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Archive for marzo 2016

DEI DUE QUALE E’ PEGGIO?

Quello che non si riesce a capire è il disprezzo che la parola “comunismo” suscita anche nella classe lavoratrice. Che siano le élites ad averne terrore è naturale, perché mina la loro esistenza, ma che lo temano anche le vittime del “sistema capitalistico” non si comprende, o forse si? I cittadini vengono plagiati, bombardati dalla propaganda di regime che li tiene all’oscuro di ciò che realmente succede, con lo scopo di assoggettarli e sottometterli ai loro sporchi interessi.
I capitalisti, per raggiungere il dominio su tutto e senza intralci, hanno condannato e distrutto il comunismo, la scusante per gli errori commessi è risultata la carta vincente, anche se la parola “Comunismo” sia stata rubata e sputtanata da sporchi dittatori, che nulla avevano a che fare con la dottrina di Marx, che purtroppo ne esce danneggiata per sempre.
Comunque è stata condannata quella che era in effetti una dittatura ma senza condannare allo stesso modo l’altra dittatura, forse perché composta da un insieme di dittatori più bravi e raffinati nell’arte di ingannare.
Per davvero non si capisce perché il “capitalismo” dove vengono compiuti “orrori” assai più gravi, quali lo sfruttamento delle popolazioni (tenute in miseria) per trasferire la ricchezza prodotta interamente nelle loro mani, non si odia allo stesso modo.
Nella lotta fra questi due regimi ha avuto la meglio quello finanziario, avendo a disposizione tutti i mezzi economici, politici e di informazione per cui la lotta è stata a senso unico, proprio come a senso unico sono le guerre, ribattezzate da lor signori “missioni di pace”.
Questo cannibalismo è imposto dal potere dei soldi di cui questi potenti sono gli unici detentori. Eppure basterebbe aprire gli occhi per vederne lo scempio: bambini che non riescono a superare il settimo anno di vita. Ragazzini che vivono ai margini delle discariche per nutrirsi. Disperati che tentano la fuga verso paesi più ricchi. Guerre a ripetizione contro nazioni disarmate per depredarle delle loro ricchezze. Intere nazioni piegate sotto il peso di un debito immorale di cui non si riesce a pagarne neppure gli interessi da usura. La distruzione delle piccole e medie imprese per favorire le multinazionali. La devastante disoccupazione con l’impoverimento anche della classe media. Lo sfruttamento delle risorse del pianeta, che provocano il surriscaldamento del clima, con disastrose conseguenze e le crisi a ripetizione che mettono in ginocchio le nazioni e favoriscono la predazione delle ultime risorse.
Un sistema immorale che vieta al novantanove per cento della popolazione una vita decorosa, come se la Terra fosse una proprietà privata di questo pugno di pazzi.
Occorre altro per capire quanto questo sistema sia criminale? La Terra è “nostra” per diritto di nascita e questi dissennati vorrebbero privarci persino dell’acqua che beviamo e che scorre gratis nei nostri fiumi, visto che non finiscono di avvelenarli, oltre ad aver avvelenato l’aria che respiriamo e la terra che ci fornisce il cibo, per soddisfare la loro insaziabile sete di potere.
Come si può non condannare anche il sistema capitalistico com’è stato condannato quello comunista? Qui non si tratta di fare il tifo per la squadra del cuore, ma per la sopravvivenza nostra e delle future generazioni. E mentre i nostri sfruttatori sono tutti uniti nella difesa dei propri privilegi, noi sfruttati non riusciamo neppure a metterci d’accordo, per combattere quella partita dove non si vincono coppe, ma il diritto alla vita.

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RIFLETTERE…RIFLETTERE…RIFLETTERE…

