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Archive for gennaio 2011

RIDATECI IL PARLAMENTO
Da quasi venti anni la Repubblica italiana non ha più un Parlamento, perché trasformato in studio legale da un imprenditore, per curare gli interessi dei propri affari privati. La stranezza di questo studio legale è che gli avvocati, vengono pagati dalla popolazione e non dalla persona che li ha assunti. I politici che affollavano il Parlamento non sono stati licenziati ma gli viene impedito di lavorare per il Paese e costretti bene o male, ad occuparsi di salvare dai processi il padrone di quello, che un tempo si chiamava Parlamento. La conseguenza di tutto questo è che mille parlamentari vengono pagati milioni di euro, da una popolazione stanca ed affamata, per non fare nulla per chi li paga e molto per quello che se ne serve. Questo aberrante sistema dura da quasi venti anni e nessuno, almeno fino ad oggi, si è presa la responsabilità di porre fine a questa vergogna, che umilia gli italiani cui assistono impotenti, ma giustamente arrabbiati. A questo punto si impone una presa di posizione: O il Parlamento torna ad essere il Parlamento degli italiani, oppure mandare a casa tutti i parlamentari, ivi compresi quelli dello studio privato e far risparmiare così agli italiani l’esborso di milioni di euro inutilmente.
Italiani! Appendiamo in tutti i condomini di ogni città questo cartello:
CERCASI OPPOSIZIONE PER RIAPPROPRIARCI DEL PARLAMENTO!

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NON ESISTE VERGOGNA
Ormai questa parola non ha più senso tanto è stata surclassata dalla “modernità” un tempo ci educava, teneva a freno i nostri istinti, ci induceva al rispetto degli altri, a non insultare, non alzare la voce, non aggredire e NON MENTIRE, ci rendeva responsabili, quando il professore scopriva che avevamo copiato il compito da un compagno, provavamo una tale vergogna da farci studiare di più per non fare un’altra figuraccia, ed eravamo solo ragazzi. Oggi persone adulte che occupano posti importanti, gente che si dovrebbe portare come esempio, hanno cancellato dal proprio vocabolario questa parola e senza il minimo imbarazzo affermano una cosa e un attimo dopo la smentiscono, mentono pur sapendo di mentire, giurano il falso, capovolgono le cose, quasi fosse il fondo schiena la loro faccia. Così assistiamo ad interventi vergognosi di questi soggetti nei talk show: insultare onesti conduttori colpevoli di svelare le verità, che questi signori vogliono tenere nascoste, dimenticando che compito di un giornalista è proprio quello di informare. Questi signori con abuso di potere, si arrogano il diritto di fare quel che vogliono. In un Paese dittatoriale tutto è possibile ma in un Paese democratico no e dunque perché lo si permette? Anche noi abbiamo cancellato la vergogna? Accettando come “normalità” queste cose ci rendiamo complici dei loro misfatti. In questo clima non è facile insegnare ai ragazzi il rispetto, quando assistono ogni giorno al massacro del rispetto. Come può un professore, un genitore insegnare l’onestà, a rispettare le leggi, a non dire bugie, non rubare, non testimoniare il falso, se viene smentito dai fatti? Se un padre è sempre ubriaco con quale coraggio vieta al figlio di bere? Con quale coraggio lo stesso padre che ruba, mente, bastona la moglie, può pretendere dal figlio il rispetto? Quel ragazzo crede a quel che vede ogni giorno e pensa sia questo il modo giusto di agire. E se tutti accettano per buoni gli esempi che questa gente li offre, che mondo li aspetta? Se si arriva al punto che certe mamme trovano giusto, che le figlie adolescenti si prostituiscano per fare carriera, è davvero persa ogni vergogna. Nelle scuole e nelle famiglie non si insegnerà più educazione civica ma ad usare le armi. E’ davvero questo il mondo che vogliamo? Perché è proprio questo che stiamo preparando per i nostri figli. Un tempo si diceva: “Chi ha più cervello, lo usi” ma qui il cervello pare sia andato perso con la vergogna.
