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Archive for aprile 2012

LA CHIAMANO ANTIPOLITICA
Quasi che questa gente rappresenti per davvero la politica e non la degenerazione di essa. Questi signori, più vicini alla delinquenza che alla politica, dovrebbero chiamare Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle anti-delinquenti.
Sono patetici nella loro meschinità! Fare politica con giustizia, sapienza ed onestà è per essi antipolitica? Ma davvero si credono politici questi figli di puttana?
Una massa di cannibali che si unisce in “partiti” con lo scopo di saccheggiare la nazione e affamare la popolazione, osa definirsi politici? Anche i mafiosi si uniscono in “famiglie”, sono anch’essi politici? Visto che lo scopo che si prefiggono è lo stesso: Rubare!
Nelle casse dello Stato entra un fiume di denaro, frutto del sangue degli italiani e mentre nella Messa, il vino rappresenta simbolicamente il sangue di Cristo, questo fiume di soldi è per davvero il sangue della popolazione italiana, con cui questi vampiri si ubriacano.
Vederli gonfi come porci, blaterare, senza vergogna, di miliardi spariti a loro insaputa, di acquisti di ville, yacht, gioielli, paradisi fiscali, fondi neri, investimenti e quant’altro, come fossero soldi loro e non la causa della disperazione dei pensionati, che nei cassonetti dei mercati cercano un po’ di frutta e verdura, non avendo soldi per comperare quella sana, non la disperazione di chi si sente un fallito non riuscendo a sfamare la famiglia, l’angoscia di padri costretti a mantenere I figli quarantenni senza lavoro, di ragazzi delusi dopo una laurea 30 e lode, vedersi costretti ad abbandonare la famiglia ed emigrare all’estero. Questi soldi sono la causa dei suicidi degli operai rimasti senza lavoro e dei piccoli imprenditori che si danno fuoco, non riuscendo a pagare gli stipendi ai dipendenti, perché questi pezzi di merda non restituiscono nemmeno i debiti, ma se li strafogano tra loro, come se quei soldi che gli piovono addosso se li fossero guadagnati col sudore della fronte e non rapinati ad una popolazione che patisce la fame e si uccide per colpa loro.
Osano anche lamentarsi di calare nei consensi, ma come si fa a non odiarli? Come si fa a non desiderare di vederli ardere vivi? Ma non si rendono conto di essere i nostri nemici? La sola cosa che interessa a queste merde è raccogliere voti per rimanere col culo sulle poltrone e assicurarsi questa pacchia a vita, non fanno altro, non hanno mai fatto altro in venti anni e osano chiamare populista chi ha il coraggio di gridargliela in faccia questa vergogna? Osano, da miserabili quali sono, definire Beppe Grillo qualunquista e questi ragazzi del movimento 5 stelle, con le mani pulite e le scape vecchie, che si danno da fare per riparare i danni provocati da questi criminali, provoca il vomito e fa girare le palle.
Certo che il M5S gli rompe i coglioni e mentre la mafia per difendersi usa la lupara, essi usano lo slogan ormai ammuffito dell’ antipolitica. VERGOGNATEVI!

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I PARTITI: FABBRICHE DEL MALAFFARE
Senza alcuna vergogna i mal-partiti italiani, si aggrappano con le unghie e coi denti a quella pioggia di miliardi, rubati dalle tasche degli italiani, che va sotto il nome di rimborsi elettorali. Questa truffa di cui questa gente si è resa responsabile, dopo il referendum abrogativo votato dall’80% della popolazione, per la cancellazione di questo finanziamento e che questi signori non solo hanno continuato ad incassare cambiandogli il nome, ma è stata portata a livelli parossistici e non più sostenibili da una popolazione che si contorce dalla fame, è una vergogna che non può più essere sopportata. Non può questa cosca che incassa un milione di euro al mese per ciascun esponente, che ha portato il paese alla bancarotta, che ha messo nelle mani delle banche e degli speculatori l’intero patrimonio lasciatoci dai nostri padri, che ha venduto la nostra sovranità per soddisfare gli stravizi immorali di cui gode, chiedere a chi ne incassa solo mille di euro in un mese, lavorando dieci ore al giorno, di pagare oltre a questi stipendi osceni, anche i loro sbagli, la loro deficienza, le loro puttanate. Non è possibile che dei ladri continuino a rubare senza che la giustizia possa intervenire per fermarli. Non è possibile continuare a prelevare il sangue a chi è in uno stato di gravissima anemia. Se questo paese è guidato non solo da criminali ma da craniolesi, spetta alla parte sana di questo paese prendere le redini in mano, per evitare che questo terremoto provocato a tavolino, inghiotta e per sempre il nostro paese in quel buco nero scavato da lor signori. Non è più tempo di credere alle favole che questi esseri si inventano per tenerci buoni, ma si rende necessario guardarla in faccia questa mostruosa realtà. Si rende necessario prendere atto che coloro che da trent’anni, con la scusa di dirigerlo il nostro paese, lo stanno in realtà sbranando per spartirsene i pezzi. Da oramai troppi anni in questo disgraziato paese si condannano le vittime e si assolvono i criminali. Uno stato che si accorda con le mafie per meglio procedere all’arrembaggio, che ordina stragi per terrorizzare la popolazione, che trasforma le forze dell’ordine in squadristi per far pestare chi protesta, che costringe le piccole imprese a chiudere e a promuovere precarietà e disoccupazione, che vieta alla gioventù di pensare ad un futuro e che continua a foraggiare chi si è reso respnsabile della crisi economica e morale del nostro paese, che consente a chi è ricco di arricchirsi sempre più strangolando di conseguenza, la sola e unica parte sana di questo paese che sono i lavoratori, DEVE FINIRE!
QUESTO GOVERNO COSI’CONCEPITO DEVE ESSERE FERMATO!
Mai nella nostra seppur ancora giovane nazione, si è resa per davvero indispensabile, una RIVOLUZIONE.
Combattere contro un governo composto da esseri immorali non si può chiamare insurrezione ma legittima difesa!

