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Archive for agosto 2011

LA MANOVRA
I ragazzi italiani che non riescono a trovare uno straccio di lavoro e a trent’anni, piuttosto che spacciare droga o svaligiare appartamenti, restano in casa dei genitori, vengono chiamati bamboccioni. Come dovremmo chiamare gente che non conosce il lavoro e senza una minima preparazione o meriti, che solo per parentela o “amicizie” si ritrova in Parlamento ad occupare posti importantissimi: usurai, vampiri, sfruttatori o assassini della legalità, della giustizia, della dignità? Fare politica non è un diritto ereditario, per cui è sacrosantamente giusto che ad occuparsene siano i veri rappresentanti della maggioranza della popolazione: operai e impiegati e non gli appartenenti alla casta che ne rappresentano la minoranza. Per accedere alla politica un uomo DEVE avere la mani pulite, intelligenza e onestà e queste doti sono personali e non esiste che vengano attribuite alle caste mentre i poveri ne sarebbero privi. E’ dimostrato esattamente il contrario! Finora la politica è stata gestita da lor signori e visto i risultati disastrosi si rende necessario un cambio di rotta e affidarla a chi conosce la fatica, i sacrifici, e il valore dei soldi. Il nostro Paese è ricco di cervelli, purtroppo destinati a scappare ed arricchire altri Paesi, perché nel nostro si deve dare spazio ai “senza cervello” che permettono di conservare tutti i privilegi disumani, che queste cosche del potere si sono dati. L’ultima della serie è appunto la “manovra”. Per risanare i conti dello Stato, con i quali si sono arricchiti, si strangola la popolazione costringendola a sputare sangue. E’ paradossale che proprio chi ha lapidato i conti pubblici continui a farlo indisturbato, mentre la popolazione vittima della depredazione sia chiamata alla doppia beffa: essere derubati e costretti a risarcire i ladri! Il principio morale di questa cosca è che a pagare siano le vittime mentre i ladri DEVONO continuare a rubare!
E’ VENUTA L’ORA DI DIRE: BASTA!
E SE NON ORA, QUANDO?

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Quando un Paese è guidato da incompetenti, delinquenti e senza cervello, quel Paese non può che morire. L’Italia, prima che quell’imprenditore si accingesse a trasformarla in azienda, non era proprio un eden però era ancora un Paese normale, abbastanza democratico e tutto sommato vivibile. In poco meno di venti anni è diventato, malgrado una popolazione rimasta ancora civile, il vero Paese di Pulcinella, dove nani, ballerine, buffoni e ritardati mentali, si sono messi a recitare la parte di personaggi politici, facendo del Parlamento un palcoscenico tragi-comico. Questa potrebbe essere una commedia divertente se ci si trovasse in un vero teatrino, se questi attorucoli non avessero per davvero occupato il Parlamento italiano. Purtroppo per noi questa è invece una assurda realtà. Il mondo assiste incredulo allo spettacolo ridicolo di cui ogni giorno giornali e tv documentano le scenette. L’Italia ha perduto la fierezza e l’orgoglio di Nazione per diventare motivo di scherno e derisione. Gli italiani considerati zombie, per l’incapacità di reagire a questo degrado morale e all’impoverimento sempre più grave della popolazione, mentre la casta e la malavita diventare ogni giorno più ricca. Ma cosa ci si poteva aspettare da un imprenditore? Che si occupasse per davvero di una (azienda) non sua? Che facesse gli interessi di impiegati e operai piuttosto che i propri e quelli degli industriali? Un imprenditore si sa che cura i propri interessi ed è per questione genetica portato a concedere sempre meno ai dipendenti e arricchirsi sfruttandoli al massimo, per cui avendo la possibilità di poterlo fare con leggi “ad personam”, lo ha fatto. In fondo lui ha solo fatto il suo mestiere, siamo noi colpevoli di aver affidato al “nemico” dei lavoratori il nostro Paese. Ora ci si lamenta di essere stati depredati di ogni risorsa? Di non avere più diritti né lavoro? Di essere ridotti in schiavitù? Ci si lamenta che questa cosca, dopo aver lapidato ogni cosa e averci ridotti sul lastrico, adesso chiede proprio a noi di risanare i conti? Che differenza fa per loro se abbiamo niente o meno di niente? Che ci si aspettava che restituissero i soldi rubati? Il Paese è sull’orlo del fallimento e questo fa paura anche a loro, per cui giocheranno il tutto per tutto, a costo di farci suicidare in massa. Naturalmente non si può chiedere sacrifici ai ricchi, non sono abituati a farne, loro sono abituati a riscuotere non a pagare e rinunciare anche a qualche briciola, sarebbe un vero dramma poveretti. Non si può fare una VERA lotta all’evasione fiscale altrimenti gli amici e la criminalità si offenderebbero, le tasse deve pagarle il popolo non la casta. Non si possono fermare tre inutili e vergognose guerre a Paesi che non ci avevano fatto nulla di male, altrimenti si risparmierebbero solo sedici miliardi di euro per il programma pluriennale di spesa militare tra cui l’acquisto di 131 cacciabombardieri F-35, uno sfizio che garantisce succulenti commesse a Finmeccanica, Gemelli, Logic, Piaggio e parecchi altri. Cosa ci si farebbe con 310 milioni per 116 elicotteri da assalto, di 164 milioni per due sommergibili U-212, con 137 milioni per 16 elicotteri da trasporto truppe, di 800 milioni di missili di guerra in Afghanistan, e centinaia di milioni in pochi mesi in Libia? Basterebbe solo chiudere queste guerre criminali e si risanerebbe il bilancio, ma questo è un discorso per uomini sani di mente non per questi buffoni saliti al potere senza averne i requisiti. Per questi papponi non esistono alternative e da bravi craniolesi continuano a sparare sui morti nella speranza di farla franca anche questa volta. CI RIUSCIRANNO? AI POSTERI L’ARDUA SENTENZA!