Se non troveremo il coraggio di riappropriarci della nostra dignità, della nostra cultura, di tutto ciò che ci ha resi orgogliosi negli anni trascorsi, ma continueremo a permettere o sottometterci a questa maleducazione e spregio della morale, da parte di chi DEVE invece essere al di sopra di ogni sospetto e di cristallina onestà, la nostra civiltà è destinata a morire!

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DIES IRAE
Il mondo urla il disagio, la sofferenza, la miseria, la fame ma nessuno ascolta o vuole ascoltare. Questo mondo globalizzato, il cui fine pare sia solo quello di gettare nella miseria le popolazioni, per concentrare nelle mani di pochi tutte le risorse, col risultato di un arricchimento smisurato di pochi parassiti, che rapinano e si spartiscono senza alcun ritegno tutta la ricchezza, è da buttare. In ogni Paese sta purtroppo, avvenendo questo: poche persone si strafogano troppo e tutti gli altri crepano per fame. Questo mondo è marcio, malato di ingiustizia e inquinato dal “profitto”. Questo mondo dove l’umanità è scomparsa, NON HA FUTURO!
Ma nessuno se ne rende conto. Nessuno tra quelli che manovrano le leve del potere si pone il problema. Eppure dovrebbero perché anche i vecchi saggi insegnano che: “LA FAME FA USCIRE I LUPI DALLA TANA”.
Ma i lamenti e le urla della gente non raggiungono i loro orecchi, quasi fossero sordi e le grida pare si perdano nel vento. Però la voce dell’Uomo che gridava nel deserto la ascoltiamo ancora adesso, dopo tanti secoli.
Ci dice Dante “Poca favilla gran fiamma seconda”. Oltre al poeta anche noi tutti sappiamo, che una piccolissima fiammella può scatenare un incendio e le scintille appiccano altri fuochi provocandone altri e altri ancora, finché nessuno sarà più in grado di fermare le fiamme.
Perché aspettare che il fuoco arrivi a bruciare il mondo intero? Perché non si prova a ragionare e porre un freno al dilagare di questo osceno gioco, sicuramente mortale per tutti? Perché non fare un passo indietro usando il buonsenso e non il mercato? Chi possiede ancora un poco di cervello DEVE fermare questa corsa verso il baratro, perché ci sarà solo il baratro alla fine della corsa. Perché si sono cancellate tutte le radici della storia di ogni comunità, che sapevano aiutarci a capire meglio il passato e il futuro? Senza la storia che ogni popolo conosceva, siamo come bambini inesperti e sprovveduti, ma convinti che ciò che facciamo sia giusto, convinti di aver capito tutto, di essere bravi, ma tutto questo altro non è che presunzione infantile e come tali, stiamo portando un mondo ricco di storia e civiltà, alla distruzione. Vogliamo tornare ad ascoltare i vecchi saggi? Essi purtroppo non hanno mai sbagliato e ci urlano in coro: “CHI TROPPO VUOLE, NULLA STRINGE”.
Oggi vincono i potenti, troppo pochi rispetto ai miliardi di pezzenti. I potenti! Gente convinta che tutto gli va bene, gente che crede d’aver comprato il mondo ed essere intoccabile. Gente convinta che le popolazioni vadano trattate col bastone, assoggettate, fino a farne dei succubi, sfiancarle fino a renderle innocue e non più in grado di reagire.
Purtroppo ci stanno riuscendo, MA FINO A QUANDO?
Qualcuno si è mai posta questa domanda: FINO A QUANDO?
FINO AL GIORNO DELL’IRA!
FINO A QUANDO LA VOCE DI CHI GRIDA NEL DESERTO DIVENTERA’ UN CORO ASSORDANTE DA RIMBOMBARE DA UN CAPO ALL’ALTRO DEL PIANETA!
