Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for aprile 2014

C’ERA UNA VOLTA…
Tutte le favole iniziano con questa frase: “C’era una volta…” e tutti i bambini del mondo ne seguono il racconto con interesse e stupore perché li fa sognare e addormentare dolcemente.
Ma esistono favole per adulti, che nessuno ha voglia di raccontare e che iniziano così:
C’è adesso…
Un milione e centomila famiglie senza redditi da lavoro. Milioni di persone che annaspano mese dopo mese per restare a galla. Quattro milioni che si mettono in fila per un pasto caritativo.
C’è adesso…
Chi, lavora in nero, sottopagato, schiavizzato per dieci-dodici ore e non riesce neppure a procurarsi l’indispensabile alla sopravvivenza.
C’è adesso…
Chi, dopo aver lottato una vita intera per acquisire quei diritti fondamentali, che appartengono per legge naturale ad ogni nato in questo pianeta, vede toglierseli ad uno ad uno e si ritrova più solo e indifeso di prima.
C’è adesso…
Chi, dopo aver speso un intera esistenza a lavorare per avere da vecchio una pensione, si ritrova a dover rovistare nei cassonetti in cerca di qualcosa per nutrirsi.
C’è adesso…
Chi, pur possedendo montagne di miliardi non si accontenta e ruba i centesimi a chi non possiede più neppure un tozzo di pane.
C’è adesso…
Un gruppo di streghe e maghi (capitalisti) intenzionati ad impadronirsi del pianeta con una forma di moderna dittatura, smantellando lo stato sociale nel nome della “modernità” e delle leggi dell’economia. Dissacrano la Costituzione col solo scopo di cancellare tutte le conquiste, tutele e garanzie che in un secolo e mezzo di lotte, erano riusciti a conquistarsi le classi non privilegiate della società.
Questi devastatori che privatizzano ogni bene pubblico sostituendolo al privato, tramite l’insopportabile retorica della ”governabilità” quando la vera natura di questa mostruosità politica e sociale, è lo smantellamento della Costituzione per avere le mani libere di depredare la massa lavoratrice, potendo contare sull’immoralità della classe politica, la collaborazione dei media asserviti al potere e alla sottomissione dei “competenti”. Questi moderni stregoni dettano la corrente di pensiero alla quale tutti debbono collocarsi pena l’isolamento.
“Resistere-Resistere-Resistere” come diceva Francesco Saverio Borrelli non basta più, occorre contrattaccare, difendere l’indipendenza della Magistratura che si intende sottomettere al potere politico, riappropriarci del diritto di contestare e tornare a fare vera informazione.
Dinanzi all’arroganza e prepotenza di questo tipo di capitalismo sfrenato, che trasforma l’ingiustizia in legge, dinanzi ad un sistema fiscale intollerabile, alla mostruosa sperequazione sociale, alla guerra chiamata pace. Dinanzi ai potenti sovranazionali che si impadroniscono delle risorse materiali e privatizzano i beni comuni e al tentativo di mettere in discussione persino la nostra intelligenza. Dinanzi alla progressiva, inarrestabile devastazione dell’ambiente, del paesaggio, dinanzi alla mercificazione degli esseri umani e ad una democrazia che rinuncia a sé stessa, non si può più stare a guardare, ma necessita riappropriarci di quel coraggio che spinse persino dei ragazzini a scegliere la Resistenza, per riportare la legalità nelle istituzioni e restituire la libertà a coloro che ne erano stati privati.
Concludiamo insieme questa brutta favola cominciando a dire anche noi: c’era una volta…

Read Full Post »

