Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for marzo 2013

POVERA PATRIA

Nel sentire i nomi dei personaggi a cui il presidente della Repubblica ha affidato l’incarico di formare il governo, vengono i brividi! Messi da parte gli uomini più ragionevoli e consapevoli degli errori commessi e quindi desiderosi di voltare pagina, si affida la guida del paese alla parte peggiore degli stessi individui. L’ultima mossa del Presidente uscente sarà il vero tsunami per il nostro paese, altro che quello che annunciava Beppe Grillo! Caro Bebbe questo che sta per abbattersi sulla popolazione italiana non sarà lo tsunami di cui parlavi, ma un vietnam! Era questo il cambiamento che volevi? Era imponendo il divieto ad un accordo con Bersani, che avresti salvato l’Italia? Ti rendi conto ora di cosa hai combinato nel chiudere la porta a chi ti chiedeva aiuto, per riportare la politica sul binario giusto? Hai chiuso la porta in faccia a chi ancora possedeva un briciolo di moralità, spalancando (purtroppo per noi) le porte alla parte peggiore. Ma come hai potuto credere che lasciando nelle mani di quelli che l’hanno violata la politica, avresti potuto cambiarlo il sistema? Questa tua ostinazione costerà sangue a tutti gli italiani. Avevi nelle mani la possibilità reale di mandare a casa quella feccia, che per trent’anni ha occupato il Parlamento e ti sei rifiutato di farlo, povera patria!
Questa sorta di governo è un insulto al popolo italiano che ha chiaramente espresso nelle urne il desiderio di un cambiamento radicale, è una indecenza se non una provocazione contro milioni di cittadini. Uno spudorato inciucio per continuare a crocifiggere gli italiani, una sorta di golpe con l’epurazione del movimento 5 Stelle, per promuovere la più becera formazione governativa che si potesse fare.
Ora si rende per davvero necessaria una sollevazione democratica di chi ha a cuore la Costituzione. Queste “personalità” scelte dal presidente della Repubblica italiana mostrano chiaramente l’intenzione di voler salvare tutti i malviventi che in questi anni hanno occupato e massacrato le istituzioni.

Read Full Post »

SAREBBE QUESTA LA PUBBLICA SICUREZZA?
La più vergognosa pagina della storia italiana è stata scritta ieri da chi è chiamato a difendere le istituzioni: LA PUBBLICA SICUREZZA!
E’ per davvero vergognoso organizzare una manifestazione per protestare la condanna di quattro criminali. Ma dove siamo arrivati in questo paese? Per davvero non c’è limite alla vergogna! Sarebbero queste le persone a cui lo Stato ha affidato la sicurezza pubblica? Sarebbe a questa gente che il popolo italiano deve rivolgersi in caso di pericolo? A gente che difende delle belve feroci e condanna a morte ragazzini innocenti?
Ma dov’è finita in questo paese la coscienza, la ragione addirittura, perché queste cose rasentano una follia collettiva. Come si fa soltanto a pensare di promuovere una manifestazione contro la giustizia, contro la civiltà, contro Dio stesso? Questo atto di spietato, incivile odio contro l’umanità NON SI PUO’ ACCETTARE!
Questa gente che ha avuto il coraggio di manifestare a favore della morte di una creatura innocente da parte di questi esseri immorali non può restare impunito. Questi agenti non sono degni di far parte della pubblica sicurezza e vanno cacciati! Va cacciato dalle istituzioni colui che ha dato il permesso ad una infamante manifestazione. Va cacciato il capo del “coisip” un sindacato che si è sporcate di sangue le sue mani.
La popolazione italiana non può accettare di essere sottomessa a questa gente, ma pretende di avere persone degne nella pubblica sicurezza, ne va di mezzo proprio la sicurezza del paese, altrimenti ci si dovrà organizzare per difenderci da questi esseri.
Noi donne italiane siamo tutte PATRIZIA MORETTI e li condanniamo! Noi la pretendiamo la giustizia, ma QUELLA VERA questa volta!

