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Archive for maggio 2013

URGE UN MOVIMENTO RIVOLUZIONARIO
Se la politica non si decide a riconoscere il fallimento di queste politiche liberiste del “libero mercato”, non sarà più in grado di uscire dall’angolo in cui lo stesso mercato l’ha relegata. La “liberalizzazione finanziaria” si è rivelata un disastro, come ampiamente dimostrato nell’America Latina, messa in ginocchio da questo sistema. Però dopo la tragica regressione dovuta a questo infernale sistema, quei paesi sono riusciti ad uscirne, infliggendo a quel modello un colpo durissimo in virtù di capaci uomini di Stato, che lo hanno radicalmente estirpato. Questa inversione di marcia ha prodotto una ripresa immediata dell’economia di quei paesi e un salutare beneficio per le popolazioni. I politici europei dovranno prendere esempio da chi prima di essi, ne è stato vittima, altrimenti dovremmo abituarci a subire crisi a ripetizione. Le crisi provocate da questo tipo di meccanismo, saranno sempre più gravi e devastanti, dove le risorse continueranno ad essere assorbite dalle banche, per salvarsi dagli effetti della loro stessa folle disciplina economica.
Questa “liberalizzazione finanziaria” conduce al disastro e su questo nessuno deve avere dubbi, oltre al fatto che colpisce in modo mortale le democrazie. A nulla serviranno i tragici sacrifici cui verrà sottoposta la popolazione, dove a lungo andare, inesorabilmente subirà la decimazione a causa di fame e privazioni sanitarie. La politica DEVE riprendersi la propria sovranità. Deve tornare a governare e smetterla di essere solo un ombra, che le multinazionali e le banche mondiali proiettano sulla società, perché questo è solamente l’inizio, ciò che appare in superficie. Le forme di politiche democratiche non sono mai state accettate dai centri di potere, per cui necessitava studiare il modo per metterle fuori causa e ingannando (o comprando) la classe dirigente dei vari paesi, sono riusciti a realizzare il loro desiderio. Questa che stiamo vivendo è la peggiore tra le crisi perché questa volta, si tratta di una crisi culturale, che cede il passo al fondamentalismo del libero mercato. Un ritorno al passato quando vigevano i feudi e i popoli ne erano i vassalli.
Vivere in un paese veramente democratico non deve costituire un sogno ma deve diventare realtà, perché uscire da questa gabbia è possibile! Necessita istruire la popolazione, promuovendo organizzazioni popolari, dove sindacati, partiti di opposizione, soggetti che possano formulare soluzioni perché non è più accettabile questa sopraffazione del mercato sugli esseri umani. Debbono essere messi in pratica quei sistemi democratici indispensabili, non si può più tollerare che un lavoratore debba guadagnare in un mese, quel che ogni rappresentante della classe dirigente guadagna in un giorno. Oggi abbiamo a disposizione risorse tecniche per soddisfare i bisogni materiali degli uomini, ma necessita perfezionare quelle morali e culturali, ossia quelle forme democratiche dell’organizzazione sociale, per rendere possibile l’uso umano e razionale della nostra ricchezza, come insegnava Marx. Sistemi realizzabili solo con un movimento radicato nella popolazione, che miri ad eliminare le istituzioni repressive e autoritarie private o statali. La sfida che necessita cogliere è quella appunto di creare questo tipo di movimento se vogliamo sfuggire alla barbarie moderna in cui siamo costretti.

