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Archive for gennaio 2015

PEGGIORI DI GIUDA

Non ci volevo credere ma purtroppo devo riconoscere che i politici sono lo specchio di quel che noi siamo, visto quanti appartenenti al M5S hanno tradito chi li ha posti su un piedistallo credendo nella loro buonafede.
Questi “non politici” prestati alla politica per migliorare la qualità di vita ai giovani italiani come loro e che (contrariamente a loro) continuano a maledire chi li ha privati del futuro, condannandoli ad una vita disperata e senza alcuna possibilità di cambiamento, mentre essi (senza vergogna) pensano ai propri interessi personali, fregandosene di loro. Voglio illudermi che non si rendano conto del danno che fanno, non solo al Movimento assottigliandone la forza, ma rendendo ancora più deboli e indifesi i cittadini verso lo schiacciasassi della politica, oltre che confermare sempre più, la considerazione negativa che (a ragione visto questi comportamenti) all’estero si ha nei confronti degli italiani, quali esseri inaffidabili e privi di scrupoli, oltre che di dignità.
Ma la cosa veramente imperdonabile di questi disgraziati, è l’aiuto immorale che danno alle cosche del potere, di screditare e quindi allontanare i soli che cercavano di ostacolare la fase conclusiva del saccheggio economico e morale del loro e nostro paese, i soli che li facevano tremare.
Tradire i propri coetanei è un delitto e questa gente merita tutto il nostro disprezzo e la nostra condanna, potenziata al cubo se si pensa che trattasi di persone che hanno provato sulla propria pelle, cosa significa non avere speranza e trovarsi in ginocchio, per colpa di chi ha smarrito la coscienza, l’umanità, la decenza e la giustizia. Questi “piccoli” popolani, che una volta entrati in quel giro, non riconoscono più le proprie radici e le rinnegano per diventare simili a quelli che avevano (combattuto?) tanto da convincere le persone più oneste, come i 5 Stelle a sostenerle fino a farle arrivare dove sono e dove mai sarebbero arrivate neppure per meriti.
A questo punto non si può che dare ragione a quelle quattro “nuove bambocce copia e incolla” che alle critiche (sacrosante di persone molto più intelligenti e preparate che in mancanza di “conoscenze” sono costrette a dimostrare in paesi stranieri la propria creatività) rispondono che si tratta di “invidia” e non di disprezzo verso quella che era ed è, una indegna e degenerata categoria.
Con quale coscienza queste persone che tutto devono a Grillo e Casaleggio si comportano alla pari di Giuda, danneggiando il lavoro di tutti gli altri, che si dannano nel tentativo di fermare questa deriva devastante della politica in questo paese non si sa, o forse lo sappiamo benissimo tutti: è questa purtroppo la dimostrazione che tutto si può comprare coi soldi, compresa l’anima!
Se sono usciti dalla vita disperata che sarebbero stati costretti a vivere restando in eterno precari, disoccupati o fuggire lontano in cerca di un lavoro a chi lo devono? Non esiste risposta, se non quella di aver venduto pudore e dignità al dio denaro. Se così non fosse tornerebbero a casa, tornerebbero alla vita che avevano lasciato per entrare nel Movimento, invece restano nella mangiatoia per contribuire alla devastazione della società del nostro e loro paese: VERGOGNATEVI!

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DISCORSO DEI POLITICI AI ROMANI

“Qui il governo favorisce i pochi a danno dei molti:
noi a Roma facciamo così.
Qui le leggi assicurano una giustizia per i ricchi e l’ingiustizia per i poveri:
noi a Roma facciamo così!
Quando un cittadino dimostra intelligenza, onestà e capacità non può servire lo Stato e viene allontanato:
qui a Roma facciamo così!
Qui un politico si occupa dei pubblici affari per risolvere i propri:
noi a Roma facciamo così!
Qui non dobbiamo rispettare quello che è giusto ma quello che ci conviene:
qui a Roma facciamo così!
Noi consideriamo l’opposizione un ostacolo alla democrazia e per questo non ne teniamo conto:
noi a Roma facciamo così.
Noi crediamo che la felicità sia rubare le ricchezze degli altri e tenerle per noi:
qui a Roma facciamo così.
Ogni italiano è convinto di essere nato per servirci e noi facciamo di tutto per accontentarli:
qui a Roma facciamo così”!

