati di quel che accade negli altri Paesi, dove ci si può muovere a piacimento da un continente all’altro, dove si possono scambiare informazioni in diverse lingue, si continua con questo assurdo atteggiamento di sudditanza verso un uomo incaricato semplicemente di amministrare i beni della collettività. Ci siamo mummificati, siamo rimasti indietro, quando questi signori si ritenevano dei e questo è intollerabile. Non si può continuare ad avere gli stessi atteggiamenti del Medio Evo perché è proprio questo che ancora oggi li fa sentire investiti da qualità divinatorie. La popolazione DEVE prendere coscienza che il capo di un governo è solo un dipendente, di prestigio, ma pur sempre un dipendente del popolo a cui DEVE rendere conto. Si può capire che faccia piacere ai capi di Stato a cui questo atteggiamento conferisce potere, ma non si può assolutamente condividerne il compiacimento da parte delle popolazioni. Questi signori agiscono come se con il voto la popolazione gli abbia venduto anche il Paese o la loro stessa vita e come ci insegna la storia, lo dimostrano apertamente. Sono loro e soltanto loro a decidere leggi che possono stravolgere l’esistenza dei cittadini quali le guerre ad esempio. Come si può accettare che un capo di stato decida da solo con la complicità del Parlamento, senza un referendum popolare se il Paese, che si è impegnato a difendere, abbia voglia di essere trascinato in un conflitto, dove possono perdere la vita e quella dei propri cari? Com’è possibile ai nostri giorni, che si debba subire senza batter ciglio ad una violenza, come quella di essere trascinati a combattere contro un popolo di cui non si conosce nulla? Com’è possibile essere costretti ad obbedire agli ordini di un dipendente? Perché il capo dello Stato è un dipendente del Paese, a cui non deve essere permesso di arrogarsi il diritto di vita e di morte della popolazione, che deve solo rappresentare. Queste decisioni DEVONO essere prese dal governo e dal popolo tutto. Queste decisioni così determinanti per la popolazione DEVONO ESSERE SOTTOPOSTE A REFERENDOM POPOLARE non decise dal solo governo. La popolazione ha il DIRITTO DI ESPRIMERSI e lo Stato ha il DOVERE DI ASCOLTARLO. Il capo di un governo non è il Verbo e non gli è dovuta l’obbedienza cieca. Una popolazione in grado di intendere e volere DEVE PRETENDERE DI ESSERE ASCOLTATA E DEVE IMPARARE A DISOBBEDIRE AD ORDINI SBAGLIATI. Una popolazione matura deve imparare a dire no agli ordini quando questi ordini sono contro la propria coscienza, dire no a chiunque si mette tra lui e la sua coscienza fosse anche il capo dello Stato. Se non ci si rende consapevoli, che il capo di governo è una persona a cui è stato conferito un incarico A TEMPO e finito il mandato torna ad essere un comune cittadino, ma si continua invece a considerarlo un padreterno, nel mondo ci saranno sempre SERVI E PADRONI!

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INSORGE IL VOLONTARIATO: TAGLIATO IL “5X1000”!

Sconvolge la notizia di questi giorni che il governo vuol togliere il 5 per mille alle organizzazioni umanitarie. Se questi signori arriveranno al punto da negare agli italiani anche il diritto di evolvere una percentuale minima delle loro tasse (Le sole versate con piacere) a queste organizzazioni che le utilizzano per aiutare il prossimo, avremmo per davvero toccato il fondo dell’immoralità. La scusa che il Paese sta attraversando una crisi non giustifica che a pagarne doppiamente le conseguenze siano proprio le persone meno colpevoli di tutto questo. E’ una proposta oscena ed è da condannare chiunque la possa accettare. SIGNORI GOVERNANTI, mi rifiuto di rispettare questa legge che è contro ogni logica civile e morale. UN GOVERNO DEVE RISPETTARE LE DECISIONI PRESE NON PUO’ APPROVARLE UN GIORNO E ANNULLARLE IL GIORNO DOPO! UN GOVERNO CHE SI RISPETTI TIENE FEDE AI SUOI IMPEGNI!
