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Archive for dicembre 2013

IL NATALE DEL 2013

Togliete gli addobbi, levate tutto,
spegnete gli alberelli illuminati,
tanto i negozi non sono più affollati…
quest’anno anche il Natale è in lutto!
Nasce come sempre il Bambinello,
ma quest’anno è in buona compagnia,
oltre al bue e all’asinello…
c’ è tanta gente che dorme sulla via!
Nasce in una notte senza stelle,
senza la luna, né la cometa brilla,
nasce già inchiodato alla sua croce…
in un mondo divenuto più feroce!
Piangono i Magi guardando quella culla:
quell’oro, quell’incenso e quella mirra,
non serviranno a nulla!
Non si ode nessun suono di zampogne,
né coro d’Angeli, né canto di pastore,
svolazzano avvoltoi nelle campagne.
La disperazione è il pane della gente,
che dalla vita non si aspetta niente,
sognava un mondo di pace…
e si ritrova inchiodata ad una croce!
C’è gran silenzio dinanzi alla capanna
mentre una gran folla si avvicina,
portando strani doni a quel Bambino,
intonando una triste ninna nanna:
Sono disoccupato, non ho un lavoro…
ti porto il mio dolore.
Io sono vecchio, non ho nulla da mangiare…
ti porto la mia voglia di morire.
Sono un ragazzo costretto ad emigrare…
ti porto il desiderio di restare.
Ho respirato amianto, sono un lavoratore,
ti porto il mio rancore.
Io ho mangiato cibo contaminato…
ti porto i nomi di chi mi ha ammazzato!
Io da un impalcatura son caduto…
ti porto il sorriso che non ho più avuto!
Sono un bimbo che a giocar non ha imparato…
ti porto i giocattoli che non ho avuto!
Sono un papà che il figlio non potrà sfamare…
ti porto il mio istinto di… sparire.
Sono quell’ imprenditore disperato…
che per non licenziare… si è sparato.
Questo noi ti portiamo…
è tutto quel che abbiamo!
È atroce che questa sofferenza,
non riesce a pesar sulla coscienza,
di chi è preposto a governare…
e se ne fotte di chi soffre o muore.
Anch’io voglio portarti un dono…
caro Gesù Bambino,
ti porto questa politica immorale…
che ha fatto del tuo Natale un funerale!

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LA TRISTEZZA COME PANE QUOTIDIANO
E’ per davvero triste nascere in un epoca in cui la tecnologia è arrivata ad un punto tale da poter permettere alla classe lavoratrice di ridurre finalmente l’orario di lavoro a parità di stipendio e avere la possibilità di godersi la famiglia, giocare coi suoi bimbi e dedicarsi al piacere di fare cose, che a suo padre erano state negate. Vedersi invece mettere alla porta perché i “padroni” non hanno più bisogno di te, perché bastano poche braccia per ottenere lo stesso profitto non è solo triste, ma immorale!
E’ triste che chi governa i paesi, piuttosto che costringere i datori di lavoro a ridurre l’orario di lavoro, gli permettano di buttare in strada coloro che avevano contribuito ad arricchirli e non solo, a dar loro il benservito affinché chiudano i battenti e li vadano a riaprire in posti dove la mano d’opera costa meno. E’ triste che coloro che dovrebbero salvaguardare gli interessi della popolazione siano proprio essi a procurarne la disperazione. I governanti sono diventati i difensori della classe di sfruttatori, accettando che il loro popolo venga calpestato. Un governo incapace di difendere la classe lavoratrice (fondamenta della società) non ha più ragione di essere.
Da troppi anni i nostri governanti disattendono il loro compito, spendendo le loro energie nel curare gli interessi delle caste se non quelli personali, lasciando che il paese privo di guida, sprofondi nel fango. Una classe politica degenerata, fino al punto da non vergognarsi di essere causa della morte civile, di milioni di persone. Non è bastata la delegittimazione della popolazione ora è la Corte Costituzionale a delegittimarla, a ritenerla abusiva per essersi autoeletta con un sistema elettorale anticostituzionale, per cui continuare a rimanere al loro posto è un abuso di potere. Mi chiedo cosa deve fare la popolazione per far rispettare la legge a questa categoria di fuorilegge? Stanno aspettando che si perda del tutto la pazienza e si arrivi a compiere atti che nessuno si augura?
Una nazione bella come l’Italia che i suoi rappresentanti avrebbero dovuto conservare come patrimonio culturale, si sono adoperati per degradarla. No, non si può dare la colpa solo al cambio del clima, per via del surriscaldamento del pianeta (colpa anche questa della classe dirigente) ma dovuto soprattutto all’incuria, alla devastazione prodotta dalla cementificazione del territorio, per arricchire le cosche del potere, se avvengono questi disastri durante le stagioni delle piogge. Un danno incalcolabile di vite umane e devastazione ambientale, dove gli abitanti sono costretti a guardare il cielo con terrore ogni volta che piove. E’ triste pensare che la patria che ha dato i natali a uomini come Francesco d’Assisi, Leonardo, Raffaello, Michelangelo, Verdi, Rossini, Dante, Alighieri debba vergognarsi dei propri governanti, tanto da essere causa della fuga di cervelli dei nostri figli, in cerca di un posto più moralmente accettabile, per esprimere la propria creatività.
E’ triste la dissacrazione della memoria dei nostri eroi, che avevano dato la vita per assicurarci un mondo migliore. E’ triste vedere i nostri anziani aggirarsi soli e abbandonati nei mercati, alla ricerca di qualcosa con cui sfamarsi. E’ triste svegliarsi al mattino e guardare le nostre meravigliose città con la voglia di urlare. Urlare la nostra impotenza dinanzi a questi, che a tutti gli effetti sono diventati i nostri nemici.
E’ per davvero triste che un popolo creativo, onesto e pacifico sia costretto a subire l’umiliazione di sentirsi schiavo di gente indegna, che lo sta trasformando in un essere rabbioso, senza più sogni e senza umanità. Necessita costruire una organizzazione politico-sociale che restituisca potere a quelli che ne hanno sempre meno: la classe lavoratrice. Costruire una politica governata dal buon senso non più da quella scellerata sete di potere che la distingue. Cambiare questa politica che non ha più i requisiti morali, si può. Necessita delineare un programma culturalmente alternativo, per restituire la dignità ai cittadini costretti ad elemosinare i propri diritti civili, come concessione caritatevole da parte di questa corrotta classe dirigente! I diritti sono “diritti sacrosanti” di ogni essere umano e non possono essere tolti né tantomeno concessi per grazia. Cacciare la tristezza che ci affligge si può fare solo unendo le nostre forze per combattere l’ingiustizia sociale dettata da questa indegna classe dirigente.