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UNA BUGIA RIPETUTA DIVENTA VERITA’
Quando sento affermazioni di questo tipo: “Berlusconi deve essere sconfitto politicamente e non per via giudiziaria” mi chiedo se chi pronuncia questa frase sia una persona responsabile o meno, in quanto sorge spontaneo chiedersi a cosa servirebbe la magistratura se non di far rispettare una sentenza. Secondo questa gente cosa ci starebbero a fare i magistrati ore e ore a studiare prove su prove se alla fine tutto si risolve in un nulla di fatto, perché è la politica a decidere? E se i giudici, gli agenti e i magistrati devono solamente passare il tempo sulle scartoffie, non sarebbe meglio che il loro tempo lo impiegassero nel farsi una passeggiata in bicicletta, portare i figli alle giostre, leggere un libro o conversare con gli amici? Bisogna riconoscere che frasi di questo tipo sono a dir poco inquietanti e rasentano la follia. Ma ancora più sconcertante è che i media le condividano. Ma come si fa a far passare per giuste simili castronerie? A questo punto è legittimo chiedersi, se questi giornalisti si rendano conto o meno, della grave responsabilità che si assumono nei confronti della popolazione, scegliendo questo mestiere. Ma stando al comportamento di molti tra loro, si direbbe proprio di no. E’ incredibile quanto sia scesa in basso la categoria degli appartenenti agli organi di informazione. Erano il quarto potere di uno Stato e sono diventati servi dello Stato! Che vergogna! Si sono lasciati comprare come merce al mercato, quando possedevano un compito nobile, quello di informare la popolazione di quanto fatto alle loro spalle. Erano i guardiani della giustizia, i cavalieri della libertà e ne sono diventati i carcerieri. A quale umiliante e indecorosa involuzione, sono stati capaci di condurre un mestiere considerato eroico. Quale triste fine si sta facendo fare a quella grandiosa specie che erano gli esseri umani, traditi e manipolati nel modo più vile, nel togliere loro la possibilità di difendersi conoscendo la verità dei fatti. Come in un regime si agisce in questa sorta di “democrazia” dove i potenti calpestano i più deboli e insieme trasformare la povera popolazione, in una sorta di pollame pronta a farsi spellare. Con questo atteggiamento sono arrivati ad adottare le parole di Goebbels: “Se posseggo l’informazione farò credere alla popolazione tutto quello che voglio, perché una bugia ripetuta all’infinito diventa verità”. E dunque è stato con questo criminoso lavaggio del cervello, che sono riusciti a cancellare la sinistra storica dalla scena politica, la sola capace di occuparsi nel difendere la popolazione dall’arroganza del potere. Non so se esiste per davvero l’inferno ad aspettarli, quello che so è che essi, unitamente ai potenti, l’inferno lo hanno creato qui sulla terra.

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TORNIAMO AD ESSERE UMANI
Analizzando dove le politiche liberiste stanno trascinando l’umanità, urge che i responsabili ne riconoscano il fallimento. Questo sistema di capitalismo sfrenato, disumano e senza regole deve essere messo alla gogna. Una società non si può reggere né tanto meno concepire, sulla base delle diseguaglianze sociali, come loro punto cardine. Non si può più sostenere la giustezza di questo tipo di “economia” basato sullo sfruttamento dell’intera umanità a beneficio di pochi. Questo sistema si è rivelato un vero e proprio cancro e come tale deve essere estirpato. Il capitalismo nato per arricchire i ricchi dallo sfruttamento dei poveri, è degenerato al punto da mettere a rischio non solo l’umanità ma l’intero pianeta. Gli attuali capitalisti non si sono limitati allo sfruttamento dei lavoratori, ma sfruttano e violentano il nostro pianeta con una cementificazione selvaggia e insensata, inquinando i fiumi, i mari e l’aria che respiriamo, fino a provocare catastrofi che non siamo in grado di prevenire. Una follia collettiva arrivata al punto da sterilizzare la terra con gli ogm impedendo la nascita spontanea dei frutti necessari a sfamare gli esseri umani, affinché siano costretti ad acquistare i semi manipolati da questi esseri, per arricchirsi ulteriormente. Capitalisti disumani e governanti incapaci stanno provocando l’apocalisse dell’umanità. Non esiste opposizione contro questi dannati dopo che con i mezzi che avevano a disposizione, sono riusciti a cancellare il sistema socialista, capace di opporsi a questa demoniaca forma di sopraffazione. Socialismo significa eguaglianza e per questi signori la parola “eguaglianza” rappresenta una bestemmia.
