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Archive for febbraio 2014

NON E’ POSSIBILE!
No, non è più possibile continuare ad avere fiducia nelle istituzioni, ora che la popolazione è diventata un ombra, invisibile agli occhi di chi doveva prendersene cura. Questi politici che avevano giurato sulla Costituzione di rispettarne le regole, in realtà hanno fatto esattamente il contrario, tradendola alla luce del giorno. La popolazione a cui sono stati polverizzati i diritti, è stata sottomessa al potere cieco dei mercati, tramite il furto della sovranità nazionale politica ed economica, spezzando in tal modo, la connessione fra il popolo e lo Stato che da quel momento sono divenuti incompatibili.
E’ stata ceduta (all’insaputa degli interessati) tramite il potente anestetico delle coscienze: la televisione e i media, la sovranità della nazione ad oscuri poteri finanziari, coperti dall’impunità e dalla totale mancanza di moralità. Un popolo divenuto suddito di regnanti lontani, dove la politica nazionale non ha più nulla da dire. Una classe politica che ha perduto il potere decisionale, visto che non decidono nulla perché ricevono gli ordini dai capitalisti finanziari. A questo punto ci si chiede a che serve continuare a mantenere migliaia di parlamentari se, né il presente né il futuro della nostra nazione, dipende da loro.
E’ per davvero incredibile quel che è stata capace di fare questa inutile e degenerata classe dirigente nostrana. Mai nella storia si era verificato un simile abominio, rinunciare alla sovranità della propria nazione per svenderla e schiavizzarne gli abitanti a dei loschi acquirenti. Questo crimine può essere paragonato a quello di una mamma, che affida il proprio bimbo ad un pedofilo!
La crisi da essi stessi prodotta, ha fatto il resto: cancellata la classe media, gettata nell’abisso la classe lavoratrice creando una nazione di disperati mentre si arricchivano vergognosamente le élite, realizzando quello che è un vero e proprio crimine contro l’umanità. Questi governanti al servizio del potere finanziario, che ancora osano pretendere la credibilità alle loro parole, alle azioni, alle bugie, alla loro limitata lungimiranza ed onestà, non sono neppure all’altezza di capire che tutto questo, dopo quanto accaduto, è finito per sempre. Nessuno potrà mai più concedere loro la fiducia!
Questo popolo deve tornare a credere che la vita è un dono non un castigo e deve riprendersi la sovranità di persone, oltre quella nazionale, monetaria e decisionale. Deve ritrovare la strada della legalità, dell’onore, dell’orgoglio di appartenenza ad una nazione. Ritrovare la strada dello sviluppo e abolire le distanze fra ricchi e poveri. Deve riaccendere la fiamma della speranza perché un mondo diverso è possibile. Deve riscoprire quell’orizzonte condiviso di quando a venti anni ci sentivamo padroni del mondo e ritrovare quel coraggio e il fascino che ci spingeva a rischiare senza paura, per riuscire a realizzare l’impresa che ci eravamo prefissa.
Riprendiamoci quelle ali che ci hanno spezzato e torniamo a volare: il nostro tempo è adesso, la vita è adesso, non facciamocela scippare!

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L’UMANITA’ DISUMANA
E’ davvero triste constatare che le parole più belle che arricchivano la nostra umanità come bontà, solidarietà e riconoscenza sono scomparse non solo dal vocabolario, ma dalla nostra coscienza di esseri umani.
La scomparsa di queste qualità, che rappresentavano le fondamenta della nostra civiltà, sta riportando gli uomini indietro di secoli, quando le differenze con le altre specie animali erano minime.
