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Archive for gennaio 2014

MAI PIU’ SUDDITI
Dispiace ma si deve riconoscere che noi italiani siamo un popolo di scemi, incapaci persino di distinguere il bene dal male, molto bravi a brontolare su ogni cosa, senza neppure capire se giusta o sbagliata. Quel che sta accadendo nel nostro Parlamento ne è la prova: siamo dei pecoroni o debosciati, che continuano a farsi rimbecillire da chi ha interesse a tenerci al guinzaglio. Ci si scandalizza quando qualcuno osa alzare la testa e contestare a male parole la violenza dei potenti, piuttosto che scandalizzarci per le atrocità che questi esseri compiono contro di noi. Le parolacce non cambiano la nostra vita, mentre le privazioni cui ci sottopongono, ce la distruggono la vita. Ma noi siamo più solleciti a condannare chi offende le nostre “caste” orecchie e non chi ci priva anche dell’aria che respiriamo. Che ridicola ipocrisia!
Il guaio è che noi italiani siamo servi nati, è nel nostro DNA la subordinazione ai potenti. Abituati al “sissignore” non accettiamo coloro che sono capaci di dire “NO”. Siamo diventati sudditi, capaci d’obbedienza anche agli abusi e alle violenze, purché venuti dall’alto e condanniamo chi possiede quella dignità che li spinge a ribellarsi. Una buona parte di noi si è sempre prostrata a baciare i piedi a chi con frusta e manganello li privava dei propri diritti. Inconsapevoli che chi non ha rispetto per gli altri, autorizza gli altri a non rispettarlo, inconsapevoli che ogni uomo DEVE AVERE gli stessi diritti. Per questo genere di popolazione solo la classe dirigente può averne, mentre tutti gli altri devono solo obbedire in silenzio e senza protestare.
Stando così le cose come si può sperare di riuscire a costruire un mondo giusto? Se è proprio la popolazione ad innalzare questi criminali al rango di Dei? Tutto questo è stato dimostrato in questi giorni nel nostro Parlamento, dove da anni si crocifigge un popolo, senza che nessuno muova un dito. Vedere una vera opposizione a questo osceno sistema li scandalizza addirittura, abituati come sono a piegare non solo la testa, ma anche i ginocchi. Si dovrebbero vergognare di non sostenere questi coraggiosi ragazzi a 5 Stelle, che per la prima volta si oppongono al disumano sistema antiuomo, messo in atto da sempre da questi assassini della legalità e della giustizia sociale. Non capire o addirittura condannare chi si pone contro questa categoria di sfruttatori per fermarne gli abusi, significa che si ritiene giusto essere considerati animali da lavoro e non esseri umani, quali siamo!