Le leggi non possono essere usate come la tela di Penelope. Non esistono scuse! Perché sono scuse quelle adottate, oltretutto per quale ragione l’8 per mille alla Chiesa Cattolica resta immutato? Forse per un malato esiste una differenza se lo cura un cattolico o un laico? Inoltre esistono mille altri modi per recuperare soldi e mi permetto di ricordarvene alcuni:
1) Togliere la sovvenzione ai giornali. Un editore dovrebbe vivere con la vendita dei giornali, non con le sovvenzioni milionarie dello Stato, altrimenti dovrebbe valere anche per tutte le altre imprese che a fine anno dovrebbero chiedere la sovvenzione per la merce invenduta.
2) Togliere le auto blu. Vorrei sapere quale altro Paese al mondo concede ad ogni parlamentare un auto pagata dalla popolazione. Guadagnano 150 volte un qualsiasi altro impiegato e devono avere anche l’auto gratis?
3) Finirla con questi inutili armamenti, da chi ci si deve difendere che state riempiendo gli arsenali di armi, elicotteri da combattimento, blindati? Quei soldi non sarebbe meglio utilizzarli per chi ha fame piuttosto che ingrassare i rinnegati della vita che seminano morte?
4) Perché non vi fate restituire i milioni dai gestori delle slot-machine che non hanno mai pagato le tasse? E perché le tasse le pretendete solo dai lavoratori dipendenti mentre a tutti gli altri permettete tranquillamente di evadere?
5) Perché non aggiornate i vostri stipendi a quelli degli altri lavoratori che lavorano otto ore al giorno mentre voi otto ore le lavorate forse in un mese?
Ce ne sono e tante di possibilità per ridimensionare la spesa pubblica, ma da questo orecchio i signori del governo non ci sentono.
TOGLIERE IL 5 PER MILLE ALLE ORGANIZZAZIONI UMANITARIE EQUIVALE A SPARARE SU UN MORTO!

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IO CI CREDO: UN MONDO PIU’ GIUSTO E’ POSSIBILE!

Fino a quando la popolazione non si renderà pienamente responsabile che la politica è una cosa seria e che riguarda la qualità di vita presente e futura di tutti, che non basta apporre una croce su un simbolo qualsiasi, magari il più sponsorizzato, per ritenere di aver compiuto il proprio dovere di cittadino, nel nostro Paese non si farà mai giorno. Purtroppo stiamo pagando a caro prezzo l’errore di inesperienza della gran parte della popolazione. E’ stato davvero un grave errore di ingenuità quello di aver dato credito a quelle fameliche bocche che promettevano miracoli. Aver creduto che davvero si sarebbero occupati di migliorare la vita degli italiani e scoprire che volevano solo migliorare “LA LORO VITA” non può che umiliare l’ elettorato, oltre alla rabbia per essersi lasciati ingannare. Vorrei urlare ai miei connazionali che MAI UN POLITICO DICE LA VERITA’, che MAI si deve credere alle favole raccontate durante le campagne elettorali, che MAI un politico(perlomeno quelli attuali) agirà negli interessi della popolazione, ma sempre e solo negli interessi delle caste cui appartiene o tutt’al più, per il proprio partito politico. Se i politici fossero onesti, si vergognerebbero di approfittarsi dell’ingenuità della gente, si vergognerebbero della loro vita da nababbi, che costa enormi sacrifici e rinunce a quella popolazione che invece di difendere sfruttano, per realizzare i loschi fini che si prefiggono. Ma la gratitudine è un assurdo in politica che vive di sopraffazione. Purtroppo la popolazione, per manifestare la propria volontà, ha davanti una scelta limitata a due soli binari “il peggio e il meno peggio” ma entrambi i binari alla fine convergono. Non c’è spazio nel loro orizzonte oltre le solite “caste” cui devono molto e a cui “devono rendere conto”.
Nel nostro Paese i miliardari, gli industriali, le cosche economiche e mafiose sono super rappresentate e tutti i politici, a braccia aperte si dichiarano pronti ad eseguirne le direttive. Chi invece non è più rappresentato è il popolo. Le classi medie e povere nel nostro Paese non hanno riferimenti politici, abbandonate dalla politica, impegnata come sappiamo, a favorire sé stessa e i potenti. I lavoratori, che sono le vere colonne su cui si poggia il Paese, non hanno voce. Questi due schieramenti destra e sinistra in realtà si dovrebbero chiamare destra e simil-destra perché la sinistra non esiste più. La sinistra è morta con Enrico Berlinguer.