Ieri ho assistito sconcertata ad un episodio per davvero indegno, compiuto dagli esponenti di un condominio contro una donna, colpevole di non essere stata baciata dalla fortuna (come invece era toccato a loro) di non ritrovarsi proprietaria di una casa, quasi regalata. Questa brutta storia ha avuto inizio dalla svendita di quello che era e doveva restare patrimonio pubblico: le case popolari. Case pagate dai nostri padri con una trattenuta a vita sulla busta paga e che dovevano servire a dare una casa a chi non poteva permettersi di pagare un affitto oneroso. Oltretutto questi affitti, anche se minimi, andavano ad incrementare il monte premio dell’INPS, per il pagamento delle pensioni. Purtroppo per fare cassa, è stato svenduto agli inquilini questo patrimonio pubblico al prezzo irrisorio di 30.000,00 (trentamila euro per 50 mq). Questo immobile (restaurato a spese delle belle arti che si trova in una zona semi-centrale della capitale) disponeva anche dell’abitazione del portiere (vuoto da circa trent’anni perché nessuno più poteva permettersi di pagare un portierato, tant’è che le nuove costruzioni ne sono prive) veniva anche questa abitazione “regalata” ai fortunati acquirenti. Quest’appartamentino di 48 mq è abitato da una pensionata vedova a 500 euro al mese (che aveva reso abitabile a sue spese con l’aiuto dei parenti) dove paga un affitto di 260,00 euro al mese. Ora questi “padroni” vorrebbero cacciare questa disgraziata, per riaffittarlo ad un prezzo più elevato o rivenderlo addirittura, naturalmente a prezzo di mercato. La motivazione addotta è quella che nella capitale con 260 euro non si affitta neppure un box, dimenticando, questi “graziati dalla sorte” che essi, con trentamila euro non lo avrebbero mai potuto comprare quel box.
Questa gente è la stessa che pretende dalla politica diritti uguali per tutti. Sono gli stessi che contestano i privilegi della casta, gli stessi che parlano di pari opportunità fra tutti gli uomini, di leggi giuste, di solidarietà, di giustizia sociale. Mi chiedo con quale diritto si pretende onestà e giustizia dagli altri quando essi per primi la negano al loro prossimo?
Vergogna! Tutti si vuole la giustizia ma fuori la porta di casa nostra!
Piuttosto che regalare a questa gente (già ampiamente graziata) anche quella casetta, non sarebbe stato più giusto e logico l’avesse venduta a quella disgraziata che ci viveva dentro? Questa vergognosa ingiustizia ce la saremmo risparmiata!

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LA FORZA DELLA RAGIONE
Fino a quando i popoli non riusciranno a conquistarsi quell’emancipazione umana e liberarsi dalla soggezione mentale verso i cosiddetti “potenti”, non si potrà sperare in una società di persone libere e uguali. Cancellare dalle nostre menti dogmi e padroni è un esercizio che dovremmo fare al più presto e impegnarci nella cultura etico-politico-sociale per realizzare una società veramente democratica, dove diritti e libertà non siano soggetti a transizioni. Imparare a pensare, giudicare, scegliere vuol dire anche diventare padroni della propria vita. L’autodeterminazione è un valore non negoziabile, il solo che può darci la dignità nonché il diritto di vivere una vita serena e dignitosa. Questo diritto in una società è garantito dalla Costituzione e forse è proprio questa la ragione per cui la si vuole stravolgere. Un popolo consapevole dei propri diritti e deciso a farli rispettare fa paura al potere, per questo non ci si deve stancare di gridarlo all’infinito, affinché la parte debole della società ne sia a conoscenza. Una popolazione consapevole rappresenta un pericolo per i potenti, più ancora della dinamite. Ogni uomo deve sentirsi responsabile del proprio progetto di vita, deve prendere coscienza di essere lui proprietario della propria vita e non deve mai e in alcun modo, sottometterla agli altri. Il potere ha da sempre avuto la meglio sulle popolazioni in virtù degli inganni e degli abusi con cui è sempre riuscito a sottometterle. Da sempre questi potenti si sono arrogati il diritto di vita e di morte degli esseri umani e questo è dimostrato in