LA FESTA DELLA LIBERAZIONE
Festeggiare il 25 aprile per i signori della politica, è una proforma se non se ne condividono le ragioni. Il solo modo per rendere onore ai milioni di morti di quella carneficina, dai campi di sterminio a Marzabotto fino alla resistenza, è quello di rispettarne la memoria adottando i contenuti forniteci dai sopravvissuti (di quella che è stata una guerra di liberazione, civile e di classe) che ci lasciarono in eredità: La Costituzione!
Se non si capisce l’importanza di questa eredità (maturata dalla riflessione, dalla sofferenza e dal sangue di chi lo ha versato per regalare a noi un mondo più giusto) diventa pura ipocrisia la partecipazione a quella che assumerebbe la connotazione di una sceneggiata, se non addirittura di una volgare sponsorizzazione di sé stessi!
Nella Costituzione esistono le contromisure per evitare il ripetersi di questi crimini, precludendo la strada a chi intendesse tornare a sottomettere la nazione. I nostri padri costituenti adottarono (giustamente) un principio fondamentale fondato sull’eguaglianza (secondo comma dell’art.3) che recita. “E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese”. Questo articolo, purtroppo, non è mai stato preso sul serio da coloro che si sono avvicendati alla guida del nostro paese! Ed ora questo “vangelo della civiltà” viene preso di mira proprio da chi si doveva impegnare nel farlo rispettare. Soprattutto in questi ultimi venti anni la Costituzione viene attaccata dai capi di governo che si sono avvicendati e dallo stuolo di nani e ballerine che li compongono, ma soprattutto dalla JPMorgan e dal potere finanziario.
E’ proprio alla Costituzione che dovrebbe ispirarsi la politica piuttosto che a mediocri economisti e faccendieri. Se la politica avesse seguito le indicazioni dei padri costituenti, la corruzione e la partitocrazia sarebbero state soffocate sul nascere e le caste sarebbero state messe nella condizione di non nuocere. Né tantomeno ci sarebbe stata la subalternità agli alleati con spese militari inutili, per una difesa altrettanto inutile e che ci hanno fatto dissacrare quella Carta che rappresentava il nostro vanto!
Chi pensa che la Costituzione debba essere smantellata, sicuramente non si sarebbe dato alla macchia se si fosse trovato a vivere i giorni della Resistenza e avrebbero scelto la viltà non l’eroismo: nascondersi, piuttosto che combattere contro gli oppressori!
Se i “tecnologi” ritengono superate le norme di civiltà, di legalità, di eguaglianza che la nostra Costituzione professa, allora è giusto riportare le parole di Einstein, mai così attuali come adesso: “Temo il giorno in cui la tecnologia andrà oltre la nostra umanità: Il mondo sarà popolato allora da una generazione di idioti”!

Read Full Post »

L’ERA DEI PREDATORI
Questo periodo verrà ricordato nella storia dell’umanità come l’era dei predatori dove questo pianeta dominato dal capitalismo finanziario è a rischio esplosione. L’aumento delle disuguaglianze dovuto alla concentrazione della ricchezza in poche mani, che impoverisce miliardi di esseri umani è arrivato ad un punto di rottura e non può più essere tollerato. A questo punto si impone un ribaltamento, in mancanza del quale persino l’esistenza stessa di questo pianeta avrà risvolti imprevedibili. E’ vitale dunque per la vita degli esseri umani un cambiamento radicale di questo sfrenato sistema di capitalismo finanziario globalizzato, dando vita ad un nuovo modello basato sulla giustizia sociale, non più sul profitto per mezzo di bassi salari, ma su una equa ripartizione delle risorse. Necessita abbattere il pensiero unico, che decreta la non esistenza di alternativa alle esigenze del rendimento finanziario, in quanto dimostra essere uno strumento del rapporto di forza adottato, allo scopo di sottomettere governi e popolazioni in un sistema, che si può con ragione definire post-democrazia, il cui effetto è che la società è stata portata sulla soglia della disgregazione e le popolazioni spinte alla disperazione. Con questo sistema le risorse naturali non sono più “beni comuni” ma una sorta di proprietà privata. Le risorse fondamentali per la sopravvivenza come cibo e acqua, sono diventate merce rara, la salute un lusso e il diritto al lavoro una utopia. Tutte le conquiste puramente sociali, acquisite in anni di lotte, vengono cancellate per piegare la classe lavoratrice e riportarla indietro di secoli. A beneficiare di questa macelleria sociale sono naturalmente le multinazionali, i mercati, le banche mondiali. E mentre nel XIX secolo le lotte di classe e le politiche sociali, avevano assicurato alla classe operaia un livello di vita che presupponeva una certa limitazione delle disuguaglianze, attualmente e in nome della “competitività” è avvenuto l’esatto contrario, cancellando ogni e qualsiasi diritto, comprimendo i redditi da lavoro e rendere precaria l’intera classe lavoratrice, raschiando purtroppo il fondo del potere d’acquisto dei lavoratori contando, verosimilmente, sulla loro possibilità di indebitarsi minandone le condizioni vitali. Quindi il trionfo di queste “politiche” hanno generato un peggioramento delle disparità fra esseri umani e spaccato in due il pianeta, dove un invisibile muro separa ricchi e poveri, con un drenaggio unilaterale delle ricchezze di questo mondo. La stupidità di chi difende questo sistema (Politologi, economisti, organi d’informazione) negando alternative, contribuisce a creare un mondo feroce dove la giustizia sociale muore.
Necessita una seria riflessione e una condanna dello Stato-predatore per un ritorno allo Stato-sociale. E’ necessaria la riattivazione di una coscienza collettiva perché è nello Stato che si poggiano i cittadini (spettatori impotenti di questa degradazione economica, morale e sociale). Questa crisi democratica risiede nel fatto che gli Stati non hanno più la volontà di difendere le popolazioni, non posseggono più alcuna predisposizione nella ricerca di forme e contenuti nell’interesse dei cittadini. Ma saranno obbligati ad una inversione di rotta perché dinanzi al reale pericolo che questa dittatura dei mercati finanziari ha posto in essere, dal continuo saccheggio del loro futuro, da condizioni di vita sempre più precarie, dal disprezzo per gli stessi lavoratori, potrebbe generare una insurrezione. Necessita che i governanti rinsaviscano e tornino ad occuparsi della gente, non del potere finanziario. E’ fondamentale ridurre le disuguaglianze, serve una politica democratica non più oligarchica e tecnocratica e un ritorno alla partecipazione dei popoli nelle scelte che li riguarda. Gli uomini hanno diritto ad un mondo diverso da quello deciso dai banchieri, dai tecnocrati e dai rentier della politica. Un mondo dove la politica ponga l’etica come obiettivo!

