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Archive for luglio 2012

FOLLIA
Se avessimo speso un po’ di più in psichiatria per curare questa classe dirigente forse non saremmo arrivati al punto in cui ci troviamo. In un momento di terribile crisi, non si pensa affatto a darsi una calmata, a riparare i danni, a cancellare le spese inutili, ad usare la testa, ma si continua da veri coglioni, a bruciare ogni risorsa, come sempre. Nell’ultimo rapporto della Corte dei conti statunitense (il Gao) sul programma F-35 Joint Strike Fighter, reso pubblico lo scorso 20 marzo che la nostra classe dirigente ha bellamente ignorato, come fatto anche dai mass media italiani. Nel detto rapporto viene reso noto che i nuovi cacciabombardieri (di cui l’Italia vuole comprare 90 unità a un costo di almeno 10 miliardi di euro) sono gravemente difettosi e richiederanno modifiche progettuali che ne faranno lievitare i costi. Dalla lettura del documento del Gao emerge chiaramente che gli USA e noi alleati, stiamo gettando miliardi in un pozzo senza fondo, per delle macchine che ancora non funzionano. Le modifiche fin qui adottate ne hanno fatto lievitare i prezzi, dal 2001 ad oggi il costo complessivo del programma (da 183 a 312 miliardi di euro) e di ogni singolo aereo (da 63 a 127 milioni di euro) ma il peggio lascia intendere il Gao deve ancora venire.
Quegli aerei ci servono perché abbiamo speso una fortuna per costruirci una nuova portaerei: la Cavour, che però ha il ponte un po’ corto. Quindi ci servono aerei che decollano in poco spazio, anche se sono cari, e i vecchi catorci a decollo verticale non vanno più di moda. La Cavour in navigazione ci costa 200.000 euro al giorno, e sono soldi buttati se sopra non ci mettiamo aerei adatti. Dunque spenderemo 12 miliardi in aerei da bombardamento per non avere il senso di colpa di spendere 200 mila euro al giorno per niente.
Chiamare “spending review” i ferocissimi tagli allo stato sociale, è geniale. E’ geniale cancellare 18.000 posti letto negli ospedali, far fallire le piccole imprese, quindi promuovere la disoccupazione per milioni di lavoratori, precarizzare ancor più chi un lavoro ce l’ha, pensare di tagliare anche le tredicesime ma in compenso avremo 90 fighissimi e supertecnologici cacciabombardieri, a consolare chi va a letto senza cena. Dunque useremo i cacciabombardieri in modo produttivo e addirittura proficuo nell’attuazione della spending review? Li useremo facendogli bombardare incenerendoli un lavoratore statale su dieci e 5 operai su 10 tra i privati? Abbatteremo con i razzi intelligenti a ricerca termica, un miliardo all’anno del fondo sanitario nazionale? Chissà forse passando a volo radente sulla spesa dei comuni si potranno tagliare servizi ai cittadini per 7,2 miliardi che equivale a fare il pieno di carburante alla portaerei Cavour per una decina d’anni.
Questa crisi provocata dalle banche e mascherata da crisi del debito pubblico, è nata dal fatto che le banche Ue gravate da una montagna di debiti di cui non si conosce né l’ammontare né il rischio d’insolvenza, con l’aiuto di governanti hanno creato una “finanza ombra” i cui attivi e passivi non sono registrati in bilancio, per cui non si capisce dove siano collocati né a misurarne il valore. Questa finanza ombra è stata una delle cause della crisi e in pochi mesi sono stati tagliati pensioni,salari, diritti, fondi per istruzione e sanità adducendo a motivo l’inaridimento dei bilanci pubblici, vero anche questo, ma dovuto principalmente ai 4 trilioni di euro spesi o impegnati nella Ue al fine di salvare gli enti finanziari.
Gl errori nella diagnosi, i rimedi sbagliati per farvi fronte e la nullità della politica, fanno dell’uscita dalla crisi una chimera.
A questo punto il miglior sistema per salvare il paese è quello di chiedere l’intervento della neuro. La follia di questa gente è peggiorata e urge una cura drastica per impedire a questi folli di commettere guai peggiori!