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E’ MORTO UN GIGANTE
Vorrei che i capi di Stato delle nazioni di questo pianeta non si limitassero a tessere le lodi di questo gigante, ma si inginocchiassero dinanzi a lui per raccoglierne l’eredità: “Ho combattuto contro il dominio dei bianchi e ho combattuto contro il dominio dei neri. Ho amato l’ideale di una società democratica e libera in cui tutti possono vivere in armonia e con pari opportunità. E’ un ideale per il quale spero di vivere e che spero di raggiungere. E se necessario è un ideale per cui sono pronto a morire”. Nelson Mandela.
Questa era la visione di questo gigante e questa dovrebbe essere la visione di ogni capo di Stato! Perché oggi più che mai il mondo ha bisogno di imparare da lui, un mondo dove gli uomini non possono ritrovarsi. Un mondo opposto alla parità dei diritti, alla giustizia uguale per tutti, al diritto sacrosanto di ogni essere umano di vivere in pace e in armonia con tutti gli altri. Un mondo dove il denaro è diventato un creatore di vita e di morte, dove la ricchezza finisce in poche mani e milioni di persone muoiono per fame. Questo mondo moderno degenerato dal profitto, dall’avidità, dalla sete di potere, che semina dolore e morte di innocenti, colpevoli solo di essere nati nei sud del mondo. Un mondo meraviglioso che i potenti stanno trasformando in inferno, dove la solidarietà e l’amore stanno scomparendo, dove i bambini sono diventati come i cani randagi, costretti a sfamarsi nelle discariche. Un mondo immorale dove gli esseri umani vengono considerati alla pari delle merci, per il sadico piacere di sfruttarli e schiavizzarli nel lavoro e ricavarne profitto, dove i frutti della terra si lasciano marcire nei paesi ricchi, lasciando a bocca asciutta tutti gli altri. Tornare a ricostruire un mondo sano non deve essere un’utopia, ma una legge di civiltà. E’ questa l’eredità che ci lascia Nelson Mandela e gli uomini di potere di questo mondo dovrebbero farsene carico. Solo in questo modo si potrà rendere omaggio ad un Uomo che ha speso la propria esistenza per questo. Il mondo ha bisogno di leader umani, integri e coraggiosi che non lascino spegnere a luce di Nelson Mandela, che ha illuminato questo nostro povero mondo.

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