Read Full Post »

LE VERE RAGIONI PER CAMBIARE LA COSTITUZIONE

Ci si chiede: a cosa si deve questa impellente urgenza di riforma della Costituzione? Quali modifiche sono così vitali per il nostro paese, da renderne così urgente la ritrattazione dopo sessant’anni? Forse la risposta sta nella volontà di rendere innocui i cittadini difronte ad un nuovo tipo di fascismo. Settanta articoli della Costituzione verranno fulminati. Ma come si può solo permettere a mani come quelle degli attuali politici, di toccare ciò che è il nostro “vangelo”? Come si può farla profanare da un apprendista stregone e da un condannato in via definitiva? Siamo diventati tutti pazzi?
In quella “Carta” sono contenute regole scritte da menti illuminate e manometterle è un sacrilegio! Questa gente ha ampiamente dimostrato con anni di malgoverno, cosa sono capaci di fare ogni volta che toccano qualcosa. Non si può negare che questi ultimi venti anni sono stati per l’Italia la più grande catastrofe culturale, morale, politica ed economica del nostro tempo, una cultura dove tutto si compra e si vende, compresa l’anima delle persone. Non siamo ancora in una dittatura certo, ma ci stanno portando piano piano tenendoci per mano, in modo subdolo e la dimostrazione è: la “non-riforma” elettorale, le politiche della velocità, la riforma del lavoro e della giustizia, l’assurda subordinazione ai mercati, la finta “modernità” che ci riporta indietro di secoli, governi che si auto-eleggono, l’imposizione del pensiero unico e il disprezzo per quello critico, ne sono una prova concreta.
Lo sfoggio di innovazioni non significa affatto Democrazia né tanto meno gli accordi presi sottobanco anzi, tutto questo ne fa esattamente il contrario. Democrazia è ponderazione, condivisione, discussione, informazione, ma purtroppo ci accorgeremo di averla perduta quando sarà troppo tardi per porvi riparo e non troveremo nessuna garanzia nella nuova costituzione che si apprestano ad ammannire.
Io scopo vero è quello di disintegrare una Costituzione antifascista e anti sfruttamento del popolo, visto che questo si scontra con la visione autoritaria dell’attuale potere, che non è più politico ma economico. Non sono più i governi a dettare le leggi ma il potere finanziario e queste che chiamano “riforme” annienteranno la Costituzione italiana, quella pensata per impedire una futura svolta autoritaria nel Paese ma non solo, verrà annientato il concetto stesso di civiltà. Così ha deciso il presidente del consiglio Matteo Renzi, così ha suggerito la JpMorgan che è quella che ne beneficerà. Il signor Tony Blair a cui il capo di governo fa riferimento, non è più un politico, ma riceve uno stipendio di milioni di dollari, per fare da consulente ad una delle più importanti banche d’affari, formalmente denunciata dalla Casa Bianca per essere la responsabile della crisi dei subprime, che poi ha scatenato la crisi economica mondiale. Purtroppo le banche d’affari si servono di consulenti, come la massoneria si serve dei propri membri per oliare politici che contano e promuovere politiche compiacenti a quelle indicate dalle banche. Per politiche compiacenti si intendono cose come il documento redatto il 28 maggio 2013 dalla JpMorgan dal titolo “aggiustamenti dell’area euro” dove si fa riferimento alla necessità di intervenire politicamente a livello locale, a pag. 12 e 13 si arriva alle Costituzioni dei paesi europei, visto che le Costituzioni adottate in seguito alla caduta del fascismo, presentano caratteristiche che appaiono inadatte ai propri interessi, ritenute di idee troppo socialiste quali i diritti dei lavoratori, il diritto di protestare se i cambiamenti sono sgraditi e così via. L’ordine è dunque quello di liberarsi di queste Costituzioni antifasciste. Dunque dietro la parolina magica “modernizzazione” si nascondono gli interessi di chi le propone.
La democrazia deve e può rimodernarsi esclusivamente con più democrazia!