quelle luride guerre, spesso combattute per saziare l’oscena sete di potere di questi individui, che stroncavano la vita a milioni di ragazzi, senza che nessuno si fosse assunta la responsabilità di condannare queste barbarie. Chi ci guadagnava da queste morti se non i fabbricanti di armi, le banche mondiali o i politici fuori di testa? Perché i popoli hanno sempre subito questi assassinii come dinanzi a un fato e non alla feroce volontà di criminali? Perché dopo tanti secoli di civiltà non abbiamo ancora imparato a scegliere le migliori menti a cui affidare la nazione e le nostre vite? A queste politiche favorevoli a pochi, va contrapposto il diritto di tutti i cittadini. Questo sistema politico ed economico si è rivelato una catastrofe per miliardi di esseri umani. Un sistema degenerato al punto da affamare l’intera umanità, per strafogare poche migliaia di capitalisti. Necessita un ritorno alla logica naturale che ci vuole tutti uguali fin dalla nascita ed è solo la prepotenza, la violenza e l’immoralità di alcuni a dividere gli uomini in sfruttati e sfruttatori. Questo sistema va fermato, necessita abbattere l’opportunismo, la pavidità, la rassegnazione che producono servilismo, corruzione e assuefazione all’infelicità, cose contrarie alla natura e alla dignità umana. Siamo consapevoli che la cultura fa paura a chi vuole una umanità pecorona e in ginocchio e la ostacolano in ogni modo, manipolando l’intelletto con un bombardamento mediatico, dove giornalisti trasformati in servi del potere, senza rendersi conto di contribuire alla decadenza politica e morale del proprio paese e solo per soddisfare le loro bocche fameliche. I fautori di questo sistema aborrano un mondo di individui pensanti, per questo dobbiamo sollevarci da terra e usare le ali della ragione per conoscere e agire e diventare maghi della conoscenza, spazzando via la passività, la rassegnazione, l’accettazione al pensiero unico che ci fa sentire piccoli e impotenti, incoraggiando in questo modo proprio chi ci vuole così. Necessita uscire dalla sudditanza mentale, economica, politica e sociale, uscire da questa bugiarda convinzione di inferiorità per costruire una società giusta, perché non può esistere libertà senza giustizia, non può esistere una società di eguali in dignità, dove nessuno sia escluso dal diritto di avere diritti. Dobbiamo pretendere una istruzione per tutti, rimuovere il sistema capitalistico che glorifica poche persone e ne svantaggia miliardi, togliere i privilegi alle caste, deporre i governanti immorali e imparare a sceglierne tra i migliori che la società ci mette a disposizione e non permettere mai più quest’orgia dei potenti che divorano i beni pubblici in favore dei privati, che toglie ai poveri per dare ai ricchi, che si arroga il potere di uomini su altri uomini, sfruttandone la sola cosa che possiedono: la forza lavoro per arricchirsi. Teniamo presente di essere nati liberi e non dobbiamo più permettere a nessuno di toglierci quella libertà, che spetta per diritto ad ogni nato in questo pianeta. Combattere gli abusi, la violenza e l’oscena immoralità dei cosiddetti potenti, deve diventare non solo l’obiettivo, ma un sacrosanto dovere di tutti gli esseri umani!

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DEDICATO AI LAVORATORI
Lavoratori dovete capire cosa vi sta succedendo, capire che questo attacco alla democrazia (civiltà e lavoro) comporta la vostra condanna ad una vita di miseria. La flessibilità deve essere una scelta dei lavoratori non una precarizzazione per favorire ancor più dei parassiti, sfruttatori di uomini. Lavoro, sanità, istruzione, diritto ad una vita decorosa, sono beni intoccabili da qualsiasi interesse privato e deve essere lo Stato a farsene carico. Necessita unirci e prendere atto che è urgente promuovere una nuova etica del lavoro, dove si esalti la dignità e il merito, dove gli utili vengano utilizzati per il bene di tutti, non di pochi usurai che li nascondono nei paradisi fiscali. Non esiste altra via per salvarci dal piano di distruzione che stanno completando, se non la presa di coscienza di chi lavora.