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COME ABBIAMO POTUTO PERMETTERLO?
Sono le quattro del mattino e dalla terrazza osservo la mia città dormire. La frescura dell’alba mi consola dal caldo soffocante di una notte insonne. Dorme Roma cullata dal fruscio dell’acqua della fontana del Bernini, mentre le canta piano una ninna nanna. Le strade deserte e i tetti rischiarati dal chiarore lunare, sono una gioia per gli occhi. E’ bella la mia città e nella notte mi appare innocente come mai, abbandonata e indifesa come un bambino. Mi gusto il profumo dei gelsomini che abbelliscono la mia terrazza quando avverto improvvisa, un’accorata malinconia: laggiù vicino alla fontana un uomo cerca riposo sul bordo. Mi chiedo chi sia: un barbone? Un mendicante? Un extracomunitario? Un senza tetto?
Provo il desiderio di raggiungerlo, di offrirgli un caffè, di conoscere il suo nome, di guardare dentro i suoi occhi e senza riflettere prendo il bricco del caffé, lo verso in una tazzina e dopo aver richiuso piano la porta, lo raggiungo. Nel sentire i miei passi l’uomo si volta e appena mi vede si alza di scatto – Oh Dio! Sei un Angelo?
La sopresa è reciproca non si tratta di un vecchietto ma di un giovane uomo. Gli sorrido mentre gli offro il caffé – No! Sono solo una donna.
Osservo le sue mani scarne mentre prende la tazza e sorseggia con evidente piacere il caffé ancora caldo. Dopo averlo bevuto si avvicina alla fontana e dopo aver risciacquato la tazzina me la restituisce, accennando un debole sorriso, prima di sedersi accanto a me, sul bordo della fontana. Mi osserva in silenzio, quasi a volermi studiare – Chi sei? – Mi chiede d’un tratto, nella sua voce si percepisce una forte curiosità.
-Ti ho visto dalla terrazza, credevo fossi un vecchietto – sorrido, lui non ricambia il sorriso.
– Non puoi essere di questo mondo, qui non conosco persone come te.
Rido forte questa volta nel notare quasi smarrimento nei suoi occhi, poi osservandolo meglio, il riso si tace. Sono tristi i suoi occhi, terribilmente, maledettamente tristi.
– Sei venuta a prendermi? Sai che non voglio più restare qui?
– Sono venuta a portarti un caffé – Rispondo mentre un brivido mi percorre la schiena, quando dalla tasca tira fuori una pistola.
– Voglio morire qui dinanzi alla fontana del Tritone – dice con voce amara- In fondo sono un tritone anch’io che solo di sfuggita ha guardato la vita. Ho visto vivere gli altri, li ho visti ingoiarsi i frutti del mio lavoro, li ho visti arricchirsi col mio sudore finché non mi hanno tolto tutto, rendendomi uno schiavo. Mi hanno costretto a vendere la casa, l’azienda, che da mio nonno a me aveva dato da vivere a noi e ai nostri dipendenti. Si sono ingoiati l’azienda insieme ai sogni e ai nostri sacrifici. Con quale coraggio e in cambio di cosa uno Stato si permette di depredare i suoi cittadini? Ci parlano di debiti, ma chi li ha contratti quei debiti, noi popolazione? Chi sono quelli a cui versavamo i nostri soldi? Chi li gestiva e chi li ha sperperati? Ma non contenti di averci rapinato, ci hanno addirittura riempiti di debiti. E adesso vengono a chiedere a me, che ho sempre pagato tasse assurde fino all’ultimo centesimo, che ha vissuto dello stretto necessario senza sfarzi né lussi, di saldare i debiti da essi stessi contratti? E mentre noi ci sveniamo continuano, come niente fosse, a lapidare tutti i nostri sacrifici, a toglierci il sangue dalle vene per ubriacarsi senza alcun ritegno? A me è rimasto da dargli solo la mia vita, ecco li accontento. Si prendessero pure il mio cadavere, io non sono più disposto a mantenerli – dice cupo mentre continua a passare la mano sulla canna della pistola.
Mi alzo e istintivamente prendo il suo capo e me lo stringo al petto – No! – grido ma subito riabbasso il tono e mi siedo accanto a lui – Tu vuoi regalargli addirittura anche la tua vita? Pensi davvero che meritino anche questo? Potrei capirti un po’ di più, se fossi tu a volere la loro vita e non il contrario! Siamo uomini amico, non animali! Uccidersi non credere sia un atto di coraggio, è un atto vile invece, equivale a ritenere giusti i comportamenti di questi assassini! E’ questo che vogliono capisci? Vogliono imporci e farceli accettare i loro crimini. Se tuo nonno avesse saputo che ti saresti suicidato dinanzi alla violenza, non avrebbe creato quell’azienda. Se potessero tornare in vita i nostri nonni saprebbero come combatterli e stai tranquillo, nessuno gli regalerebbe la propria vita, ma piegherebbero la loro! Essi ci hanno insegnato che sono gli assassini che devono pagare e non le vittime! Quella pistola non risolverà niente, le armi in una guerra si usano contro i nemici non contro se stessi. Sono proprio i comportamenti come il tuo a renderli più forti. Come siamo arrivati a permettere questo? Fammi il favore, getta quella pistola e impariamo ad usare, almeno in queste occasioni, il nostro cervello. E’solo nel cervello che possiamo trovare le soluzioni!
Ora Roma comincia a risvegliarsi. Si ode il rumore di una serranda che si apre. Una briciola di sole accarezza il capo del Tritone e si posa sulla mano che l’uomo tende verso la mia. Un profumo di caffé si spande nell’aria e guardandoci complici, corriamo ridendo verso il Bar, tenendoci per mano!