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SIAMO UOMINI O…
Quello che non si riesce a capire è il perché, nonostante l’istruzione, gli uomini non siano ancora in grado di comprendere fino in fondo l’oscenità del sistema del potere politico ed economico, che si sbraccia per cambiare (stravolgere) le regole democratiche in nome della “modernità”, mentre gli appartenenti allo stesso restano ancorati alla preistoria, dimentichi che questi mezzi sono stati superati da feroci guerre e rivoluzioni.
Questa categoria di saccheggiatori (che da sempre rovina l’esistenza degli abitanti di questo pianeta) si è arrogata il diritto di sottomettere miliardi di esseri umani al loro servizio, imponendo un indegno e immorale sfruttamento dell’uomo sull’uomo, costringendo la povera umanità a credere di essere nata per lavorare, pena la morte per fame. Purtroppo nel corso dei secoli, gli uomini (ignoranti perché privi di istruzione) non si sono mai curati di accertare la verità e cioè che: “se in questo pianeta esistono i poveri è perché qualcuno si è appropriato di quel che gli spettava per diritto di nascita. Perché qualcuno ha rubato quel che apparteneva a lui”. Sottostare a questa versione di comodo, ha permesso a questi loschi individui di continuare nei secoli a derubarlo.
Dopo la rivoluzione francese e la seconda guerra mondiale, la popolazione iniziò a capire l’ingiustizia di questi potenti e sostenuti da uomini illuminati, si diede vita ad un sistema diverso dal capitalismo dei ricchi, con la nascita del “Comunismo”. Ma questo sistema che si prefiggeva di raggiungere una giustizia sociale e una parità di diritti fra gli esseri umani, non poteva essere sostenuto da chi da sempre intendeva sfruttare la classe operaia per arricchirsi e iniziarono la demonizzazione di tutti coloro che sostenevano queste tesi. Ma nonostante la guerra intrapresa dai potenti contro, il Comunismo riuscì a stabilire un certo equilibrio e concedere alcuni diritti a chi era costretto a vendere la propria forza lavoro, per vivere.
Costringere i potenti a concedere qualche riconoscimento a chi li arricchiva, non poteva essere accettato da chi finora aveva solo sfruttato questa categoria, incamerando solo per sé l’intero profitto. Questi sfruttatori non si sono mai rassegnati al dover concedere qualche briciola ai lavoratori, che ritenevano privilegi e non diritti sacrosanti, quindi si imponeva disintegrare il Comunismo e con esso il sistema democratico. Purtroppo per l’umanità, ci stanno riuscendo!
Il capitalismo non solo ha vinto ma è degenerato con conseguenze distruttive per l’umanità e l’ambiente. La ferocia dei predatori di vita, è diventata incontrollabile: si disintegra il nostro habitat affinché l’intera ricchezza prodotta, finisca nelle fauci di questi cannibali. Ogni giorno scompaiono dal nostro pianeta migliaia di specie viventi, non riuscendo più a sopravvivere in un ambiente divenuto ostile. Milioni di esseri umani muoiono per mancanza di cibo o di acqua potabile, milioni di bambini non riescono a superare il settimo anno di vita, costretti a sfamarsi nelle discariche. Milioni di persone si ammalano di cancro costrette a vivere nei pressi di inceneritori o a nutrirsi di cibo contaminato, coltivato nei campi dove sono stati interrati rifiuti tossici.
Senza rendercene conto abbiamo permesso ad una banda di criminali di impadronirsi della cosa più preziosa che possedevamo: la vita! E assai più ignoranti degli uomini delle caverne (che sapevano difendersi e abbattere le belve feroci quando minacciavano la loro vita) noi non siamo in grado, nonostante secoli di civiltà alle spalle, di difenderci da queste belve umane.
Come si fa dopo aver conosciuto la civiltà, consentire un ritorno alle origini per soddisfare l’avidità di questi dannati, non si spiega. Per molto meno i nostri antenati si sono battuti ferocemente contro i nemici e sono morti per consentire a noi una vita a dimensione umana, mentre noi stiamo tradendo il passato e distruggendo il futuro ai nostri figli.
Mi chiedo se siamo ancora uomini o se per caso non ci siamo fatti trasformare in una sottospecie, visto che non siamo ancora in grado di renderci conto che in questo pianeta non esistono padroni, non esistono Dei, ma solo e soltanto uomini onesti e uomini disonesti!

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IL POPOLO DEVE ESSERE CONTRO LO STATO QUANDO LO STATO E’ CONTRO IL SUO POPOLO!