Riporto un articolo suggeritomi dal mio amico il BORGOMASTRO:
Cari operai
Vi ho ascoltato, ieri sera in televisione, con rabbia e con pena. Siete persone semplici, nel significato migliore del termine, oneste, laboriose, fin troppo pazienti. Nei vostri occhi si leggeva l’umiliazione alla quale siete sottoposti, e gli showman televisivi sanno bene che l’umiliazione sociale non alza solo i dividendi dei padroni delle ferriere, ma anche gli ascolti e gli introiti pubblicitari, perciò la sfruttano, ma senza esagerare, perché è un gioco pericoloso.
Stupite perché il vostro padrone minaccia di chiudere la fabbrica se non accettate i suoi soliti abominevoli ricatti. Davanti ai cancelli della vostra fabbrica non è venuta la Camusso e men che meno verranno i segretari dei partiti sedicenti di sinistra, anzi di centro-sinistra (un ossimoro politico, se esistesse la sinistra). E ciò non è casuale. Vi manderanno la sbirraglia, se non sgombrate.
Perché stupirvi, il padrone fa il suo mestiere! Lo sviluppo del capitalismo e il progresso della tecnica applicato al saccheggio del pianeta servono ad arricchire la classe dominante e migliorano solo incidentalmente la sopravvivenza degli sfruttati. E ora che declina il periodo della spensieratezza che ci guidava tra gli scaffali dei supermercati, diventa evidente a tutti che gli utili aumentano con la disoccupazione; Marx lo aveva spiegato scientificamente un secolo e mezzo fa, e ora i salariati lo riscoprono sulla propria pelle.
Malgrado tutto siamo ancora infatuati di concetti come democrazia, partecipazione, cittadinanza, diritti. Cazzate. L’operaio è anzitutto capitale variabile, merce, che il padrone è libero (lui sì) di acquistare oggi qui, domani lì e dopodomani chissà. Secondo convenienza e capriccio. È il principio fondamentale della libertà borghese.
Quando si parla di “mercato”, delle sue virtù taumaturgiche, proprio di questo, essenzialmente di questo, si tratta; ossia di fare del capitale variabile, cioè anzitutto degli operai, ciò che più aggrada agli interessi dei padroni del mondo. Il capitale si disinteressa della nostra sorte così come di quella del mondo se non nella misura in cui trova il proprio tornaconto.
I più anziani di noi ricorderanno quando, molti anni fa, si parlava di uno strano concetto, quello di “sistema imperialistico delle multinazionali”. Molti operai avevano gli occhi scettici, e i media irridevano, dicevano si trattava di delirio teorico di pochi, gente pericolosissima e fuori dalla realtà. Si decantavano, per contro, le virtù della fabbrichetta diffusa, del capannone dove prima c’era il fienile, le famose partite iva, i titoli di stato sui quali lucrare alti interessi, un modo come un altro per dividersi i profitti e aumentare il debito statale. Oggi il sistema imperialistico delle multinazionali, nella sua realtà storica e negli effetti che produce, è sotto gli occhi di tutti, e tuttavia è tabù il solo evocarlo.
Circa 700 grandi gruppi controllano l’economia mondiale, e alcune decine ne costituiscono il fulcro. Chi decide il prezzo dei cereali con i quali si sfama il pianeta, il prezzo del petrolio con cui batte il cuore del mondo, sono una dozzina di gruppi di trading dotati di magazzini, flotte e stabilimenti sparsi per il mondo. Senza citare la solita Monsanto, le americane Adm, Bunge, Cargill e la francese Dreyfus, tengono in pugno le commodities alimentari controllando fra il 75 e il 90% dei cereali mondiali. Pensiamo a colossi come Apple, Google, Microsoft, Motorola, Intel, ecc.; le grandi compagnie degli idrocarburi, le più importanti Banche e le Borse, la loro rete d’affari e d’intrecci, il denaro che lavora ciberneticamente. La stessa Eletrolux, il gruppo proprietario della vostra fabbrica, fa parte di questo sistema, non di una repubblica immaginaria fondata sul lavoro e i diritti.