QUEL GIORNO SARA’ IL GIORNO DELL’IRA!
NON PIU’ REPRESSA NON PIU’ SOTTOMESSA MA IMPIETOSA E VIOLENTA, COM’E’ GIUSTO CHE SIA!

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CHE FARANNO GLI ELETTORI DEL PDL?
Che faranno adesso gli elettori del PDL, continueranno a difendere il loro sire o finalmente avranno capito chi era quell’essere che li rimbecilliva di balle? Sono stati ciechi e sordi per quasi venti anni ed è davvero sconcertante pensare come sia potuto accadere. Per quasi venti anni una parte degli italiani, si sono rifiutati di guardare in faccia la realtà, ma hanno preferito le favole di un imbonitore. Si risveglieranno dal coma? Purtroppo si tratta di una popolazione diseducata alla logica, gente male-educata e nutrita di “grande fratello, isole di famosi e soap-opera” per cui è impensabile che siano in grado di farsi una seria opinione, quanto piuttosto un indottrinamento. Addormentare la gente è stato il vero e solo compito che il governo è riuscito a portare a termine in tutti questi anni, oltre naturalmente a salvaguardare i propri interessi, favorire le cosche e proteggere il padrone contro la Magistratura, colpevole di occuparsi dei reati per cui è indagato. Ma se alla popolazione si può anche concedere un attenuante, la stessa cosa non si può fare con i rappresentanti del PDL che erano e sono, tutti tragicamente in malafede. Questi soggetti sono entrati a far parte della coalizione non certo per servire il Paese, come ripetono all’infinito come un disco rotto, ma per servire un imperatore che li avrebbe ricoperti d’oro. Più che un partito si è trattato di una sorta di setta, dove nella testa di ognuno veniva installato un microchip, contenenti le istruzioni sul comportamento che dovevano tenere e le parole che dovevano dire. A nessuno può sfuggire che tutti, indistintamente tutti, usano un ristretto vocabolario, dove le parole sono sempre le stesse e il comportamento identico: attaccare violentemente l’avversario impedendogli di esprimersi, scuotere la testa e sorridere ironicamente quando non riescono a tacitare l’avversario nei talk show, indignarsi e strabuzzare gli occhi dinanzi alla cruda realtà e negare senza alcuna vergogna l’evidenza.
Una scuola di maleducazione civica, studiata per plasmare i cervelli a cominciare dai propri per finire con quelli della popolazione, sottomettendoli al loro signore e padrone. Ora che non possono più negare, ora che il fango gli è arrivato alla gola, ammetteranno le proprie colpe o continueranno a cantare “meno male che Silvio c’è”?
Ci si chiede in che modo si dovrebbe comportare quella parte della popolazione di persone consapevoli e oneste, che in ogni modo, hanno cercato di salvare il Paese dall’abisso vergognoso, in cui questa congrega di demoni lo stava trascinando. Come si dovrebbero comportare dopo anni di lotte, senza mai riuscire a fermarli per via di quel cerchio dantesco, di cui questi bastardi si sono circondati? Un Paese che era l’orgoglio di tutti gli italiani per i suoi eccezionali figli, ammirati e venerati in tutto il mondo: la Cappella Sistina non ha eguali nell’intero pianeta, idem la Pietà di Michelangelo o le opere di Leonardo Da Vinci o la divina commedia o i film di maestri della cinematografia, che del cinema hanno fatto la storia. Di romanzieri, poeti, artisti in ogni campo che ci hanno inorgogliti per secoli e che oggi, quella Patria che avevano onorato e glorificata, viene derisa e schernita anche dalle popolazioni più primitive, per il comportamento osceno e bestiale della sua classe politica. Come ci si dovrebbe comportare con questi miserabili per poter riacquistare quell’onore che ci è stato tolto?