Se la classe dirigente europea non inizia a riflettere lasciando da parte gli egoismi, le ambizioni, la sete di potere e fare un vero e onesto esame di coscienza, risulterà perfettamente inutile ogni tentativo di difesa contro il terrorismo.
Dopo i fatti di Bruxelles la classe dirigente dimostra ancora una volta i suoi limiti: a che serve combattere gli effetti senza rimuovere le cause? In questo caso le misure di sicurezza saranno solo dei cerotti che non riusciranno ad impedirne la cancrena.
Le cause del terrorismo sono le feroci guerre contro i paesi produttori di materie prime, di cui i ricchi paesi occidentali vogliono impadronirsi.
Causa del terrorismo è la distruzione delle loro città, della loro storia, delle loro tradizioni, costringendoli ad un esodo biblico.
Causa del terrorismo sono le migliaia di morti innocenti: giovani, vecchi, donne e bambini che naturalmente suscitano oltre al dolore, anche l’odio e il desiderio di vendetta dei superstiti nei confronti dei i responsabili.
Causa del terrorismo è la sete di potere delle potenti nazioni che si credono diventate padrone del mondo.
Causa del terrorismo è l’aver risvegliato “Dracula” dormiente in ogni essere chiamato uomo!
Sono queste le cause da rimuovere, non alzare muri e barricarsi nelle proprie case, trasformate in carceri per volontari. Si deve smettere una volta per tutte, di sentirsi superiori agli altri, di abusare dei più deboli, perché quando i cittadini vengono privati di ogni avere, delle loro famiglie sepolte sotto le macerie delle loro case, perché quando un uomo viene schiacciato, umiliato, sottomesso, perde la voglia di vivere e sarà pronto a morire, sia per porre fine alla propria sofferenza, sia per trascinare all’inferno altri innocenti, pur di ferire gli autori delle proprie sofferenze.
Sentire questi politici definire “guerra all’occidente” questi (seppur inaccettabili) atti terroristici, verrebbe da ridere se non ci fosse da piangere: cos’è quella che da anni l’occidente sta facendo contro questi popoli? Dall’occupazione coloniale alla spoliazione dei loro beni (petrolio in primis), alla dissoluzione delle loro città?
Si impone un mea culpa dell’Europa sulle strategie destabilizzanti nel Medioriente e smetterla di offendere l’intelligenza umana, definendo le guerre “missioni umanitarie o esportazione di democrazia” mentre ogni tentativo di difesa da parte di questa gente si chiama “terrorismo” qui nessuno è innocente: siamo tutti colpevoli!
I paesi occidentali lo sono doppiamente perché seppur dinanzi all’orrore derivato dalle conseguenze delle loro sporche guerre, quando caduti Saddam e Gheddafi questi paesi sono stati dilaniati dalle bombe e finiti nel caos più totale, senza leggi, senza regole, senza umanità nelle mani di criminali di ogni risma. Due nazioni distrutte per sempre dalla ferocia dell’occidente. Ma nonostante questo, ancora si pensa alla caduta di altri “dittatori”? E oltretutto non si vogliono accettare le conseguenze?
Se noi cittadini non saremo capaci di alzarci in piedi contro questi guerrafondai per dimostrare che i morti palestinesi, iracheni, afghani e siriani sono del tutto identici ai morti europei, il risentimento di quei popoli non diminuirà. E’ necessario prendere coscienza che è questo sistema capitalistico colpevole di tutto e necessita stroncarlo! E’ questo degenerato nazi-capitalismo a creare guerre, distruzione, fame e sopraffazione dei forti sui deboli, in funzione del proprio benessere. Occorre organizzare un ribaltamento globale del nostro modo di vivere e una presa di coscienza che non esistono uomini e super-uomini, ma siamo tutti figli della stessa madre Terra. Necessita studiare un modo nuovo di vivere su questo pianeta, un modo basato sull’aiuto, la solidarietà, il rispetto e non sullo sfruttamento, perché fino a quando esisteranno sfruttati e sfruttatori, la pace resterà per sempre un’ utopia.

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UN MONDO DI PAZZI
Siamo governati da pazzi furiosi che hanno rigirato il mondo sottosopra. Gli italiani dovrebbero smetterla di farsi prendere per scemi da questa manica di senza cervello e organizzarsi per mandare in galera l’intera classe dirigente e portare in manicomio i cosiddetti “economisti”. Economia significa risparmio ma per questa categoria vuol dire esattamente il contrario, ovvero un criminale spreco. Dopo essere arrivati a chiamare missione di pace la guerra ed effetti collaterali i morti, non dobbiamo scandalizzarci di nulla e ritenere economista chi distrugge l’economia è il massimo dell’idiozia.
La distruzione dell’olio italiano per costringerci a consumare un olio fatto non si sa con cosa, non è solo da scemi ma da criminali. Questa accozzaglia di incapaci saliti al potere abusivamente e totalmente ignorante da sottomettersi a potenze straniere, ci sta portando alla morte civile. Se siano consapevoli o meno di agire contro gli interessi della nazione che dovevano governare, è diventata una scommessa. Oltre al danno la beffa visto che senza ritegno vorrebbero far passare questo crimine per solidarietà. Questa parola sulla bocca di questi buffoni fa tremare le vene e i polsi!
Innanzi tutto la solidarietà non può essere imposta, inoltre non si fa solidarietà tagliandosi le vene. La solidarietà va fatta coi propri soldi, non rubati ai familiari e distribuiti per apparire grandi con gli estranei. E’ semplicemente vergognoso definire “solidarietà” l’insaziabile avidità di chi si arricchisce anche sulle disgrazie degli altri. Con questo sistema metteranno una pietra tombale sull’agricoltura italiana, spingendo al suicidio i nostri bravi agricoltori. Ma quanto vengono pagati questi criminali per arrivare ad uccidere il paese che ha dato loro i natali? Ma di quale solidarietà stanno parlando? Perché non ci dicono chi brinderà col sangue degli italiani? Sono arrivati a far distruggere le meravigliose arance siciliane sostituite da schifezze straniere, hanno distrutto il grano nostrano per farci mangiare pane di plastica e ora vogliono toglierci anche l’olio? Ma come si fa a lasciare liberi gli assassini della nostra bella Italia? Solidarietà era quella di Teresa di Calcutta, di Gino Strada, di medici senza frontiere, di Don Ciotti, mentre ciò che viene messo in atto da questa banda di criminali, si chiama saccheggio. Per quale altra ragione si usa questa pelosa pietà verso una nazione, mentre se ne fregano di tutte le altre, dove da anni giovani, vecchi, donne e bambini si nutrono nelle discariche? Oppure anche la solidarietà dovrebbe essere a senso unico? Ma la smettessero di bestemmiare!
Adesso si capisce da dove viene la strana malattia dei nostri ulivi e l’ordine di sradicarli: si doveva condannare a morte l’agricoltura italiana.
Sradicare e uccidere alberi che vivono da migliaia di anni per soddisfare la follia di esseri veramente indegni di vivere, è un crimine che andrebbe lavato col sangue. Perché non si riducono i loro osceni privilegi, i loro immorali vitalizi? Perché invece di spendere miliardi in caccia bombardieri non vanno a sfamare chi per davvero muore di fame? Perché non la smettono di uccidere quella povera gente costringendo i superstiti ad un esodo biblico? Altro che esportare democrazia, esportano morte e distruzione, anche questo per solidarietà?

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