E’ questa la politica “moderna” e come i vampiri che vivono succhiando il sangue alle vittime, così loro succhiano il sangue agli italiani! Un governo illegittimo e illegale che ha occupato abusivamente il nostro Parlamento (non essendo stati eletti da nessuno) sta facendo strage di una nazione e dei suoi abitanti. L’uscita di Sergio Cofferati dal partito democratico ne è la conferma: in politica non sono ammesse persone per bene!
Per i “non vampiri” diventa impossibile continuare a far parte di quelle “cosche” dove gli appartenenti (con la scusa di “governare”) sono diventati dei veri e propri succhiatori di sangue.
Una persona per bene non potrà mai scendere a compromessi, né tradire quei principi sacrosanti cui ha creduto e calpestare un popolo indifeso. Però anche arrendersi al letamaio non è una scelta giusta, non si possono abbandonare i cittadini nelle mani dei carnefici, è necessario indossare l’elmetto e combattere: chi lotta può anche perdere ma chi non lotta ha già perso!
Tutte le idee di giustizia sociale, che la sinistra si era impegnata a promuovere e difendere sono state tradite, la sinistra non esiste più, folgorata proprio dagli stessi appartenenti. In queste “associazioni” che non si possono più chiamare partiti, non c’è più posto per la giustizia, l’onestà, la moralità. Il caso Cofferati è la prova provata che non c’è posto nelle istituzioni italiane per chi lotta per il bene comune e non per la cosca cui appartiene e chi non intende trasformarsi in vampiro, deve andarsene.
Quando si arriva a pagare gente disposta a vendersi, pur di assicurarsi la poltrona sotto il sedere in questo vergognoso osceno mercato, che cancella la volontà dei cittadini imponendo la propria, si è capaci di tutto e compiere qualsiasi crimine, come quello di essere proprio loro a consegnare a mastro Titta quella classe lavoratrice, che li ha fatti arrivare dove sono arrivati.
Se questi comportamenti si vogliono far passare per politica, diventa giusta qualsiasi reazione, anche quella di fargli fare la fine di Luigi e Maria Antonietta!

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DIFENDERE IL BENE COMUNE NON E’ ANTIPOLITICA!

I partiti politici nel nostro paese nascono per garantire ad un gruppo di “amici” una vita senza problemi (da nababbi) altroché per passione politica finalizzata alla salvaguardia del bene comune. Se davvero fosse così ogni parlamentare sarebbe libero di votare una legge da lui ritenuta giusta per il paese e rigettare quelle che ritiene ingiuste, invece sono costretti a votare secondo le direttive del partito, seppur contrarie alla propria coscienza.
Si può davvero chiamare “politica” questa “organizzazione affaristica”? E gli appartenenti considerarli “politici” o chiamarli col nome più appropriato di arrampicatori sociali o meglio anti-politici?
Questi soggetti ne capiscono qualcosa di politica? Sanno che fare politica significa mettersi al servizio della gente? Sono consapevoli che le loro azioni e ogni loro gesto deve essere indirizzato a risolvere i problemi del paese, accantonando i propri? Che fare politica significa abnegazione, sacrifici, capacità professionali, onestà, passione e amore per il proprio paese e per i connazionali? Lo capiscono che un politico DEVE curare gli interessi dei cittadini che lo pagano “per questo” e non per curare quelli del partito di appartenenza? E che è loro preciso DOVERE battersi anche brutalmente contro chi impone il contrario? Probabilmente no! E dunque è sacrosantamente giusto che i cittadini si ribellino e li caccino a pedate dalle proprie istituzioni.
Ribellarsi non è antipolitica ma esattamente il contrario se ci si ribella contro le ingiustizie! Questi politicanti stanno dimostrando che a fare “antipolitica” sono proprio loro!
E’ antipolitica questo corrotto, indecente modo di agire, dove si depredano le risorse pubbliche per affidarle alla mafia, alla camorra, alla ndrangheta e insieme dividersi il bottino saccheggiato agli italiani.
La smettessero una volta per tutte di negare l’evidenza, che abbiano almeno il pudore di ammetterlo, di essere entrati in politica non certo per il bene del paese ma per il proprio, come dimostrato anche dall’ultima vergogna commessa alla vigilia di Natale, col ritiro della legge sul fisco, che dimostra quanto siano inaffidabili. Questi miserabili vigliacchi hanno aggiunto di nascosto una norma salva delinquenti, ben sapendo il danno che ne sarebbe derivato al paese che dicono di “governare”, quando in realtà si continua (come nulla fosse) a depredare!
Quei politici (che si ritengono onesti) non discutono se quella norma serva a recuperare le entrate fiscali oppure ad agevolarne l’evasione, né se servono davvero a decongestionare i carichi giudiziari o a favorire amici e conoscenti. Non si discute se è normale incoraggiare i grandi evasori ad evadere di più, trasferendo i soldi rubati agli italiani, nei paradisi fiscali a danno di chi, al contrario, è costretto a pagare tasse da usura, per mantenere in piedi lo Stato e questa degenerata classe politica (che li ringrazia a calci in faccia). Non si discute sull’immoralità di chi agisce di nascosto come i ladri e di cancellare questa legge-vergogna che sarà (poveri noi) ripresentata dopo l’elezione del nuovo presidente della Repubblica. Come vogliamo considerare quest’accozzaglia se non degli inutili e dannosi buffoni, che insozzano il nostro Parlamento?
Purtroppo questa gente immobilizza il paese ed alimenta il malaffare e la corruzione, distruggendo e per sempre, la crescita etica, economica e sociale dell’Italia. Con questi esseri sarà inutile ogni speranza per una sana e seria riforma, che riporti la giustizia in questo disgraziato paese.
Dobbiamo dunque rassegnarci ad avere una classe dirigente indecente che impedisce ogni e qualsiasi possibilità di un ritorno alla legalità? Perdere ogni possibile speranza che fermi questi miserabili e l’oscena crescita dei loro assurdi privilegi? Davvero siamo ancora disposti a subire lo sciacallaggio e lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo da parte di chi è pagato per difendere la legalità e la giustizia?