Un sistema ci sarebbe: mandarli a lavorare alla catena di montaggio della Fiat a 1300 euro al mese e alle dipendenze di Marchionne in sostituzione degli operai, che manderemmo in Parlamento al posto loro e visto che gli operai sono abituati a lavorare veramente, sostituirebbero alla grande questi nulla facenti!

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UNA GUERRA SANTA E GIUSTA
E’ quella che si DEVE fare al Governo, a Marchionne, alla confindustria e agli industriali. Questi sono i veri NEMICI DEL NOSTRO PAESE contro i quali la popolazione farebbe bene ad INSORGERE. Per luridi profitti, spacciati per “investimenti produttivi” e con il consenso di un governo che non c’è, di una opposizione inesistente e dei sindacati non più rappresentanti dei lavoratori ma asserviti al potere, hanno costretto i lavoratori ad una scelta oscena: diventare schiavi o perdere il lavoro. L’Italia è oggi un Paese anarchico per mancanza di politica. I cosiddetti “politici” vivono solo di sé stessi e per rubare stipendi milionari dalle tasche degli italiani. Da anni non esiste politica in Italia, se così fosse non sarebbe stato possibile ad un cinico avvoltoio distruggere i lavoratori di quella che si chiama “FABBRICA ITALIANA AUTO TORINO” .
L’obiettivo degli industriali è sempre stato quello di spezzare le reni ai sindacati che ostacolavano i loro progetti, isolando così i lavoratori per poterli ricattare e sottomettere. Con il consenso di tutti, tranne la Fiom, si è consumato uno strappo irrimediabile alla democrazia. Gente che non ha mai lavorato, che non conosce la fatica ma si permette di lucrare sfruttando la fatica degli altri. Quanti sono gli industriali che se ne avvantaggeranno? E quanto tragica sarà la vita per i lavoratori? Si è permesso, in nome di profitti finanziari di borsa non certo per salvaguardare nulla di produttivo, ad un signore che guadagna più di tutti gli operai di Mirafiori messi insieme, che oltretutto paga le tasse in Svizzera, di gettare alle ortiche più di cento anni di conquiste sociali e civili. La politica italiana, che sarebbe più giusto chiamare “fabbrica del malaffare” non ha capito o non ha voluto capire che chi specula in borsa lo fa per arricchirsi, non per salvaguardare gli stabilimenti o garantire l’occupazione. Questo signore che si ingrassa col sudore e col sangue dei lavoratori usando la forza del comando, andava fermato, ma né il governo né i sindacati lo hanno fatto. I lavoratori non si sono trovati dinanzi ad una scelta ma COSTRETTI di fronte ad un baratro a scegliere di che morte morire: buttarsi o impiccarsi.
A sentire le caste pare che l’immobilismo o la modernità nel nostro Paese sia tutta nelle mani degli operai di Mirafiori, dipende da loro se l’Italia diventerà un Paese moderno o rimanere ancorato al passato. Se per modernità si intende cancellare i diritti come togliere dieci minuti di riposo ai lavoratori, che nella catena di montaggio si spezzano le ossa e non hanno tempo nemmeno di starnutire, allora ci dobbiamo ammodernare tutti a cominciare proprio dai politici, che si sono aumentati in tempi di crisi, milleduecento euro al mese pari allo stipendio dei lavoratori della fiat. Dobbiamo fare in modo che da oggi sia quello il loro stipendio e che a nessuno sia permesso di guadagnare più di milleduecento euro al mese e se qualcuno si permettesse di provarci, l’ergastolo! Così tutti i milioni spesi inutilmente da tutti questi nulla facenti, verrebbero utilizzati per la riduzione del debito pubblico. Questa e SOLTANTO questa si può chiamare modernità, una modernità per davvero utile e costruttiva. Questa è la strada che un Paese moderno deve percorrere non i dieci minuti di riposo rubati a chi fa un lavoro duro e faticoso per cui anche dieci minuti di riposo sono benedetti e necessari!