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AVVOLTOI AL POTERE
Finalmente i criminali italiani hanno un Re che li governa, li protegge e li arricchisce. L’Italia, dopo l’entrata in vigore di quest’ultima grazia concessa ai criminali dovrà cambiare nome, dovremmo chiamarla “il Paese degli avvoltoi”!
Se questa legge chiamata “processo lungo” passa, se ne dovrà fare subito un’altra: quella sulla chiusura di tutti i tribunali perché sarà perfettamente inutile averne. Per salvare le chiappe al re della malavita, si graziano tutti i criminali italiani. A questo punto anche tenere in piedi le carceri sarà inutile, quindi da quel momento ogni criminale sarà autorizzato a compiere ogni e qualsiasi crimine, sicuro che nessuno potrà più permettersi di impedirglielo.
Per questa e per tutte le altre leggi ad personam, che hanno assicurato la libertà del “fuorilegge”, della sua corte e di tutta la delinquenza italiana, ritengo il Presidente della Repubblica, l’opposizione e tutta la classe politica, colpevole di non aver impedito ad un inquisito di gravissimi reati, di aver trasformato il Parlamento in uno studio legale privato, dove i suoi avvocati lavorano per aggirare le leggi dello Stato, favorire la delinquenza e sottomettere la giustizia, a spese della popolazione italiana, costretta a pagare stipendi elevatissimi a privati cittadini, trasformati (senza giusta ragione) in parlamentari. Il sequestro del Parlamento ha portato il nostro Paese alla bancarotta, la popolazione alla fame e alla morte della democrazia.
Nessuno tra questi Signori, che aveva il sacrosanto compito di difendere gli interessi del Paese da ogni abuso di potere, si è assunta la responsabilità di denunciare questi avvoltoi dinanzi ad un tribunale, nessuno ha dichiarato guerra ai nemici interni, come si sarebbe fatto con nemici esterni: i nemici sono nemici non può esistere distinzione e quindi necessitava riappropriarsi del Parlamento e cacciare gli usurpatori, che stavano saccheggiando il proprio Paese. Nessuno ha avuto il coraggio di guidare la popolazione ad una giusta insurrezione, quando persino nel periodo fascista il duce Benito Mussolini, fu esautorato.
Come si può definire questo chiudere gli occhi dinanzi a simili oscenità se non menefreghismo? Questa indifferenza dinanzi alla sofferenza di una popolazione abbandonata a sé stessa, alla sordità dinanzi alle grida di aiuto di padri di famiglia rimasti senza lavoro, al dolore dei giovani costretti ad emigrare per poter sopravvivere. Una popolazione senza più speranza, senza più futuro, costretta ogni giorno a sacrifici sempre più dolorosi ed essere costretta ad assistere impotente, all’arricchimento sfrenato della casta del potere, è insopportabile! Come si può definire se non criminale questa classe politica? Una classe politica che ha percepito stipendi assurdi e immeritati, pagati col sangue del popolo italiano costretto a stringere la cinghia, a rinunciar persino al pane per mantenerli alla bella vita. Questa classe politica che assiste senza una vera reazione alla decadenza economica, morale e civile della popolazione e senza scrupoli continua a sfruttarla per intascarne uno stipendio, frutto di lavoratori ridotti in schiavitù, mentre essi si circondano di privilegi osceni e immorali, è indegna di esistere!
Con quale coraggio osano ancora chiedere agli italiani di avere fiducia nelle istituzioni? Quale italiano può ancora onestamente credere ad un uomo dello Stato? Quando la sola cosa che interessa veramente a questa cricca sono le poltrone? Da poveri miserabili, si illudono ancora di continuare ad ingannare con promesse vergognose in vista delle votazioni, questa sfinita ma anche incazzata popolazione. L’odio sta montando e nessuno è in grado di prevedere dove potrebbe portare. Gli italiani sono non violenti per costituzione però, non si deve sottovalutare un vecchio adagio che recita: Dio ci salvi dall’ira delle persone tranquille!

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