Sentire le ridicole giustificazioni dei politici sul vergognoso spreco dei soldi pubblici, viene da vomitare. Questi ladri di Stato che costringono la classe lavoratrice a svenarsi, per pagare tasse incompatibili con i redditi percepiti e scoprire che questi soldi finiscono nei cessi di questi loschi personaggi ed usati come carta igienica, ci si chiede perché dovremmo continuare a farci rapinare, se non sia il caso di metterci tutti d’accordo nel rifiutare in massa di continuare a foraggiare questi mangiasoldi.
E’ giusto che in una società tutti si collabori nel sostenere le spese necessarie al buon funzionamento della società, ma quando si assiste allo sperpero e al vergognoso spreco di questo che si può ben definire “sangue degli italiani” da parte di questa immorale classe dirigente, dove non esiste più decoro, dignità, giustizia, dove l’onestà è scomparsa, dove alberga una vera e propria organizzazione per delinquere, dove chi possiede più ricchezze è autorizzato ad evadere le tasse (che pesano interamente sulle spalle di chi guadagna meno di mille euro al mese) e dove si consente di portare nei paradisi fiscali gli utili prodotti dallo sfruttamento dei lavoratori sottopagati e senza diritti, è qualcosa che non si può più sopportare. La proverbiale pazienza degli italiani è arrivata al limite della sopportazione e fingere di non vedere i drammi, la sofferenza, la miseria, l’infelicità della gente, è per davvero demenziale. Sottovalutare la rabbia e un giustificatissimo odio che lievita a dismisura verso la classe dirigente (odio scatenato dal loro immorale comportamento) e che potrebbe tracimare ed esplodere in modo che nessuno si augura, oltre che demenziale è anche criminale, in quanto si dimostra che della sofferenza della popolazione se ne fottono altamente. Con questo comportamento si manca di rispetto ad una popolazione a cui si chiedono sacrifici terrificanti, per mantenere intatti i propri privilegi. Questa mancanza di rispetto si può toccare con mano vedendo il nostro paese trasformato in una vera e propria bisca, allo scopo di saziare l’oscena avidità della malavita, nonché favorire le casse di uno Stato indegno, che arriva con questi miserabili trucchi, a strafogare la propria classe dirigente, mai sazia. Per fare cassa e continuare in questo aberrante sistema di predazione della povera gente, si arriva a crocifiggere la parte più debole e miserabile della popolazione, condannandola alla dannazione. Incoraggiare la debolezza umana per farne dei giocatori d’azzardo, privandoli di ogni avere, è un crimine che grida vendetta. Uno Stato degno di questo nome si prende cura delle persone, non ne sfrutta le debolezze.
Fino a quando la politica è stata degna di questo nome era vietato in Italia il gioco d’azzardo , ma da quando a far parte di questa categoria sono arrivati personaggi privi di pudore, si è cancellato decoro, rispetto, giustizia e dignità per far posto all’immorale indecenza di queste che a ragione, si possono definire cosche. A questo punto, visto il cambiamento radicale della classe dirigente, vista l’indegna mancanza di rispetto nei confronti della popolazione, si impone che a cambiare sia obbligata anche la popolazione nei confronti di uno Stato divenuto nemico.
Quando è lo Stato a dichiarare guerra alla propria gente, diventa un dovere ribellarsi e combattere contro di lui! Uno Stato serio non può schierarsi contro la propria popolazione come un nemico qualsiasi, ma è suo preciso dovere proteggerla, altrimenti non esiste più alcuna ragione di rispetto verso chi è divenuto indegno di rispetto. E la smettessero quei politicanti con la pretesa che non sono tutti uguali, se così fosse non si dovrebbero aspettare le sentenze della magistratura, per liberarsi della parte marcia degli appartenenti alle istituzioni, ma li caccerebbero prima che i danni divengano irreparabili. Tacere o fingere di non vedere i crimini compiuti si chiama “ignavia” ed è condannabile allo stesso modo di chi i crimini li commette.
I soli a non macchiarsi di questo vergognoso peccato sono gli appartenenti al Movimento 5 Stelle che denunciano ogni e qualsiasi abuso, senza fare sconti a nessuno. Ed è sicuramente per questo che sono malvisti in Parlamento, da quella cosca che si ritiene al di sopra delle leggi, della giustizia, dell’onore e dell’etica. Per il fatto che questo Movimento viene isolato e contestato è la dimostrazione che tutti vogliono la giustizia ma fuori la porta della propria casa!