Sono loro a decidere, i padroni del mondo, è la loro venalità ad imporsi, la necessità del capitale di valorizzarsi, non Enrico Letta o Matteo Renzi, e nemmeno Beppe Grillo quando conquisterà la maggioranza parlamentare e la farà finita con il parassitismo di pensionati a 700 euro il mese. E allora, che fare? Questo sarete voi operai e salariati a deciderlo, in base al grado di disperazione raggiunto e sulla scorta delle suggestioni mediatiche, e tuttavia dubito che troverete coscienza e coraggio per decisioni di rottura radicale con quest’ordine economico e sociale.

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FATEVI UN ESAME DI COSCIENZA
Chiamare incivili e violenti i parlamentari 5 Stelle per essersi resi colpevoli di opporsi alle terrificanti leggi anti-uomo anche se con metodi forti, è la conferma che la classe dirigente è interessata a difendere i propri privilegi, non il bene degli italiani che oltretutto li mantengono alla bella vita, mentre essi sono costretti a scendere sempre più in basso nella scala sociale. La violenza vera è quella con cui si è privato gli italiani dei propri diritti, è togliere ai poveri per dare ai ricchi come è stato fatto e come vorrebbero continuare a fare.
Ma dov’è finita la giustizia in questo paese? Perché questa classe dirigente non si fa un esame di coscienza per analizzare come erano le condizioni economiche, culturali e morali della popolazione prima di loro? Inutile continuare a rimbecillire la gente con la scusa della crisi, perché è stato molto prima della crisi che hanno dato inizio alla disgregazione dello stato sociale nel nostro paese. Un governo capace di dire ai lavoratori di essere vissuti al di sopra delle proprie possibilità è capace di tutto. Sono più di trent’anni che gli stipendi dei lavoratori piuttosto che adeguarsi al costo della vita sono stati congelati, mentre quelli della classe dirigente sono arrivati a moltiplicarsi ogni anno, fino a raggiungere proporzioni da lotteria. Questa immorale classe dirigente che da sempre si occupa esclusivamente di restare a galla, mentre il paese andava alla deriva abbandonato a sé stesso e in balia della malavita, non andrebbe solo fermata ma cacciata, perché hanno distrutto tutto quello che gli italiani avevano costruito in duecento anni di storia. E vogliono continuare a farlo, denigrando allo scopo di toglierla di mezzo, una opposizione che finalmente alza barricate contro loro! Fa vomitare anche l’informazione al servizio di questa cosca, che ribaltando la verità contribuisce alla disintegrazione del paese, che ha dato loro i natali. Come si fa a difendere l’indifendibile, a difendere quelli che sono diventati i veri nemici degli italiani non si spiega. Come si fa nel vedere i risultati dell’operato di questa gente, nel vedere i propri simili ridotti alla fame, senza più lavoro e privi anche della speranza di trovarne un altro, di veder chiudere le splendide piccole imprese che erano un vero vanto nel mondo, nel vedere i nostri anziani rovistare nei cassonetti alla ricerca di cibo, nel vedere i nostri ragazzi abbandonare il proprio paese. Come si fa a restare insensibili e non insorgere dinanzi ai ricatti degli sfruttatori verso gli operai (che col loro sangue hanno permesso a questi vampiri di arricchirsi) chiedendo loro di dimezzarsi lo stipendio pena il trasferimento all’estero delle aziende, quando persino il costo del pane aumenta ogni giorno? A che serve l’attuale informazione se non a sacrificare gli esseri umani sull’altare di questi dannati?
L’immoralità è diventata la vera padrona di questo paese, grazie alla nostra degenerata classe dirigente e alla disumana vergognosa disinformazione dei media italiani. Fatevi un esame di coscienza prima di sputare sentenze contro chi sta combattendo contro voi, per riappropriarsi di quella legalità, che avete cancellato dalle vostre coscienze!

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