Quando esisteva la sinistra i lavoratori italiani potevano contare su un partito che davvero si prendeva cura dei lavoratori. Prima della nascita del partito comunista i lavoratori italiani, erano costretti ad elemosinare un posto di lavoro, a leccare i piedi al datore di lavoro e oggi che questo partito non c’è più, i lavoratori non sono costretti a leccargli i piedi ma il fondo schiena. Per questa gente i lavoratori altro non sono che bestie da soma. Quando esistevano “i comunisti”i lavoratori erano “PERSONE” degne del rispetto che MERITANO! Ma forse nemmeno i lavoratori avevano capito fino in fondo, di quanto fosse importante per loro quel partito, visto che si dividevano in “fascisti e comunisti” giocando contro sé stessi. Erano entrambi lavoratori, avevano i medesimi problemi e necessitavano delle stesse cose: un lavoro sicuro, uno stipendio giusto, il diritto di sciopero, di non essere licenziati senza giusta causa, di avere l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni, di aver diritto alle ferie, alla malattia, ad una pensione decorosa dopo 40 anni di lavoro, essere agganciati alla scala mobile per non vedersi sminuito lo stipendio per via del caro vita, ecc. ecc. Queste regole valevano per tutti e TUTTI LE RISPETTAVANO! Per ottenere questi DIRITTI i lavoratori italiani avevano sostenuto anni di dure lotte e sacrifici, ma soddisfatti di aver preparato per i loro figli un avvenire meno duro del proprio.
Quando penso a queste lotte, a queste che non si possono definire semplicemente conquiste ma SONO un DIRITTO SACROSANTO, avrei voglia di urlare. Urlare dalla rabbia, dal dolore nel vederli cancellati uno dopo l’altro da questa ABOMINEVOLE CLASSE POLITICA, che senza scrupoli ha ucciso i lavoratori italiani riportandoli indietro di cento anni. Mi dispiace dirlo perché sono antifascista però devo onestamente riconoscere che Mussolini non avrebbe permesso questo scempio ai lavoratori italiani lui, nonostante quel che se ne dica, aveva un religioso rispetto per i lavoratori e aveva fatto molto per migliorarne le condizioni, mentre questa gente è riuscita a distruggere anche quel che di buono aveva fatto il fascismo.
Questi politici che si prendono cura dei ricchi e calpestano i poveri. Questa degenerata politica che ha colpito a morte LA COSTITUZIONE ITALIANA creata proprio sul lavoro DEVE FINIRE!
RIAPPROPRIAMOCI DEI NOSTRI SOGNI, NON SMETTIAMO DI CREDERE CHE CAMBIARE SI PUO’!
STANNO NASCENDO DEI MOVIMENTI CIVILI INCORAGGIAMOLI!
E’ per concretizzare questo sogno che è nato il “MOVIMENTO 5 STELLE” facciamolo grande. Sono ragazzi onesti, puliti, colti, preparati e soprattutto fuori da questa lurida politica. Questo movimento nasce dal dolore e dall’amore per il nostro Paese, facciamone una bandiera, una speranza, un raggio di luce in fondo al tunnel. Io ci credo, voglio credere che UN MONDO PIU’ GIUSTO E’ POSSIBILE!

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GLI ITALIANI NON MERITANO QUESTA CLASSE POLITICA
Gli italiani impazziscono per spartirsi il pranzo con la cena. Impazziscono quando perdono quella sottospecie di lavoro che gli assicura almeno pane e acqua. Impazziscono fino al suicidio quando non possono più mantenere la famiglia. Si barricano sui tetti, si rinchiudono nelle carceri in disuso, per denunciare la loro disperazione. I nonni e i padri vivono nel terrore sulla sorte dei propri figli se venissero a mancare, non potendoli più sfamare con la misera pensione, accumulata dopo 40 anni di duro lavoro. I giovani vagano da mane a sera alla ricerca di un posto di lavoro che non arriva. I laureati sono costretti ad abbandonare patria e famiglia ed emigrare all’estero. In compenso però dai loro miserabili stipendi, lavoratori e pensionati, sono costretti a mantenere alla bella vita quasi mille parlamentari, più di quanti ne dispongono gli Stati Uniti d’America. Lo stipendio minimo di un politico supera di 150 volte quello di un qualsiasi altro lavoratore. I politici italiani restano in carica a vita mentre nel resto del Mondo non sono consentite più di due legislature. I politici italiani, che nessuno può licenziare per assenteismo, sono i più pagati del mondo, i più ricchi di privilegi (scorta, auto blu, triplici incarichi quindi triplici stipendi) ma in compenso lavorano meno ore di tutti. I politici italiani restano in carica anche dopo aver commesso gravi reati in virtù delle leggi che si sono date e che ne impediscono l’arresto. Ai politici italiani e’ permessa qualsiasi cosa: Sistemare figli mogli parenti amici e conoscenti, corrompere, farsi corrompere, intascare mazzette, favorire le cosche, ingannare gli italiani, strangolare il Paese, impoverire le piccole industrie, consentire che le leggi non siano uguali per tutti, tenere il segreto sulle malefatte dei colleghi, nascondere la verità su stragi e terribili collusione con le mafie, non denunciare nessun crimine grande o piccolo commesso dagli appartenenti alla casta del potere.