Read Full Post »

SIETE PROPRIO SICURI DI QUEL CHE FATE?

Dopo la consultazione di Bersani col Movimento 5 Stelle ed aver assistito al drastico “NO” alla fiducia per formare un governo ed attuare quelle riforme più urgenti prima del ritorno alle urne, non può che lasciare la bocca amara. In questo momento forse, gli eletti del M5S desiderosi di un cambiamento radicale della politica, non si rendono conto fino in fondo, della grave responsabilità che si stanno assumendo, nel rifiutare qualsiasi proposta di cambiamento, benché validissime tutte le loro diffidenze nei confronti di politici che poco o nulla, di ciò che da anni predicavano durante le campagne elettorali, avevano mai attuate. Non fidarsi può essere condivisibile, ma qui non si trattava di firmare una condanna a morte senza più ritorno, ma di metterli alla prova e togliere immediatamente la fiducia qualora ancora una volta, queste proposte sarebbero risultate chiacchiere al vento. Purtroppo il futuro è una irrealtà sulla quale nessuno è in grado di fare previsioni esatte. Era questo il momento da cogliere, attivarsi in prima persona per dare vita ad un nuovo Risorgimento. Tirarsi indietro è un rischio gravissimo, che purtroppo non saranno soltanto loro a pagarne le conseguenze, qualora le cose non dovessero andare come sperano, ma l’intera popolazione italiana. Da anni si aspettava un occasione per permettere alla popolazione civile di entrare nella stanza dei bottoni e promuovere una politica a dimensione umana, non più basata sulla conservazione di osceni privilegi, di cui gode la classe dirigente. Da anni si attendeva il momento propizio per avere un governo capace di dare al popolo lavorativo il giusto valore e quei diritti sacrosanti che spettano a ciascun essere umano. E ora che questo momento è arrivato, il non approfittarne è semplicemente sconcertante, quasi una resa, una mancanza di coraggio o una inaccettabile presunzione. Certo può essere anche questo uno sbaglio di valutazione, ma il rischio che tutto questo comporta, vale per davvero la pena? Dio non voglia che si debbano pronunciare frasi tipo: avremmo potuto fare… come in “the after day!”

Read Full Post »

E’ QUESTO IL METRO PER MISURARE LA GIUSTIZIA?
Giovanni Floris nella trasmissione “Che tempo che fa” pareva meravigliarsi che i nuovi presidenti di camera e sanato si siano ridotti del 30% lo stipendio, che per questa categoria equivale alla rinuncia di due pacchetti di sigarette. Sarebbe interessante chiedergli come mai non si è meravigliato quando il mastro Titta della Fiat, ha tolto i dieci minuti di riposo agli operai? Questa si che è una cosa che grida vendetta!
Quante ore al mese i politici passano sul posto di lavoro? E in base a quale criterio si possa stabilire che una persona debba guadagnare cifre da lotteria, per davvero al di fuori della decenza, mentre tutti gli altri si devono accontentare di mille euro al mese? E per favore non venissero a dire che per fare politica occorra il cervello di un genio, lo sappiamo tutti come vanno queste cose. Sappiamo bene che basta appartenere alla famiglia di un politico per avere assicurata la carriera, basta essere figlio di un attore per fare l’attore, ma di che stiamo parlando? Ci sono laureati con trenta e lode che non avendo santi in paradiso, devono ringraziare la sorte, se riescono a fare i commessi nei supermercati. Se lo stare seduto qualche ora la settimana sugli scranni del Parlamento, consente uno stipendio di questa portata, quanto si dovrebbe pagare un operaio che passa tutta la sua giornata a faticare (faticare!), privato del piacere di passeggiare, conversare, prendere un caffè con gli amici e tornare a casa con le ossa rotte, cenare in fretta e buttarsi sul letto per ricaricarsi delle energie per il giorno successivo?
E non venite a dire che la classe politica ha delle responsabilità per le quali ne deve rispondere, per favore! C’è solo da ridere nel sentire queste cose. Chi mai tra loro si è per davvero assunta la responsabilità e abbia pagato per i propri sbagli, chi? Vorrei un nome! In realtà succede esattamente il contrario: se un politico sbaglia (leggi ad personam, porcello elettorale ecc. ecc.) ha pagato qualcuno? Si certo qualcuno ha pagato: la popolazione!
Purtroppo succede anche di peggio: se un politico riceve mazzette per appalti inutili o addirittura dannosi per il paese, viene impedito alla magistratura di perseguirlo, cosa che non accade col resto dei lavoratori. Per favore evitate di parlare di responsabilità che non esiste! Quello che purtroppo esiste è che, a chi lavora sul serio viene concessa l’elemosina, mentre chi lo sfrutta se la spassa.
In base a quale criterio si può stabilire il valore di un uomo? Dal tipo di lavoro? Se così fosse il prezzo dovrebbe essere rovesciato, un lavoro faticoso fisicamente e protratto per ore ed ore, dovrebbe essere posto in cima, non all’ultimo posto. Azzerare queste differenze sarebbe cosa buona e giusta, altroché difendere questo infame e disumano sistema, questa vergognosa cuccagna dove chi fa poco o niente è proprio quello che guadagna.