Read Full Post »

CHE SIATE MALEDETTI

Per la prima volta nella vita ho bestemmiato. Ho bestemmiato nel vedere in quali condizioni sono costretti a lavorare i nostri giovani, addirittura a mascherarsi per il timore di essere riconosciuti da quelli che oggi si possono e con ragione, definire nazisti, rischiando di venire licenziati e perdere anche quei centesimi con cui vengono ricattati.
Toccare con mano questa orrenda realtà, dove giovani laureati sono costretti a calpestare anni di studio e vendere la sola cosa che posseggono: la “forza lavoro” per 250 euro al mese, lavorando dieci ore al giorno, senza diritti, privi delle norme di sicurezza dell’assistenza sanitaria e delle più elementari necessità, è qualcosa per davvero impossibile da sopportare. Dinanzi a realtà come queste non si può che auguraci che il buon Dio (se esiste) scateni una pioggia di fuoco, che cancelli per sempre dal pianeta, questa indegna categoria di animali detti uomini!
La cosa che più ferisce è la sfacciata ipocrisia della classe politica che piuttosto che fare mea culpa, condanna Beppe Grillo per aver denunciato questa vergogna, utilizzando le parole di un poeta, vittima dell’olocausto: Primo Levi. Dunque nel nostro paese non è colpevole chi compie un delitto ma chi lo denuncia, che assurdità! Si scandalizzano per la citazione di un poeta e non si scandalizzano, quando vanno ad incassare stipendi milionari e assolutamente immeritati, mentre i lavoratori veri sono costretti a vivere un anno con quello che lor signori percepiscono in un mese.
La domanda che vorrei porre a questa gente è: se fossero i vostri figli a dover subire questi trattamenti, a lavorare in queste condizioni per potersi sfamare, lo riterreste ancora giusto? Oppure vi adoperereste per scatenare una rivoluzione contro chi li affama?
Certo, essere additati come i nuovi assassini dell’umanità può dare fastidio, ma cosa hanno fatto finora per impedirlo? Cosa hanno fatto se non cancellare ogni regola che ne ostacolava la realizzazione? Cosa hanno fatto se non consegnare i lavoratori a mastro Titta? Cosa hanno fatto della popolazione se non un moderno sistema di sterminio?
Cos’è diventato oggi il luogo di lavoro, se non un moderno campo di concentramento?
Un uomo non si uccide solo con le armi ma anche umiliandolo e sfruttandolo ferocemente come si sta facendo. Si uccide affamandolo con le guerre finanziarie come questa, messa in atto e combattuta con le leve dell’economia.
La rabbia dei politici non è certo dovuta alla difesa della sacralità delle vittime della shoah che nessuno ha offeso, visto che Grillo intendeva semplicemente denunciare questo nuovo modo di riesumarla appellandosi al grido di dolore di un poeta. Cos’è in effetti questo sistema se non una nuova forma di violenza, di schiavitù, che porta ad uno sterminio per fame milioni di esseri umani? E come non addebitare alla classe politica la colpa di tutto questo?
La scusa che il mondo sia cambiato per via della globalizzazione è penosa. Chi ha stabilito tutto questo, i lavoratori? A chi giova? Chi se ne avvale, sempre i lavoratori? Oppure è il disegno mostruoso di esseri dannati che si sentono i padroni della Terra? La classe politica che avrebbe dovuto combattere contro questi oscuri potenti e denunciarli per crimini contro l’umanità, ne sono invece divenuti parte attiva e insieme si apprestano a realizzare quel che Hitler aveva iniziato e Licio Gelli realizzato.
Questi assassini dell’umanità meriterebbero di fare la fine di Luigi e Maria Antonietta, decapitati per crimini assai meno gravi di quelli commessi da questa disumana e sozza classe dirigente.
Chissà fino a quando, la violenza usata da questi “potenti” contro chi protesta nelle piazze, riuscirà a fermare la rabbia e la sacrosanta ragione delle loro vittime. E’ triste vedere uomini protetti da cerate e manganelli, accanirsi contro persone innocenti, colpevoli solo di denunciare i delitti compiuti contro la giustizia e contro Dio stesso.
E’ triste ma non si può non paragonarli ai kapò dei campi di concentramento, che senza il loro nefasto contributo, non sarebbe stata possibile la realizzazione dell’olocausto del popolo ebraico.