Fanno di tutto i politici italiani tranne quello per cui vengono pagati: CURARE GLI INTERESSI DELL’ITALIA E DEGLI ITALIANI!
Da venti anni questi signori si alternano alla guida del nostro Paese ma invece di “guidarlo” lo depredano deturpandone anche il territorio e gli italiani sono impediti a chiederne conto benché ne avrebbero il diritto, essendo i loro datori di lavoro. Gli italiani col voto gli hanno affidato la direzione del condominio Italia ed essi, in qualità di dipendenti, ne hanno accettato le disposizioni scritte nella Carta Costituzionale. Ma in questo strano condominio i dipendenti sono diventati padroni: sono essi che stabiliscono le loro retribuzioni e i lavori che devono essere fatti e non solo, si sono arrogati il diritto di dettare le condizioni ai proprietari del condominio, che devono sottostare ai loro ordini. Mille politicanti senza arte, senza cultura, senza etica e senza morale costringono cinquanta milioni di italiani a lavorare per essi. Ogni lavoratore italiano porta sulle proprie spalle un parassita, che deve mantenere nel lusso più sfrenato, nel più osceno sfoggio di ricchezze, di sperpero del denaro pubblico, assistere impotenti allo scandaloso degrado in cui stanno sprofondando il Paese. Gli italiani assistono scandalizzati ma increduli, incapaci forse di credere possibile quel che vedono. E’ talmente aberrante tutto questo che davvero si stenta a crederlo reale!
Oggi che questo sistema comincia a scricchiolare, ora che qualche scossa potrebbe sbriciolarlo, i politicanti iniziano la campagna acquisti, tirando fuori le roboanti balle con le quali hanno sempre ingannato gli elettori italiani. Rispolverano le parole “patria, famiglia, diritti, lavoro”per venti anni rimaste sotto i loro piedi, perché inutili ai propri interessi. Oggi servono per convincere gli “ingenui elettori” a riconfermare le poltrone dalle quali non intendono staccarsi. Voglio augurarmi che gli “ingenui” si siano risvegliati o se ancora credono a questi incantatori di serpenti. Se si siano vaccinati da alzarsi in piedi e urlare: BASTA!
Quale di questi politici merita la nostra fiducia? Chi tra i mille politicanti si è mai schierato in difesa dei diritti dei cittadini piuttosto che difendere i propri privilegi? Chi di loro si è mai vergognato di percepire uno stipendio 150 volte più alto di un qualsiasi altro lavoratore? Chi di loro si è mai scandalizzato di avere privilegi immorali rispetto a tutti gli altri connazionali? Chi di loro si è mai chiesto perché la popolazione deve essere costretta a lavorare per mantenere questa casta che sarebbe più giusto chiamare cosca? NESSUNO! Votare una qualsiasi di queste facce equivale ad un suicidio. Il nostro Paese non merita di vedere ancora queste fecce aggirarsi nelle stanze del potere. Un Paese nobile, ricco di storia, di arte, di poesia merita di più, merita di essere guidato da gente onesta e intelligente capace di apprezzarne il valore e di restituirgli quella dignità che in questi anni è stata infangata.

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LO S-FASCISMO E’ UN MALE PEGGIORE DEL FASCISMO!