Read Full Post »

LA VENDETTA
Che paese è mai quello dove le leggi vengono rispettate dalla popolazione e non da chi le promuove? Dove gli autori di reati vengono fermati solo se a commetterli è gente comune e non appartenenti alle varie caste? Dove se un impiegato o un operaio, combinano dei guai sul lavoro l’impresa può licenziarli in tronco, mentre i rappresentanti dello Stato possono commettere ogni sorta di bestialità, persino rubare e nessuno può permettersi di licenziarli? Per queste persone la magistratura deve chiedere il permesso prima di poterli perseguire (permesso regolarmente negato) quasi che questa gente, per il fatto di ricoprire una carica politica debba essere al di sopra di ogni sospetto, benché i danni da essi arrecati siano devastanti, rispetto a quelli commessi da un impiegato o un operaio. Questa pretesa di voler attribuire un diverso valore ai reati a seconda di chi li commette, è demenziale! Purtroppo alla magistratura vengono legate le braccia da leggi contorte. L’irresponsabilità di questi politicanti che promuovono leggi così platealmente ingiuste, rasenta la follia. Questa gente pagata con stipendi stratosferici per cui, proprio in virtù di questo, dovrebbero assumersi in prima persona la responsabilità di quel che fanno e invece si preoccupano del benessere personale e di mantenere il potere. E se questi loro comportamenti rappresentano un danno per il paese, se ne fottono. A parte i ladri annidati tra loro, ma anche tutti gli altri sono inaffidabili o incompetenti, visto quante leggi dannose e immorali riversano sulla popolazione la quale oltretutto, è costretta a pagare di tasca propria per i loro errori. Questa mancanza di responsabilità civile che ha permesso a questa gente di trattare l’Italia come uno zerbino sul quale pulirsi i piedi, non è più tollerabile. La mediocrità della classe politica in trent’anni ha portato la nazione sull’orlo del baratro e tra rapine, incapacità e immoralità hanno crocifisso la popolazione, con un debito mostruoso dal quale non si sa più come uscirne. E’ orribile l’aver speso miliardi in retribuzioni a questa gente, che piuttosto di fare gli interessi del paese, ha pensato ai propri interessi personali. L’ultima bestialità compiuta sulla testa della popolazione sono state le ultime elezioni. Questa gente sapeva che con l’attuale sistema elettorale nessuno sarebbe stato in grado di governare, ma tutti se ne sono fregati, evitando di compiere il sacrosanto dovere di cambiarlo il sistema elettorale. E ora dopo averci sbattuto il muso, la costringono a nuove elezioni quasi che queste costassero il prezzo di un caffè. E’ vergognoso!
Sono per davvero vergognosi gli esempi di immoralità che questa gente dà di sé. Un politico che commette un reato DEVE essere condannato dieci volte di più di un qualsiasi altro cittadino anche se colpevole di crimini più gravi, in quanto il danno che deriva dal suo gesto è devastante. E’ di lui che si fa scudo quella parte di dissennati, che esiste purtroppo in ogni paese. Un paese dove i più fortunati sono costretti a vivere con mille euro al mese, potendo ancora contare su un posto di lavoro, mentre gli altri con meno della metà e molti alti ancora, costretti a fare i barboni. Un paese dove il lavoro è diventato un miraggio, dove i piccoli e medi imprenditori arrivano a suicidarsi per la disperazione di non riuscire più a pagare i dipendenti, mentre questi signori si permettono di rubare, perché i milioni che ingiustamente guadagnano, non gli sembrano sufficienti. Questa gente è stata capace di rovesciare la giustizia, l’educazione, la democrazia e la civiltà che ci aveva resi grandi e con la quale siamo cresciuti. Questo mondo rovesciato dove chi è ricco deve esserlo sempre più e chi ha poco deve morire di fame, è qualcosa che grida vendetta. La vendetta non è un male! La vendetta è la conseguenza dell’ingiustizia. E’ il desiderio sacrosanto di ogni creatura ad avere il diritto di vivere in questo pianeta, per il semplice fatto di esservi nato. Se si vuole evitare che la vendetta sfoci in qualcosa di terribile, è necessario che si torni a rispettare i diritti e la vita stessa delle persone. Ogni uomo o donna di questo pianeta DEVE poter usufruire degli stessi diritti, solo così si potrà evitare quella VENDETTA che tanto fa paura ai detentori del potere.