Mai come adesso è necessario ricostruire una sinistra capace e forte per fare muro contro questi, che a ben ragione vengono definiti “squali”. La prova della loro ferocia l’hanno dimostrata, la crisi che stiamo subendo è frutto dell’aumento enorme delle diseguaglianze su scala globale, di cui queste iperdiseguaglianze sono il risultato del finanza-capitalismo a cui strutturalmente tende, soprattutto per via di una mancata resistenza al suo agghiacciante corso. Per combattere le diseguaglianze si impone un altro pensiero politico. Diseguaglianza non significa cancellazione delle differenze, differenze che non vanno misurate col denaro ma sono di genere, di cultura, di opzioni di vita, differenza che è uno dei presupposti della libertà. Ora tocca a noi difenderci e uscire da questa gabbia, siamo chiamati noi ad insorgere contro chi ha inteso appropriarsi delle nostre vite, siamo noi che questo sistema intende schiavizzare. Non basta alzare la voce, non bastano le proteste di piazza, occorre tornare al sistema opposto al capitalismo che era il Socialismo. Necessita combatterli con le stesse armi: creare una forza socialista, riabilitando il socialismo disintegrato da questi nemici dell’umanità. Il socialismo è il solo antidoto al veleno che ci stanno propinando e questo si può ottenere solo unendo le forze di quella parte della popolazione onesta, dando vita ad un partito socialista, che sia per davvero di sinistra.

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L’ALBA E’ PROSSIMA
Vorrei rispondere al signor Berlusconi, quando parlando a nome degli italiani, afferma che di Beppe Grillo pensano “tutto il male possibile” non è vero!
Gli italiani non possono pensare male di qualcuno che non ha mai governato e quindi non ha potuto fare male a nessuno. E’ del signor Berlusconi che invece si può pensare tutto il male possibile, perché ha fatto male all’Italia e molto anche, in venti lunghissimi anni di malgoverno. Signor Berlusconi che la si voglia allontanare dalle istituzioni è più che giusto e questo vale anche se avesse operato bene, perché è inaccettabile si possa rimanere a vita, a dirigere un paese che DEVE voltare pagina. I tempi cambiano e DEVE cambiare innanzitutto la classe dirigente, perché nel caso contrario il paese muore! Il Movimento 5 Stelle contrariamente a lei, rappresenta un cambiamento radicale come SI RENDE NECESSARIO in questo nostro vecchio e malandato paese. A questo punto è d’obbligo spalancare le finestre e fare pulizia dentro quelle stanze ammuffite da troppi anni di sporcizia, il cui fetore sta infettando anche la popolazione.
Invece quando dice che si vuole mettere fuori combattimento il Movimento di Grillo ha ragione, è palese a tutti che i dinosauri temendo l’estinzione, si difendono con le armi di cui dispongono. Ma è chiarissimo che è solo una questione di tempo, il processo degenerativo che porterà alla loro estinzione è stato avviato da essi stessi, quando avrebbero dovuto opporsi alle numerose ”leggi vergogna” (di cui proprio lei signor Berlusconi ne è stato l’artefice) piuttosto di condividerle e ancor peggio, quando non si sono schierarti a favore della categoria dei lavoratori, ma contro. La “sinistra” a differenza della destra che difende le élites, DEVE difendere i lavoratori dall’ingordigia delle medesime e DOVEVA farlo a qualsiasi prezzo. I diritti delle persone per voi sono diventati qualcosa di irrazionale che chiamate demagogia e chiunque osi reclamarne i valori sacrosanti, lo definite antipolitico, come Beppe Grillo per l’appunto. Ma cosa ne avete fatto della politica? Voi signori l’avete trasformata in una guerra contro la popolazione. La vostra è un aggressione che vi permette di circondarvi di privilegi immorali, creando un abisso tra voi e il popolo che dovevate governare. E mentre i vostri privilegi rubano il nome ai diritti, gli italiani si svenano e piangono mentre cresce la rabbia. Quel che avete fatto al nostro paese è un offesa contro la vita, contro Dio e contro le sue creature, ricordatevene!