Al fascismo di oggi andrebbe aggiunta una “Esse” SFASCISMO! In quanto è degenerato nel tempo fino a diventare peggiore dell’originale. Ieri mi trovavo a Roma di fronte al palazzo della civiltà e mi guardavo intorno ammirando la bellezza del luogo, l’ampiezza dei viali, i giardini, i fiori e non ho potuto fare a meno di pensare a Mussolini. Premetto di essere figlia di un perseguitato dal fascismo per cui ritengo le dittature peggiori di una epidemia di peste, nonostante ciò non posso evitare un confronto tra i due ventenni diversamente fascisti, della nostra storia e i due diretti responsabili. Cosa resta agli italiani di questi due uomini? Che ha fatto Benito Mussolini oltre alla guerra? E Silvio Berlusconi? No, non ha fatto la guerra, anche perché oggi si chiamerebbe “missione di pace!”.
Il male del fascismo lo conosciamo, sappiamo che non c’è nulla peggiore del condizionamento del pensiero, essere costretti a pensare tutti allo stesso modo è peggio della morte per un uomo. Non essere padrone del proprio cervello equivale ad essere condannato all’invalidità totale. Ma il male dello s-fascismo non è da meno. Essere costretti a vedere il proprio Paese gestito e governato da gente senza scrupoli, individui indegni che depredano ogni cosa per arricchirsi e di conseguenza impoverire fino alla miseria la popolazione è inaccettabile. Un Paese dove tutte le leve del potere politico ed economico siano gestite in condominio con le mafie provocano la decadenza fino alla distruzione di qualsiasi diritto. Vivere in un Paese dove pur senza l’obbligo di fedeltà ad un governo immorale, pur senza l’obbligo di condividerne le malefatte, è pur sempre una violenza difficile da accettare.
Per avere un mondo diverso ci fu la resistenza partigiana. Per instaurare un governo democratico rispettoso dei diritti di ognuno, morirono milioni di persone. E’ mai possibile ce ne siamo dimenticati? Alla fine della guerra fu votata la democrazia ma subito dopo fu violata e umiliata da uomini che l’hanno messa in croce. Perché abbiamo lasciato che ciò avvenisse? Perché ai primi sintomi non ci siamo ribellati? Eppure tutti siamo consapevoli, tutti sappiamo distinguere le cose giuste da quelle sbagliate. La natura è stata generosissima con gli uomini: ci ha resi liberi di muoverci, non come le piante impedite a farlo per via delle radici, che le tengono ancorate alla terra. Non come gli animali a cui mancano le mani e un cervello evoluto per difendersi. Gli uomini posseggono un proprio cervello che deve essere usato in maniera autonoma e critica non appaltato e asservito ai potenti di turno! A NESSUNO DEVE ESSERE PERMESSO DI MANIPOLARE IL NOSTRO PENSIERO. Quando questo avviene DOBBIAMO ribellarci!
Dunque cosa ha fatto questo governo in venti anni? Per quanto mi sforzi, non riesco a trovare altro se non il conflitto d’interessi, le leggi ad personam, i lodi, le eterne campagne elettorali, le accuse alla magistratura, i monologhi a porta a porta, le corna, le barzellette, le escort. Allora penso all’altro ventennio e proprio qui, questo quartiere chiamato EUR costruito a tempo di record come pure il foro italico, la bonifica delle paludi pontine, gli stabilimenti di Cinecittà, la via dei Fori Imperiali, Via della Conciliazione, molte borgate Garbatella, Prenestino, Gordiani e tutto questo non solo a Roma, ma anche in molte altre città dove non sono mancate grandissime opere.
Mi chiedo: Dove prendeva i soldi Mussolini per queste grandi opere? Non mi pare abbia lasciato debiti e gli italiani di allora non erano più ricchi di noi. E allora? Ha fatto tutto questo con la riscossione delle tasse? Sicuramente si! Ma oggi delle nostre tasse, con i nostri soldi, cosa è stato fatto? Dove sono finite le nostre tasse in questi venti anni se nulla è stato costruito e il debito pubblico è raddoppiato? Non è mia intenzione riabilitare Mussolini o condannare Berlusconi, cerco solo risposte. Certamente Mussolini non ha fatto una bella fine, ma almeno non ha rubato, non si è arricchito e non ha lasciato debiti. E di Berlusconi possiamo azzardarci a dire la stessa cosa?
Maria Pia Caporuscio

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