Read Full Post »

AI POTENTI DELLA TERRA
Questa politica al massacro. Questo arricchimento di pochi sul resto dell’umanità. Questo sfregiare il pianeta per depredarlo, mettendo a rischio la sopravvivenza dei suoi abitanti al solo scopo di arricchirsi in modo demenziale. Questo privare gran parte dell’umanità del necessario per nutrirsi. Questa assurda, bestiale forma di capitalismo. Questa degenerazione morale di coloro che detengono il potere, politico ed economico. Questa assurda corsa alla “crescita” crescita che avviene solo per l’uno per cento della popolazione, mentre tutto il resto vive la propria vita come una maledizione. Questa scellerata scelta di dare alle banche il potere di creare denaro e di strangolare per debiti, le nazioni di questo povero mondo, sta trasformando la nostra Terra in un infermo, dove non si muore bruciati dalle fiamme, ma dall’odio di alcuni dannati. Purtroppo le grida di aiuto della popolazione non vengono udite da chi dovrebbe farsene carico. L’attuale classe dirigente è incapace persino di vedere la ribellione della natura che provoca tsunami, crolli di intere colline, scioglimento dei ghiacciai, bombe d’acqua per mostrare i rischi cui andiamo incontro, se non si pone un freno alla feroce avidità, di quei pochi dannati, mai sazi. Della sofferenza della gente, a chi governa non gliene frega niente, visto che le proteste, la disperazione, le grida, li lasciano indifferenti. In qualsiasi modo gli si grida che non ce la facciamo più, che c’è bisogno di lavoro, di giustizia, di sicurezza e di onestà, nessuno ci ascolta! Voglio provare a dirglielo alla maniera di Pasquino, che scrivendo sonetti, in qualche modo riusciva, a risvegliare la coscienza dei romani. Voglio provarci e chissà, magari si compie una magia, magari anche per una volta, il popolo riuscirà a farsi sentire da tutti quei sordi, che gestiscono così malamente i destini dell’umanità:

ER POPOLO, LO STATO E LI PRIVATI
Quanno sento ‘sti profeti der… gnente,
tante stronzate raccontà alla gente…
dopp’avè troppi crimini commessi…
ce vengheno a pjà… puro pe’ fessi!

Ma che cazzo vonno dimostrà?
ch’è corpa nostra si adesso c’è la crisi?
Che semo noi a dovejela saldà?
C’amio vissuto noi nei paradisi?