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L’URLO DI MADRE TERRA CONTRO IL CAPITALISMO
Lottare contro la classe politica corrotta è soltanto la punta dell’iceberg, quello che per davvero è necessario combattere è proprio questo sistema capitalistico. Questa oscena creatura chiamata “CAPITALISMO” nata dalla coscienza malata e immorale di quei soggetti senza scrupoli, che han fatto dell’arricchimento la propria ragion d’essere, deve finire! Questo flagello che da troppi anni sta avvelenando l’esistenza degli uomini sulla terra ha prodotto e continua a produrre danni incalcolabili per la qualità di vita di milioni di creature. Assoggettare gli esseri umani al profitto non è soltanto immorale ma criminale! Questi esseri, forti della necessità degli uomini di procurarsi il cibo, si sono arrogati il diritto di schiavizarli in cambio di un misero salario, che genera per essi ricchezze sproporzionate. Ma l’arricchimento senza misura non sazia la loro sete, a nulla è servito ai lavoratori l’introduzione di macchinari per agevolare la loro fatica, no! I macchinari servono per produrre al posto dei lavoratori che vengono licenziati e costretto chi resta a produrre di più, con meno diritti, meno salario, meno ore di riposo. Non ancora contenti si accaniscono a produrre sempre più, depredando il pianeta delle risorse necessarie a mantenere l’armonia nell’universo. Però mentre gli uomini, sfiniti, umiliati e sottomessi non osano ribellarsi per la paura di perdere anche quel poco concesso loro, la natura al contrario, non li teme affatto. La natura sa ribellarsi e quando deciderà di farlo, nessuno potrà mai più tornare indietro. Stanno consumando il pianeta per produrre sempre più merci, che si deteriorano nei magazzini perché più nessuno è in grado di acquistare quelle merci. Hanno fatto del mercato il loro dio e per ottenere questo, hanno creato un mondo di miserabili: in molte parti di questo pianeta si muore di fame prima di aver raggiunto dieci anni. Initili risultano le urla disperate di una popolazione oramai agonizzante, a nulla servono i suicidi di piccoli imprenditori ingoiati dalle multinazionali, a nulla servono i lamenti di madre Terra che implora pietà per le violenze costretta a subire. Sono sordi e continuano imperterriti, l’arrembaggio del pianeta e della vita dei suoi abitanti.
Necessita DISINTEGRARE QUESTO CAPITALISMO e tornare a produrre lo stretto necessario alla sopravvivenza, tornare ad amarla la Terra che ci ha visti nascere, a rispettarla e rispettare la vita. E’ contro questo sistema che si devono indirizzare le lotte. E’ contro il capitalismo che necessita schierarsi, perché soltanto cancellando questo lugubre sistema, che si porrà fine al requiem del nostro povero pianeta.

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GOVERNO TECNICO O GOVERNO CINICO?
E’ per davvero un insulto al popolo italiano la passerella quotidiana dinanzi alle telecamere di queste ballerine della politica. Queste “prime donne” che senza pudore, raccontano quanto si stiano inciuciando tra loro, per continuare a rimanere sulle poltrone alle prossime elezioni, provocano il vomito in chi ascolta. E’ per davvero un insulto alle coscienze che, dopo aver trascinato l’Italia nell’abisso, osino chiedere ancora alle loro vittime di dar loro il voto. Questo equivale a chiedere ad un padre, il cui genero gli ha ucciso la figlia, se sia disposto a dargli in moglie anche la seconda figlia.
In nessun altro paese si può fare politica a vita, ma dopo il mandato ognuno deve tornare a fare il proprio mestiere, cosa di cui nessuno tiene conto di quanto gravissima sia questa cosa. Oltre al fatto di averci costretti ad assumere un governo “tecnico” nel tentativo di riparare i danni provocati dalla loro avidità, che sommata alla loro deficienza ci hanno portati alla bancarotta, osano ancora ripresentarsi alle elezioni. Ma per davvero questa gente pensa che la popolazione italiana sia una vera e propria massa di coglioni?
Ci impongono un governo che fanno passare per tecnici quando sono solo e soltanto dei cinici banchieri che, senza cuore come solo questa categoria può essere, nel tentativo di riparare i guasti da essi provocati, stanno strangolando una popolazione innocente privandola dei beni più preziosi come il lavoro, la dignità, il diritto alla vita. Non sono d’accordo sul fato che anche il popolo sia colpevole per aver affidato il proprio paese ad una classe degenerata di politici, se sul piatto esisteva soltanto pane e pan bagnato, cosa avrebbe potuto fare oltre che astenersi? Ma con la sola astensione non si vince la guerra, tanto è vero che lor signori se ne fottono di quelli che non votano, tanto ci sono sempre i voti di scambio coi mafiosi e gli appalti concessi loro.
Ma qualcosa si sta muovendo all’orizzonte e sta provocando un terremoto che fa tremare gli abitanti di quel bunker. Un fresco profumo si avverte nell’aria inquinata di questo paese, un Movimento di persone oneste, piene di buona volontà e coraggio, che si prefigge lo scopo di abbattere le barriere dell’odio che questa lurida classe dirigente ha innalzato tra loro e la popolazione. Si prefigge lo scopo di restituire agli italiani quella dignità che merita. Ricordiamocene quando saremo chiusi in quell’urna, che la sola alternativa per tornare a vivere è cancellarli!
L’alternativa alla morte civile si chiama: MOVIMENTO 5 STELLE!

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