Arrivati a questo punto, di questa gentaglia compreso lei signor Berlusconi, il paese non ha bisogno, ma necessita un alternativa: ridare alla popolazione italiana il rispetto di cui da troppo tempo è stata privata, spezzare quelle catene che l‘hanno umiliata, fino a schiavizzarla e farla sentire straniera nel proprio paese. Gli italiani devono tornare ad essere quella popolazione orgogliosa e fiera che per secoli ha stupito il mondo con opere immortali.
Potete lottare con le unghie e coi denti, potete usare tutta la violenza di cui siete capaci, ma dovete convincervi che il popolo italiano non è più disponibile a considerarvi padroni delle loro vite e del paese che appartiene a chiunque in questa terra ha visto la luce!

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NEL NOME DEL… CAPITALE
Il capitale! E’ questo il dio moderno in cui questi “religiosi” attuali vogliono farci credere. Ognuno di noi è convinto di essere libero perlomeno nel pensiero, ma le cose non stanno esattamente così, perché nessuno di noi è per davvero libero neppure nel modo di pensare. Fin dalla nascita e senza rendercene conto, veniamo privati di quella “libertà” propriamente nostra, per adeguarla ad un pensiero unico: quello di questi nuovi religiosi. Non ci accorgiamo di questa violenza, se non al tramonto della nostra vita terrena. E’ qui, dinanzi alla morte, che ci si rende conto di essere stati “castrati”, che qualcuno ci ha impedito di vivere e di godere di questa vacanza dall’eternità, che un Dio d’amore ci aveva regalato. Ci accorgiamo solo in quel momento che NESSUNO aveva il diritto di approfittarsi di noi sfruttandoci, per godere lui solo di questa “vacanza” quando apparteneva ad entrambi, nello stesso identico modo. In questo consiste il “capitalismo”: privare gli uomini della libertà di vivere, per permettere ad altri uomini di vivere nel lusso più sfrenato, sfruttando l’umanità con una forma di violenza morale e fisica. Questi “capitalisti” sono riusciti (con un diabolico disegno) a costringere l’intera popolazione verso un pensiero unico, ossia che non esiste alternativa a questo sistema. Un sistema studiato nei minimi particolari e messo in atto, tramite il coinvolgimento della politica, dei media, dei furbi e della classe più ricca, mentre la popolazione tenuta nell’ignoranza, ha contribuito nella realizzazione di questo osceno quanto immorale sistema. Fino al secolo scorso la gente accettava questa cosa come un fatto naturale e si accontentava delle briciole che cadevano dalla tavola di questi esseri. Poi con la scolarizzazione la popolazione iniziò a rendersi conto di avere delle esigenze e si diede inizio a quel sistema opposto al capitale detto “Comunismo”, parola che fa tremare le vene e i polsi ai capitalisti per il terrore di dover concedere qualche diritto alla classe lavoratrice e che ne ostacolerebbe lo sfruttamento fino in fondo. E dunque questo “sistema Comunista” rappresentava la dannazione dei capitalisti e doveva essere disintegrato e messo alla gogna. La parola Comunismo doveva diventare una bestemmia! Ma neppure questo la nostra mente è stata in grado di recepire. Ci hanno lavato il cervello, ci hanno impedito di capire che era un alternativa alla schiavitù del capitale e oggi tutti o quasi, persino coloro tra i più sfruttati, nel sentire questa parola si scandalizzano. Il Comunismo era solo e soltanto una forma di opposizione al regime capitalistico, una vera e propria alternativa all’inferno prodotto dal loro degenerato sistema, null’altro! Nessuno si chiede