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L’APOCALISSE PROGRAMMATA
I governanti europei devono farsi un esame di coscienza prima di condannare le reazioni (provocate da essi stessi) di quelle popolazioni che da anni sottopongono ad invasioni, distruzione e morte. Oggi fingono sorpresa per la controffensiva, quando c’era da aspettarselo da un momento all’altro. Un esame di coscienza è necessario non tanto per quanto riguarda il presente, quanto per quello che potrebbe accadere in futuro. Per favorire l’imperialismo di chi si è arrogato il diritto di guardiano del mondo (per non dire padrone) stanno facendo del male alle popolazioni di quei paesi, colpevoli di possedere le materie prime di cui vogliono appropriarsi, oltre al petrolio di cui non sono mai sazi. Accanirsi contro la povera gente, che non possiede armi per difendersi, scatenare una guerra ingiusta e spietata da parte di paesi che si ritengono civili e democratici, quando agiscono con immoralità, sopraffazione e violenza è un crimine imperdonabile. Questi governanti privi di cervello (o di scrupoli) non si rendono conto di fare del male anche alla loro popolazione, che ne pagherà le conseguenze sulla propria pelle. Conseguenze che chiamiamo terrorismo, dimentichi che anche noi seminiamo terrore, bruciando col fosforo bianco uomini, donne, vecchi e bambini o seppellendoli sotto le proprie case. Gente sconosciuta e indifesa, che non ci aveva fatto nulla di male.
Siamo andati a combattere in terre così lontane da noi, da non avere neppure idea di dove si trovassero sulla carta geografica, perché? In nome di quale “giustizia” o “democrazia” entriamo di prepotenza in casa altrui distruggendo le loro cose e costringendoli con la forza a sottomettersi alle nostre usanze? Cosa diremmo noi se un orda di barbari entrasse in casa nostra, bruciando tutto quello che abbiamo costruito e ci imponessero di vivere come vogliono loro?
Ma cosa si pensa di ottenere in questo modo? Cosa si intende fare dell’umanità usando questi metodi? Cosa hanno in mente di fare questi “moderni” cavalieri dell’apocalisse? Si rendono conto o no che stanno cancellando milioni di anni occorsi per raggiungere la civiltà che conosciamo? Quanto sangue si deve ancora versare prima che l’uomo si tagli la coda, prima che si alzi per davvero in piedi e diventi a tutti gli effetti, Uomo?
L’Europa aveva vissuto in pace per sessant’anni, in virtù anche delle regole di umanità e civiltà dettate nelle nostre Costituzioni, con cui i padri costituenti vollero proteggere le generazioni future dalle feroci ingiustizie cui erano state vittime loro. Per sessant’anni la vita degli europei è stata improntata alla pace, alla crescita civile ed economica, finché qualcuno ha pensato bene che era giunto il tempo, per sconvolgere l’esistenza dei cittadini di questo continente e prendendo come scusa il sogno dei sopravvissuti alla seconda guerra mondiale, di avere una Europa Unita, convincono i governanti di varie nazioni (ingenui?) di poterlo realizzare.
Purtroppo l’unione che ne è venuta fuori è stata esclusivamente quella monetaria, oltretutto non affidata alle nazioni (non più sovrane) ma alle banche mondiali, sulle quali questi sprovveduti (o indecenti) capi di Stato pagano interessi che mai avrebbero pagato, se non avessero regalato alle banche la bacchetta magica. Purtroppo questi “moderni capitalisti” hanno privato della sovranità politica ed economica i paesi che facevano parte di questa finta unione, facendo dei governi nazionali dei semplici esecutori di ordini, dettati e imposti da lor signori!
Cosa sta accadendo nel cervello umano che lo chiude alla logica e ne blocca l’intelligenza? Cosa stanno propinando agli esseri umani da renderli passivi e innocui come pecore, mentre questi squali diventano sempre più voraci e aggressivi, capaci di stritolare milioni di individui e schiavizzare tutti gli altri?