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VOGLIONO CHE LA VITA DIVENTI UN CASTIGO
La classe dirigente delle varie nazioni non parla d’altro che di crisi economica, quasi si trattasse di una catastrofe naturale e non della precisa volontà di trasferire in poche mani tutta la ricchezza prodotta, senza concedere più nulla alla classe lavoratrice, che quella ricchezza produce. Quello che questa casta sta realizzando è qualcosa di terrificante, soprattutto per le future generazioni. Quell’uno per cento della popolazione, che si è arrogato il diritto di decidere il destino del novantanove per cento della stessa popolazione, deve essere fermato se si vuole impedire che quel dono chiamato vita, si trasformi in un castigo. Che gli uomini di potere siano sempre stati una maledizione per gli esseri umani, è dimostrato dalla storia. Fin dal tempo dei faraoni la povera umanità era costretta alla schiavitù e considerata alla stregua di animali da lavoro, per la soddisfazione di chi si riteneva un dio. In quell’epoca non esisteva istruzione ed era facile convincere questi disgraziati che quei pazzi fossero per davvero degli Dei.
Al giorno d’oggi non possiamo e non dobbiamo credere alle favole che raccontano, perché siamo tutti consapevoli della falsità. Non esistono Dei e non devono esistere padroni, basta il sangue versato nei secoli per continuare a farci dissanguare! Ci raccontano di una crisi strutturale e insanabile, ma devastante lo è solo per la povera popolazione perché loro, proprio in funzione della stessa, si arricchiscono paurosamente. E’ una crisi “intelligente” che impoverisce i poveri e arricchisce i ricchi, incredibile! Una crisi assai comoda per chi ama il potere e il lusso, che fanno passare come una fatalità, o come scritta nel nostro destino.
Se ci soffermiamo a riflettere su cosa è accaduto ai lavoratori in questi ultimi venti anni, scopriamo che non si può addebitare alla “sorte” la disintegrazione dello stato sociale toccato a questa categoria. La svendita dei patrimoni pubblici per favorire le privatizzazioni, sono state la causa prima della disoccupazione di migliaia di lavoratori. Il fallimento delle piccole e medie imprese per favorire le multinazionali ha fatto il resto. Costringere le piccole imprese e i lavoratori a pagare tasse incompatibili con i redditi percepiti, li ha costretti a disfarsi delle proprietà acquistate con una vita intera di duro lavoro e sacrifici immani, che ha distrutto la classe media precipitata alle soglie della povertà. Ma non finisce qui, ciò che questi dannati si prefiggono è creare un mondo di disperati da sfruttare, costringendoli a lavorare per pochi spiccioli e senza alcun diritto, esattamente come avveniva nel Medio Evo, con la differenza che mentre all’epoca non si conosceva l’esistenza di una vita migliore, noi sappiamo che un mondo diverso è possibile. Sappiamo che la povertà dipende dal fatto che costoro si appropriano di quel che ci spetta per diritto di nascita. Questo gruppo di parassiti che si arricchisce derubando tutti gli altri vanno fermati, non è possibile che sei miliardi di persone siano incapaci di disintegrare questo minuscolo manipolo di assassini. Se non riusciremo a fermarli, se questi mostri riusciranno a piegare l’intera popolazione mondiale, possiamo dire addio alla civiltà come l’abbiamo conosciuta. Se si pensa che l’apocalisse è già iniziata, vista la disoccupazione generale in crescita abnorme, vista la fuga dei nostri figli dai paesi d’origine, vista l’impossibilità di formare nuove famiglie, dove non nasceranno più figli impossibilitati a mantenerli, visti i nostri anziani ridotti a dormire in strada come barboni e vista l’amara rassegnazione ad una vita senza più futuro, mentre assistiamo impotenti alla devastazione totale delle nostre esistenze e alla crescita oscena di potere e privilegi di questa feroce casta, viene da augurarsi (vista l’incapacità degli uomini di liberarsi di questi mostri) che una catastrofe naturale cancelli dalla faccia della terra quell’indegno animale chiamato uomo!

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SENZA VERGOGNA
In questo paese è scomparsa persino la vergogna, fuggita forse perché si vergognava lei stessa. Quel che è accaduto dopo essere andata in onda la trasmissione “Presadiretta” in cui si denunciavano i crimini commessi da alcuni poliziotti, ha dell’incredibile! Piuttosto che risvegliare le coscienze di chi è chiamato a far rispettare le leggi, piuttosto che sentirsi colpiti per l’incapacità di non esserci riusciti, i rappresentanti sindacali si scagliano contro la rai, colpevole di aver resa pubblica questa imperdonabile infamia. A vergognarsi dovrebbe essere la confederazione sindacale autonoma di polizia altro che un giornalista coraggioso come Riccardo Iacona, che ha avuto il torto di denunciare questi tremendi crimini compiuti dalle “forze di polizia” contro ragazzi innocenti.
E’ proprio il segretario generale nazionale della Consap che si dovrebbe vergognare di difendere degli assassini, altro che invitare a non pagare il cannone rai. Secondo questo signore colpevoli non sono coloro che commettono delitti ma chi osa denunciarli. Vorrei chiedergli cosa c’entra che molti poliziotti hanno perduto la vita nell’esercizio del proprio lavoro, a costoro va tutto il rispetto, ma non si può nel nome di queste morti, concedere la licenza di uccidere a chi indossa una divisa.
Egregio signore è proprio il comportamento di questi feroci assassini a sporcare quella divisa che indossate e dovreste essere voi i primi a condannarli, altro che difenderli a spada tratta, quasi avessero compiuto un gesto eroico e non dei terrificanti delitti. Mi piacerebbe sapere se li difendereste ancora se uno di quei ragazzi fosse stato un vostro figlio.
Mi chiedo se questo sindacalista si rende conto del danno che questi mostri arrecano a tutte le forze dell’ordine, se si rende conto che ora la popolazione è costretta ad avvisare i propri figli a temere più un incontro con una pattuglia di polizia, piuttosto che l’incontro con delinquenti comuni.
Se delitti di tale ferocia fossero stati commessi da comuni criminali, ora si troverebbero in galera a vita, altro che rimanere indisturbati al loro posto, col pericolo che altri poveri innocenti, potrebbero subire la medesima sorte di quei poveri ragazzi.
Egregio signore, servizio pubblico significa informare la popolazione di quel che accade, non tenere nascosta una verità che dovrebbe farvi tremare d’orrore e invece a quanto pare, non vi tocca minimamente.
Schierarsi dalla parte di questi assassini significa per davvero che la giustizia è morta in questo paese!