come mai è stato proprio nel periodo in cui esisteva quella forma di vera opposizione, che i lavoratori erano riusciti ad avere riconosciuti quei sacrosanti diritti che spettano per legge naturale, a qualsiasi essere umano? Come mai nessuno si chiede perché questa “opposizione” è stata disintegrata? E perché sono stati costretti a farci odiare persino la parola “Comunismo”? Basterebbe rifletterci un attimo per capirlo. Basterebbe riappropriarci del nostro cervello per riuscire a capire l’atroce beffa di cui siamo vittime. Se esistesse ancora l’opposizione Comunista non avrebbero potuto schiavizzare i lavoratori come stanno facendo! Dopo aver tolto di mezzo il pericolo che il Comunismo opponeva alla loro insaziabile sete di potere, questi assatanati si sono scatenati, sicuri di non avere più ostacoli e si sono gettati come iene sui lavoratori. Ci rendiamo conto o no che ci hanno privati di vivere e godere dei nostri giorni, per ingrassare col nostro sudore, lavorando per loro da mane a sera? Che non esistono più diritti ma solo e soltanto doveri? Che ci hanno privati prima della sola libertà ma ultimamente anche del lavoro perché aumentando l’orario lavorativo, potevano ridurre la mano d’opera e quindi spendere meno e arricchirsi di più? Ma non bastava averci rubato il piacere di godere della luce del giorno, sono arrivati a toglierci anche la possibilità di nutrirci, privandoci anche del futuro e della dignità. Ci rendiamo conto o no che stanno facendo della popolazione carne da macello? Stando così le cose, lo vogliamo capire di agire come una massa di idioti? Di farci schiavizzare da questi demoni, che ci hanno privati della sola possibilità che avevamo per tenerli a bada? Lo vogliamo capire o no che senza l’opposizione Comunista, siamo indifesi mentre loro armati fino ai denti? Torniamo a procurarci una falce e un martello! Torniamo a far sentire la nostra voce! Torniamo a riprenderci il nostro cervello e ricominceremo a sentirci uomini invece di rendercene conto solo in punto di morte!

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LA GLOBALIZZAZIONE
“L’Europa non e’ una scelta, e’ un imperativo categorico 
per 
sopravvivere nel mondo globale. Prima lo capiamo e agiamo di conseguenza e
meglio sara’ per tutti. Senza Europa, ma un’Europa vera, non si fermera’
il nostro declino”.
Vorrei ricordare al signor Squinzi (autore di queste affermazioni) che Il mondo è stato globalizzato non certo per il bene delle popolazioni, ma esclusivamente per quell’uno per cento che “pretende” diventarne padrone e proprio a danno della popolazione, altro che scelta! La globalizzazione è nata non certo per la redistribuzione dei beni terreni, ma per sottomettere gli esseri viventi al mercato globale gestito da questi signori. E’ nata questa maledetta “globalizzazione” per depredare ogni angolo del pianeta onde arricchirsi sempre più e non per solidarietà verso i più poveri, come intendono farci credere. Lo scopo delle banche mondiali e delle multinazionali è unicamente quello di estendere i loro artigli sull’intero pianeta. Si sono arrogati il diritto di vita e di morte sugli abitanti della Terra, quali veri e propri predatori. E per riuscire a creare questa apocalisse, si sono comprati i governanti, i media, gli economisti, ecc. Il bombardamento mediatico, la complicità dei governi, unitamente ad economisti “dotti”, che mai ammetteranno gli errori di questo infernale sistema degenerativo del capitalismo, sono riusciti a drogare la quasi totalità degli abitanti di questo pianeta.