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VERRA’ IL GIORNO…
Quando un popolo si arrende all’ingiustizia, quando arriva a subirla come una “regola”, quando rinuncia a lottare per i suoi diritti, quando addirittura sottomette la propria dignità al “pappone” di turno senza ribellarsi, merita tutto quello che gli viene fatto!
Un uomo non deve riconoscere, eseguire e rispettare solo i doveri imposti dall’alto, ma deve pretendere che vengano rispettati dall’alto, anche i propri sacrosanti diritti!
La popolazione moderna sta uscendo dal percorso “naturale” delle cose, sta percorrendo una strada sbagliata senza rendersene conto, visto che si sta lasciandosi riportare indietro, piuttosto che proseguire avanti come natura crea. Sta affidando (e non è la prima volta) nelle mani di esseri in tutto e per tutto simili (anzi molto spesso peggiori di essa) la gestione della propria vita, esattamente come succedeva nel Medio Evo, rinuncia alla facoltà di decidere del proprio destino, delegando questa gente a farlo al suo posto, quasi si trattasse di cosa che non riguarda la propria personale qualità di vita e quella dei propri discendenti, ma di qualcosa di astratto. Ci stiamo dimenticando che l’essere usciti dal sistema feudale non è stato affatto dovuto ad atti di generosità da parte della “nobiltà” ma a feroci lotte e guerre e rivoluzioni per riuscire a raggiungere il sistema Democratico (seppur ancora imperfetto) che conosciamo: Il potere toglie non dà e mai dovremmo dimenticarci questa feroce verità!
Purtroppo il “potere” aggiorna continuamente i propri mezzi e non avendo più un popolo di analfabeti da sottomettere con le chiacchiere o la violenza fisica, tenta (riuscendoci in pieno) di convincerli ribaltando la realtà delle cose. Dopo aver comprato governanti idioti o disonesti nonché organi dell’informazione senza dignità, oltre a manager privi di scrupoli, hanno studiato insieme la realizzazione di quel film dell’orrore cui stiamo assistendo e che purtroppo ancora non ne conosciamo il finale.
Il terrore che il nostro pianeta non sarebbe più in grado di fornire cibo per sfamare miliardi di bocche e una crisi economica, frutto di barbari crimini contro i beni pubblici e provocata ad arte, privatizzando i colossi statali svenduti e lasciati fallire, indebitando le nazioni e provocando in tal modo milioni di disoccupati, che privati del solo mezzo di cui dispongono per riuscire a sfamarsi: la propria forza lavoro, riescono a convincere le masse ad accettare per buona la tesi che necessita un ritorno al passato, quando la classe lavoratrice non conosceva diritti ma solo doveri, quando i lavoratori venivano considerati non come esseri umani ma schiavi, esattamente alla stregua degli animali.
Ma quando riusciremo a capire che se si permette ad un individuo di diventare ricco, lasciandoci portare via quel che appartiene a noi per diritto di nascita, scatta una molla nel suo cervello che lo fa impazzire e mai più sarà in grado di fermarsi. Il ricco vuole essere sempre più ricco, non conosce limiti all’avidità che diventa patologica.
Quando ci sveglieremo da quel coma mediatico che ci fa ritenere normale che su questo pianeta debbano coesistere ricchi e poveri quasi si trattasse di una “legge di natura” e non della sozza volontà di chi vuole vivere sulle spalle degli altri? Quando arriveremo a mettere le radici della “giustizia sociale” alla cultura repubblicana?

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