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RIBELLARSI ALLA VIOLENZA DI STATO E’ UN DOVERE

Ci sono momenti in cui avrei voglia di fuggire lontano, di abbandonare questo paese dove sono nata, dove ho imparato a camminare, a sognare, ad amare, dove nelle notti di luna piena mi incantavo a guardare i tetti delle case di Roma, che mi appariva come una città incantata, che una mano gentile ne aveva fatto la più bella del mondo. Nei miei pensieri di bambina credevo che gli italiani fossero stati più fortunati degli altri a nascere in un paese bello e accogliente come il nostro e l’allegria, sempre presente nei miei concittadini, l’addebitavo anche al sole che le sorrideva sempre, illuminandola e riscaldandola anche nelle giornate d’inverno. Mi dicevo che in un paese come il nostro è impossibile non volersi bene e nelle giornate che precedevano il Natale, questo sentimento lo si poteva toccare con mano. Certamente gli imprevisti, le malattie, e le preoccupazioni esistevano anche allora, ma queste cose fanno parte della vita e a nessuno possono essere addebitate. Ad ogni modo la vita degli italiani scorreva tranquilla, ognuno al risveglio era sicuro di recarsi in quella che era la sua seconda casa: il posto di lavoro, che gli permetteva una vita, se non proprio agiata come sarebbe giusto avere, perlomeno dignitosa tanto da consentirgli di mantenere la propria famiglia, senza il rischio di finire sotto i ponti, come sta succedendo adesso. Si era all’epoca tutti consapevoli che il futuro sarebbe stato benigno, che ci sarebbe stato un miglioramento della qualità di vita anche della parte più debole della società, la classe lavoratrice appunto, quella da sempre sfruttata e sottoposta a sacrifici, onde realizzare quell’ osceno sistema, che consente a quella categoria vergognosa della società, di vivere nel lusso proprio in virtù dello sfruttamento dei lavoratori. Questa doveva essere la logica conseguenza di una società degna, purtroppo la logica è scomparsa proprio in coloro che questa società erano stati chiamati a dirigere, provocando un terremoto tale, da sconvolgere per sempre la vita degli esseri umani. Non è stata una catastrofe naturale, non è stato un asteroide a cancellare l’armonia della vita sul pianeta Terra, ma la criminale volontà di esseri privi di scrupoli, che si possono ben definire rinnegati della vita. Forse non è stata solo la scimmia ad evolversi ma contemporaneamente ad essa, si sono evolute anche altre specie come le iene, i corvi, gli sciacalli, altrimenti non si spiega come sia possibile massacrare e distruggere esseri della medesima specie. La ferocia di questa specie fa credere loro di poter sottomettere tutte le altre specie al loro volere, visto quanto al confronto, siano indifese. Cercare un rifugio in posti lontani piuttosto che combatterli, è la conferma del loro potere, un motivo in più che incoraggia questi mostri a diventare sempre più feroci.
No, non posso e non voglio abbandonare il paese che mi ha dato i natali, ma devo restare per combattere, per spronare i connazionali alla ribellione. Lottare contro l’ingiustizia è un preciso dovere di ogni essere vivente. Uccidere animali feroci per impedire che esseri innocenti vengano sbranati, è una legge di natura che non può essere chiamata violenza, la violenza è quella che questi esseri commettono contro l’umanità. Dobbiamo dimostrare che non siamo nati per servire dei parassiti, non siamo nati per arricchirli sulle nostre spalle, ma dobbiamo dimostrare loro che siamo pronti a combattere, per affermare la sacrosanta parità di diritti fra tutti gli esseri umani. Che non esistono figli e figliastri ma uomini e se loro posseggono mezzi per difendersi, noi possediamo miliardi di braccia per abbatterli.

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