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IL PROGRESSO SECONDO IL VANGELO DELLA CASTA!
Un Paese dove la guerra si chiama “missione di pace”, l’ingiustizia modernità e l’abuso progresso, è un Paese da buttare. Le parole hanno perduto il significato originario e sono diventate l’esatto contrario. Quindi in questo mondo alla rovescia necessita adeguarsi ai tempi, così i mafiosi diventano eroi e gli eroi mafiosi, i ladri onesti e la gente per bene disonesta, i cafoni diventano educati e gli educati cafoni, i buoni cattivi e i cattivi buoni, naturalmente rovesciando le parole si rovesciano le azioni quindi succede che colpevoli di aver provocato la crisi mondiale, non sono state le banche e gli industriali ma i lavoratori, certo passare otto ore al giorno a lavorare provoca disastri! Capovolgendo le parole e partendo da questo nuovo punto di vista, è giusto che siano i lavoratori a pagare le scelte scellerate delle banche, delle multinazionali e degli industriali che hanno portato i Paesi alla rovina e dunque è accettabile che personaggi come Marchionne continuino a guadagnare l’intero ammontare delle retribuzioni percepite da settemila dipendenti. E’ giusto che l’intera popolazione lavori per ingrassare un solo “signore” e lo faccia nella peggiore condizione, senza diritti e senza prospettive. Questo è il PROGRESSO SECONDO IL VANGELO DELLA CASTA! Questo nuovo vangelo, a detta dei moderni evangelisti, è quel che serve per la crescita economica, morale e politica di un Paese all’avanguardia. Per gli apostoli di satana, la cosa più giusta per uscire dalla crisi sarebbe che i lavoratori, con un gesto di riconoscenza, rinunciassero al proprio stipendio e lavorare gratis per riparare i danni, nonché per solidarietà con l’impresa danneggiata che in questo modo, sarebbe incentivata ad occuparsi meglio delle sorti dei lavoratori.
Una follìa collettiva si è impossessata degli uomini di potere. Una strana malattia ha costretto questo genere di soggetti a rivoltare sottosopra il mondo, tanto da riuscire ad addormentare i cervelli e ragionare con i piedi. Un mondo dove i lavoratori vengono considerati pezzi di ricambio di un ingranaggio, mentre i bulloni vengono ritenuti più preziosi delle persone. I lavoratori devono dimenticarsi di essere uomini, imparare a controllare i bisogni fisiologici e non ammalarsi, non devono più sprecare energie nel pensare, non devono avere altri interessi se non la catena di montaggio, che devono ritenere il loro unico e solo scopo di vita. La popolazione deve rinunciare alla propria umanità per essere manipolata, robotizzata, asservita totalmente ai padroni, è questo il progresso? Se questo è il progresso allora la popolazione DEVE RIBELLARSI e pretendere di fermarlo questo progresso e tornare indietro quando un operaio era un UOMO e non un bullone! Quando possedeva una dignità nel lavoro, quando i suoi sacrosanti diritti non erano chiamati privilegi, quando ammalato poteva starsene a letto, quando poteva scioperare per esprimere il dissenso, quando poteva mantenere con dignità la propria famiglia con il suo stipendio, quando poteva permettersi di far studiare i propri figli, quando poteva progettare un futuro sapendo di poter contare su una pensione decorosa, quando non si riteneva un fallito, quando non si vergognava degli uomini che lo governavano ed era orgoglioso di essere italiano. Tornare indietro quando esisteva una sinistra che difendeva i diritti dei lavoratori non delle cosche, già difese a spada tratta dalle destre.
LA SINISTRA! La stessa SINISTRA che ha permesso a questi squali di ingoiarsi i lavoratori.
A QUESTA SINISTRA COLPEVOLE DI IGNAVIA i lavoratori chiedono di compiere un solo gesto onesto: DIMETTERSI!