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PERCHE’ SIAMO IN EUROPA?
L’Italia fa parte a tutti gli effetti dell’Europa? Per quanto riguarda lo stato sociale, insieme alla Grecia e all’Ungheria, certamente no. La flessibilità, che secondo i nostri politicanti, non esisteva solo nel nostro paese, in tutta Europa è di gran lunga inferiore a quella italiana. Il reddito medio in Italia è da miseria e questi signori fingono stupore, mentre i loro redditi al contrario, sono i più alti in assoluto. Nel bel paese si ignora totalmente lo stato sociale mentre negli altri paesi esiste un reddito di cittadinanza e chi non guadagna abbastanza, ottiene l’integrazione del reddito compreso chi lavora part time. In Europa non sono solo i licenziati a godere l’affitto dell’alloggio e un sussidio “illimitato” ma tutte le persone maggiorenni disoccupate, indipendentemente se abbiano o meno mai lavorato, il sussidio termina con la pensione e non è affatto vero che sia a tempo determinato, questi politicanti nostrani confondono, per ignoranza, l’indennità di disoccupazione dal sussidio di disoccupazione.
L’esistenza del reddito di cittadinanza spiega la flessibilità, spiega l’assenza di lavoro in nero, l’inesistenza delle raccomandazioni e ognuno svolge il lavoro che gli compete. Nascondere queste verità non giova agli operai che si danno fuoco, non alle famiglie che restano senza reddito e senza casa, ma sicuramente a qualcuno giova. La Francia è stata l’ultima ad adottare il reddito di cittadinanza e risale a venti anni fa.
Perché in questo paese nessuno ne parla? I cittadini farebbero i paragoni, sosterebbero lotte, ma se il confronto viene negato, come si fa a lamentarsi che nulla cambi? Invece questo governo allargato con l’opposizione, si vanta che con questa “riforma del lavoro” si allunga di qualche mese l’indennità di disoccupazione però, dimenticano di dirci che negli altri paesi, dopo l’indennità di disoccupazione, esiste un altro sussidio, meno ricco, ma illimitato fino ad altra occupazione o alla pensione e che copre anche l’affitto di casa. Una donna disoccupata con figli in Germania riceve dallo stato 1800 euro mensili e perché nessuno le urla queste cose? Dal 1992 l’Europa chiede all’Italia di adottare il reddito di cittadinanza, persino nella famosa lettera della BCE si rinova l’invito di introdurre i sussidi di disoccupazione sul modello europeo:
gazzetta ufficiale – raccomandazione 92/441 CEE
“Ogni lavoratore della Comunità europea ha diritto ad una protezione sociale adeguata e deve beneficiare, a prescindere dal regime e dalla dimensione dell’impresa in cui lavora, di prestazioni di sicurezza sociale ad un livello sufficiente.
Le persone escluse dal mercato del lavoro, o perché non hanno potuto accedervi o perché non hanno potuto reinserirvisi, e che sono prive di mezzi di sostentamento devono poter beneficiare di prestazioni e di risorse sufficienti adeguate alla loro situazione personale.
(12) … il Parlamento europeo, nella sua risoluzione concernente la lotta contro la povertà nella Comunità europea (5), ha auspicato l’introduzione in tutti gli Stati membri di un reddito minimo garantito, inteso quale fattore d’inserimento nella società dei cittadini più poveri; questo significa che al reddito minimo garantito si può avere accesso senza limiti di durata, purché il titolare resti in possesso dei requisiti prescritti e nell’intesa che, in concreto, il diritto può essere previsto per periodi limitati, ma rinnovabili.
Quello che manca in questo paese, oltre all’onestà, all’equità e alla giustizia, è la sicurezza economica che viene dalla rete dei sussidi e che permette alle persone, di cambiare lavoro con tranquillità e senza traumi, soprattutto per i giovani che, con queste garanzie, certamente si possono fare tanti mestieri cambiando lavoro. Questa si può chiamare flessibilità, non la macelleria sociale promossa dal nostro paese, che a questo punto si rende necessario chiamare coi nomi più appropriati: precarietà, insicurezza, schiavismo.
Flessibilità non vuole dire licenziare, ma sperimentare le attitudini di un lavoratore con l’utilizzo delle loro idee in un mercato aperto, non controllato da corporazioni. Liberalizzare significa aprire l’accesso ai professionisti, senza dover avere una tessera di partiti, pagare tangenti, essere parte di un sistema di potere, di una lobby famigliare, politica, religiosa ecc. significa che chi vuole fare il gioralista o il notaio non debba essere figlio di un giornalista o di un notaio, significa che se si vuole aprire un negozio o una piccola azienda, si viene aiutati non ostacolati. Aprire il mercato significa fare carriera per merito non per raccomandazioni.
Possibile che nemmeno i professori della Bocconi capiscono cosa sia la flessibilità con la certezza di un reddito e dell’alloggio e la precarietà col niente, come si pretende? La differenza tra flessibilità e precarietà non la può riconoscere chi non ha mai lavorato ed è vissuto sfruttando gli altri uomini.

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