Quanno sento ‘sté cose, qui lo giuro…
Je schiaccerebbe la capoccia ar muro!
Così er marcio juscirebbe dar cervello…
e più male nun farebbe… armeno quello!

Stanno sfidanno Dio Onnipotente,
devastannoje ogni continente…
e le creature sue stann’affamanno,
credennose padroni de ‘sto monno!

Guardo avvilito la pora sora Rosa,
mostrà la borsa vota de la spesa…
ma più ‘ndignato guardo quer poretto…
cercà verdura e frutta ar cassonetto!

O sarà corpa dell’operaio che de notte,
rientra a casa co’ tutte l’ossa rotte?
O de quella vecchietta che spartisce cor cane,
er suo tozzo de pane?

E mo che da rubbà nun c’è più gnente…
a paraje er culo dovrebb’esse la gente?
Nun sanno proprio più cosa ‘nventasse…
‘sti zozzi pe’ continuà… a sgargarozzasse!

Vonno svenne er patrimonio de lo Stato…
così er popolo arimarà proprio spojato!
Tutto er sociale vonno privatizzà…
pe continuà tranquillamente… a depredà!

Chi so i “privati” ce l’hanno dimostrato…
cor popolo ce vonno fa er mercato!
Ladri de vite, de lavoro e d’onore…
prima de sera, ve se spaccasse er core!

Read Full Post »

ADESSO TE LE CANTO IN RIMA
Carissimo Beppe Grillo,
te lo stanno dicendo in tutte le maniere, di essere più elastico e di non intestardirti a mantenere il punto perché, dinanzi ai gravissimi problemi che la popolazione sta affrontando, questa cosa potrebbe essere controproducente. Sappiamo molto bene tutti che fare i conti è una cosa e la realtà un’altra. Che le previsioni sono una jattura, perché nessuno per davvero, può prevedere il futuro. Quanto erano sicuri di vincere i rappresentanti del PD? E ci è mancato poco che non ci ritrovava Berlusconi di nuovo a governare. Rispetto i tuoi principi che sono gli stessi miei, ma un buon Comandante sa, quando può andare avanti e quando… deve fermarsi! Chi ha votato il Movimento lo ha fatto per cancellare tutte le leggi vergogna che hanno umiliato il nostro Paese. Hanno votato per porre un freno all’insaziabile avidità della classe dirigente e alla loro scellerata sete di potere. Hanno votato per avere su quegli scranni gente pulita e responsabile, non per farli rimanere sulla sponda del fiume, ad attendere che passi il cadavere del suo nemico! Ora dopo tante parole in prosa voglio dirtelo in rima e chissà, se per davvero la poesia arrivi più lontano di quanto la prosa non riesca a fare:
ER MOVIMENTO 5 STELLE
Eh no! Cari 5 stelle, così nun vale!
Così la rabbia ‘nvece de scenne…sale!
A divvelo nun zo’ li soliti papponi…
che je rode perché je pistate li cojoni.

Ve lo dice chi… co’ tanto sentimento…
ha contribbuito a fa nasce er movimento.
E proprio come se fa co’ le crature…
deveda cresce senza le…censure!

“Capitano” riponi quella frusta…
ess’arrivati qui, è ‘na conquista!
Nissuno cià la sfera de cristallo…
E quer che po’ succede, chi po’ dillo?

Tocca accettà le cose si so’… bbone,
sinno’ finimo tutti ner burrone!
Nun ze po’ sta fermi alle stazioni…
aspettanno de stravince l’elezzioni!

Se semo battuti come dei leoni…
p’arrivà nella stanza dei… bottoni!
E mo che famo?
Mannamo tutto ‘n fumo?

Cogli l’attimo Grillo e fallo adesso…
smettila de fa er fesso!
Che quanno troppo ‘n alto se vò annà…
cor culo ‘n terra ce se po’ aritrovà!

Read Full Post »

Older Posts »