Fino a qualche anno fa la popolazione veniva decimata da sanguinose guerre per la soddisfazione di qualche lurido assassino mentre oggi, con un metodo più raffinato e meno costoso per questi moderni dittatori, si provvede allo sterminio affamandola la popolazione. Si inventano crisi per giustificare agli occhi della gente questa loro “esigenza” per evitare rivolte. Questi cannibali sono riusciti a trovare il modo di sottomettere intere nazioni alla loro volontà col preciso intendo di decimarne gli abitanti senza far uso delle armi. Mentre i governanti, mai all’altezza dei propri compiti, assecondano per ignoranza o meglio per disonestà, il compiersi del più grave crimine contro l’umanità, un crimine di tali dimensioni come mai realizzato nella storia degli uomini. Non ci vuole la mente di un genio per capire quanto sta succedendo, basterebbe vedere le condizioni di vita dei popoli prima di questa “globalizzazione” e paragonarle alle attuali, per rendersi conto che quello che ci vogliono far credere altro non è che un colossale crimine contro l’umanità, altro che un beneficio. Alla pari delle cavallette si sono insediati nei governi dei paesi per svuotarli dei contenuti democratici, che questi paesi si erano dati: privatizzare le banche e gli enti statali, far fallire le grosse industrie nazionali affinché fallissero nel contempo piccole e medie imprese, precarizzare i lavoratori e creare una massa di disoccupati pronti a lavorare per pochi spiccioli e senza diritti. Privare gli Stati della sovranità politica ed economica, affidando alle banche mondiali la possibilità di creare il denaro, denaro prestato con interessi da usura, da indebolire i paesi al punto che mai riusciranno a saldarli quei debiti, nonostante queste nazioni strangolino la popolazione per far fronte al pagamento degli interessi. Affidare ai banchieri la facoltà di creare denaro dal nulla e al difuori di ogni e qualsiasi regola, è stato come pretendere di spegnere il fuoco buttandovi sopra la benzina.
Con questa “globalizzazione” quell’uno per cento di straricchi si arricchiranno sempre più in virtù della povertà del novantanove per cento degli altri uomini. Questa che offensivamente definiscono “economia” è una vera e propria follia, il pensiero unico di pazzi scatenati. Una economia demenziale di un modello di liberismo assassino, di un capitalismo degenerato, che neppure un vero pazzo riuscirebbe a concepire, mentre noi “sani di mente” lo subiamo senza renderci conto di comportarci come veri deficienti!

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LA COSTITUZIONE PIU’ BELLA DEL MONDO
Fra i tanti gravissimi problemi che affliggono il nostro paese la politica, piuttosto di risolverli, si appresta a cambiare le regole scritte nella nostra Carta Costituzionale. Ci si chiede se per davvero a questa classe politica, che ha generato scandali di malaffare a ripetizione, si possa affidare un compito così grave, che potrebbe stravolgere le regole di Democrazia del nostro paese. Ogni cambiamento di quello che dovrebbe essere da tutti considerato il Vangelo degli italiani, non dovrebbe essere toccato dalla politica senza il consenso della popolazione, che dovrebbe esprimersi tramite un referendum. Esistono seri dubbi che questi cambiamenti, che i politici attuali hanno in mente, siano per davvero in favore della popolazione italiana. Troppe leggi sono state promosse e accettate CONTRO la popolazione soprattutto quella lavorativa, in favore delle caste del potere e dunque la paura che si possa stravolgere ancora una volta, la qualità di vita della popolazione, è più che giustificata. Le personalità che scrissero la nostra Carta erano al di sopra di ogni sospetto sia per onestà ma anche per l’intelligenza morale e culturale mentre, purtroppo, bisogna ammettere che non si possa dire altrettanto dell’attuale classe politica. Questa che a tutti gli effetti appare come una sopraffazione della politica sulla volontà popolare, è a dir poco inquietante. In un paese civile e democratico, come lor signori vogliono farci credere sia ancora l’Italia, si darebbe voce ai diretti interessati che sono per l’appunto i cittadini e non escluderli da ogni partecipazione, come si teme stia succedendo. Si è combattuta una sanguinosa guerra mondiale per dare la libertà alla popolazione e nessuno, neppure un governo deve permettersi di violarne le regole. Cambiare qualche articolo con il passare degli anni è possibile, ma sempre e comunque in armonia tra gli organi di potere e la popolazione. Ogni cambiamento radicale che la politica attua alle spalle dei cittadini, senza che i cittadini ne vengano a conoscenza e sui quali ne graverà il peso, deve essere catalogato come un abuso di potere. La Democrazia è tale perché all’obbligatorietà di una legge si contrappone la discussione. Un governo provvisorio, di larghe intese come l’attuale, dove destra e sinistra si fondono, non sembra il più adatto ad effettuare modifiche alla Costituzione, ma piuttosto occuparsi di risolvere i problemi più urgenti, come la legge elettorale, prima di tornare alle urne.

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