PERCHE’ GLI OPERAI NON VOGLIONO PIU’ ESSERE RAPPRESENTATI DA CHI CHIAMA PROGRESSO LA MORTE CIVILE DELLA POPOLAZIONE!

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LA DE-MONARCHIA
In nessun Paese al mondo si fa politica a vita come avviene in Italia. In qualsiasi Paese democratico i politici, dopo due legislature vengono sostituiti, mentre nel nostro Paese la democrazie viene trasformata in de-monarchia. Quando in Italia si entra in politica vi si rimane fino alla morte e non sono pochi i casi di coloro che lasciano il trono ai propri discendenti. Dirige il governo uno pseudo monarca, che contrariamente agli originali che le cortigiane le tenevano in camera da letto e le pagavano con i proventi personali, costui invece se le porta in Parlamento e le fa pagare alla popolazione. Tutto questo oltre che essere immorale è tremendamente dannoso per il Paese. Un governo formato da ignoranti, malavitosi e mignotte non è davvero il meglio per una Nazione civile. E mentre in tutti gli altri Paesi non si da tempo a questi politici di usarle tutte le chiavi del potere, nel nostro ne vengono a conoscenza in ogni dettaglio così da giocare, come meglio credono, con tutte le leve del potere e assoggettarle ai propri voleri, esattamente come facevano i regnanti di un tempo. Ma un tempo era solo il re ad arricchirsi e la nobiltà, oggi si arricchisce chiunque entri in quella sfera. Hanno imparato, in anni di residenza in quelle stanze, come si può sfruttare al meglio la popolazione e favorire parenti, amici e conoscenti ad ingrassarsi sulle spalle di un popolo sottomesso e rassegnato al peggio. E per sentirsi autorizzati a rubare e definirsi democratici, promuovono ogni cinque anni le elezioni consapevoli che è soltanto una proforma, visto che i giocatori sono sempre gli stessi e qualsiasi di loro vinca, nulla cambia in realtà. Sono tutti d’accordo e sulla medesima lunghezza d’onda, sono professionisti della politica che considerano COSA LORO. E in effetti lo è visto che la popolazione non ha alternative perché a nessuna persona nuova e diversa, si lascia spazio per essere conosciuta e quindi la popolazione non essendone a conoscenza, è costretta a votare sempre le stesse facce. Il nostro Paese è incanalato in un vicolo cieco e in fondo al vicolo si intravede il baratro. Che fare ci si domanda. Metà dei cittadini italiani, benché si vedono emarginare di giorno in giorno, non si pone il problema mentre l’altra metà non accetta lo statu quo ed è in fermento. Come reagivano nei secoli passati le popolazioni quando il monarca esagerava nei soprusi verso di loro? Ce ne da una prova la popolazione francese nel 1789 con una rivoluzione che cambiò per sempre la storia della Francia e non solo. Dalla storia non è mai emersa una condanna a quella rivoluzione: IL POPOLO AFFAMATO AVEVA TUTTE LE RAGIONI DI RIBELLARSI A CHI LO STAVA AFFAMANDO!
Oggi si dice che non si può usare la violenza, che le rivoluzioni sono da condannare, ma chi possiede il metro per affermare onestamente che questo sia giusto o sbagliato? Se la violenza è da condannare DEVE ESSERE SEMPRE CONDANNATA CHIUNQUE SIA A SOSTENERLA COMPRESO ANCHE QUANDO E’ IL GOVERNO STESSO DI UN PAESE A PRATICARLA!
Un governo che condanna la rivoluzione DEVE comportarsi in modo da non provocarla. Il compito di un governo è quello di curare al meglio gli interessi del Paese e non i suoi personali e quelli dei suoi compari, altrimenti deve mettere in conto che la popolazione è composta di persone intelligenti e se umiliate e depredate dei propri diritti, ha il sacrosanto dovere di ribellarsi!

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