Read Full Post »

SONO “DEI” DI CARTONE

Ascoltando o leggendo sui giornali quel che la classe dirigente commette ogni giorno contro la nazione che rappresenta, equivale ad una fucilata dritta al cuore della popolazione. Analizzando questi fatti ci si chiede con quale coraggio genitori e docenti, possano continuare ad insegnare ai ragazzi l’onestà, l’onore e il rispetto per gli altri se le leggi che regolano un paese vengono legiferate da persone inaffidabili e volte a proteggere la casta del potere, contro ogni moralità e decenza?
Con quale credibilità si può continuare a farlo quando chi dovrebbe mostrare nei fatti (visto che se ne sono assunta la responsabilità) ne danno un esempio opposto e contrario? La scusa che lor signori adottano in difesa di essi stessi, consiste nel gridare che non sono tutti uguali, ma questa giustificazione non basta a riparare i danni di questa che è una catastrofe culturale, per le generazioni future. Quel che resta nell’immaginario collettivo, è la visione di un mondo, dove tutto si compra e si vende financo l’anima delle persone. Purtroppo è l’idea che tutto è lecito per poter raggiungere un obiettivo che viene trasmessa, un idea che non tiene in alcun conto il danno umano che ne potrebbe derivare. E’ questa purtroppo la lezione di vita che viene impartita ai giovani.
A chi dirige un paese andrebbe tolta ogni e qualsiasi possibilità di difesa qualora compia un reato, in quanto la vita di costoro dovrebbe essere immacolata, uno specchio per le popolazioni, perché i danni provocati da un loro degenerato comportamento è incalcolabile, persino peggiore di un terremoto. Quando un rappresentante delle istituzioni commette un reato, andrebbe condannato dieci volte di più di un qualsiasi altro cittadino che abbia commesso lo stesso reato, perché è di loro che si fa scudo non solo la malavita che esiste purtroppo in ogni paese, ma proprio le coscienze delle nuove generazioni. Invece nella nostra “onorata società” avviene esattamente il contrario: vengono condannati con assoluta certezza i cittadino anche per un reato minimo, mentre si grazia qualsiasi appartenente a questa “casta”, benché abbia commesso reati talmente gravi, da mettere in ginocchio una nazione.
E dunque se i rappresentanti dello Stato stanno promuovendo questo genere di società, dovremmo rassegnarci ad un devastante e feroce futuro o lottare contro chi sta trasformando una civile società in una giungla?
A cosa sono servite le scoperte scientifiche, gli anni di studio, le lotte per i diritti e le morti eroiche di chi ha dato la vita per creare una società degna degli esseri umani? A cosa sono servite le evoluzioni avvenute col trascorrere dei secoli dove l’animale a quattro zampe si alzava dritto in piedi per diventare Uomo?
La lezione che l’attuale classe dirigente sta trasmettendo all’umanità è quella di un ritorno alle origini, non soltanto economicamente privando le popolazioni di quel che gli spetta per diritto di nascita e solo per arricchire un pugno di esseri, che purtroppo non si sono ancora tagliati la coda visto che agiscono come animali? Ma soprattutto nell’azzerare ogni forma di quella civiltà che ha reso grande la creatura chiamata Uomo. Stanno utilizzando comportamenti a dir poco criminali non solo contro gli esseri umani ma contro lo stesso pianeta che ci regge, violando le leggi naturali come la sterilizzazione della Terra per produrre OGM, affamando per ragioni di lucro la povera umanità. Un comportamento folle e contro natura, che ci porterà all’estinzione.
Non si può sfidare la natura, non si può assassinare le sue creature, non si può tornare indietro nella storia, il mondo va avanti: si nasce piccoli e si diventa grandi col passare del tempo, qualsiasi cosa contro queste leggi sacrosante, sarà una sfida destinata a fallire.
Spetta a noi togliere l’aureola a questi finti “dei” e costringerli anche con la forza a scendere dal piedistallo!

Read Full Post »

DIRITTI E DOVERI
E’ per davvero triste constatare quanto la politica stia diventando uno strumento di devastazione delle istituzioni, dello stato di diritto, dello Stato medesimo e delle risorse pubbliche tramite un feroce saccheggio nell’interesse di pochi, tradendo purtroppo la natura stessa della politica che è quello di curare gli interessi e la qualità di vita di tutti i cittadini.
Mai come adesso il comportamento della classe politica era riuscito ad avvelenare la vita dei propri connazionali. Occorre che la popolazione si impegni in una seria riflessione sul concetto di bene comune, sui diritti delle persone e porre un freno a questa oscena volontà che sta uccidendo il presente e il futuro degli uomini. Fermare questo tipo di economia che degrada gli esseri umani costringendoli a nuove forme di schiavismo, condannandoli alla disoccupazione permanente e quindi alla povertà sistemica, è di vitale importanza. Si rende perciò urgente e necessario studiare un progetto di resistenza, sui temi dell’etica pubblica, per il ripristino delle libertà personali, calpestate in nome delle regole di mercato. Combattere l’erosione dei diritti e fermare la struttura autoritaria dei governi nei confronti del popolo che vorrebbero trasformare in sudditi nell’interesse del potere finanziario, un potere spudorato, senza controllo e al di sopra di ogni regola e di ogni legalità.
Questi signori della politica stanno mettendo il popolo dinanzi ad una folle e disumana alternativa: “Rinunciare ai valori della civiltà o morire!”
Si rende perciò necessario che i cittadini siano consapevoli dei propri diritti sovrani, capire perché e da chi, essi siano stati calpestati e quindi organizzarsi per una riscossa.
In una Democrazia Il cittadino ha il diritto alla resistenza, come gli organi della stessa democrazia hanno nei confronti dei cittadini. Quasi certamente è per impedire al popolo sovrano di conservare questo potere (vigilare, giudicare, influenzare e censurare i propri legislatori) che si battono.
Fin dall’antichità i potenti si sono avvalsi del loro potere per spuntare quest’arma che il popolo usava per affermare la propria dignità personale, vanificarne la possibilità di agire contro le istituzioni in nome del bene comune, contro le leggi mutevoli e ingiuste e di altri principi etici. Dunque anche ai nostri giorni si tenta con tutti i mezzi di spezzare quest’arma.
La barbarie di questa attuale classe dirigente, si scontra drammaticamente con la civiltà raggiunta dopo secoli di cannibalismo verso le masse popolari, uno scontro fra le ragioni del mercato e i principi del bene comune ed è quindi necessario riprendere quel dialogo interrotto fra gli organi istituzionali e il diritto di parola dei cittadini. E’ necessario e urgente lottare contro le norme concepite al servizio del potere, contro quelle ad personam, perché uno Stato non si fonda sul profitto di pochi ma sul bene comune, si fonda sulla dignità della persona non sulla sua oppressione, sul diritto al lavoro non sul suo sfruttamento. Uno Stato è fondato sul futuro e non sulla “stabilità di governo” ed è concepito sulla tutela delle persone e non nel suo contrario.
La contestazione non può essere intesa come violenza o peggio ancora, come un invito alla rivoluzione perché è un grido di dolore, una sassata alle coscienze della classe politica, uno stimolo al ritorno alla legalità costituzionale!

Read Full Post »

Older Posts »