Feeds:
Articoli
Commenti

LE VERE RAGIONI PER CAMBIARE LA COSTITUZIONE

Ci si chiede: a cosa si deve questa impellente urgenza di riforma della Costituzione? Quali modifiche sono così vitali per il nostro paese, da renderne così urgente la ritrattazione dopo sessant’anni? Forse la risposta sta nella volontà di rendere innocui i cittadini difronte ad un nuovo tipo di fascismo. Settanta articoli della Costituzione verranno fulminati. Ma come si può solo permettere a mani come quelle degli attuali politici, di toccare ciò che è il nostro “vangelo”? Come si può farla profanare da un apprendista stregone e da un condannato in via definitiva? Siamo diventati tutti pazzi?
In quella “Carta” sono contenute regole scritte da menti illuminate e manometterle è un sacrilegio! Questa gente ha ampiamente dimostrato con anni di malgoverno, cosa sono capaci di fare ogni volta che toccano qualcosa. Non si può negare che questi ultimi venti anni sono stati per l’Italia la più grande catastrofe culturale, morale, politica ed economica del nostro tempo, una cultura dove tutto si compra e si vende, compresa l’anima delle persone. Non siamo ancora in una dittatura certo, ma ci stanno portando piano piano tenendoci per mano, in modo subdolo e la dimostrazione è: la “non-riforma” elettorale, le politiche della velocità, la riforma del lavoro e della giustizia, l’assurda subordinazione ai mercati, la finta “modernità” che ci riporta indietro di secoli, governi che si auto-eleggono, l’imposizione del pensiero unico e il disprezzo per quello critico, ne sono una prova concreta.
Lo sfoggio di innovazioni non significa affatto Democrazia né tanto meno gli accordi presi sottobanco anzi, tutto questo ne fa esattamente il contrario. Democrazia è ponderazione, condivisione, discussione, informazione, ma purtroppo ci accorgeremo di averla perduta quando sarà troppo tardi per porvi riparo e non troveremo nessuna garanzia nella nuova costituzione che si apprestano ad ammannire.
Io scopo vero è quello di disintegrare una Costituzione antifascista e anti sfruttamento del popolo, visto che questo si scontra con la visione autoritaria dell’attuale potere, che non è più politico ma economico. Non sono più i governi a dettare le leggi ma il potere finanziario e queste che chiamano “riforme” annienteranno la Costituzione italiana, quella pensata per impedire una futura svolta autoritaria nel Paese ma non solo, verrà annientato il concetto stesso di civiltà. Così ha deciso il presidente del consiglio Matteo Renzi, così ha suggerito la JpMorgan che è quella che ne beneficerà. Il signor Tony Blair a cui il capo di governo fa riferimento, non è più un politico, ma riceve uno stipendio di milioni di dollari, per fare da consulente ad una delle più importanti banche d’affari, formalmente denunciata dalla Casa Bianca per essere la responsabile della crisi dei subprime, che poi ha scatenato la crisi economica mondiale. Purtroppo le banche d’affari si servono di consulenti, come la massoneria si serve dei propri membri per oliare politici che contano e promuovere politiche compiacenti a quelle indicate dalle banche. Per politiche compiacenti si intendono cose come il documento redatto il 28 maggio 2013 dalla JpMorgan dal titolo “aggiustamenti dell’area euro” dove si fa riferimento alla necessità di intervenire politicamente a livello locale, a pag. 12 e 13 si arriva alle Costituzioni dei paesi europei, visto che le Costituzioni adottate in seguito alla caduta del fascismo, presentano caratteristiche che appaiono inadatte ai propri interessi, ritenute di idee troppo socialiste quali i diritti dei lavoratori, il diritto di protestare se i cambiamenti sono sgraditi e così via. L’ordine è dunque quello di liberarsi di queste Costituzioni antifasciste. Dunque dietro la parolina magica “modernizzazione” si nascondono gli interessi di chi le propone.
La democrazia deve e può rimodernarsi esclusivamente con più democrazia!

CHE SIATE MALEDETTI

Per la prima volta nella vita ho bestemmiato. Ho bestemmiato nel vedere in quali condizioni sono costretti a lavorare i nostri giovani, addirittura a mascherarsi per il timore di essere riconosciuti da quelli che oggi si possono e con ragione, definire nazisti, rischiando di venire licenziati e perdere anche quei centesimi con cui vengono ricattati.
Toccare con mano questa orrenda realtà, dove giovani laureati sono costretti a calpestare anni di studio e vendere la sola cosa che posseggono: la “forza lavoro” per 250 euro al mese, lavorando dieci ore al giorno, senza diritti, privi delle norme di sicurezza dell’assistenza sanitaria e delle più elementari necessità, è qualcosa per davvero impossibile da sopportare. Dinanzi a realtà come queste non si può che auguraci che il buon Dio (se esiste) scateni una pioggia di fuoco, che cancelli per sempre dal pianeta, questa indegna categoria di animali detti uomini!
La cosa che più ferisce è la sfacciata ipocrisia della classe politica che piuttosto che fare mea culpa, condanna Beppe Grillo per aver denunciato questa vergogna, utilizzando le parole di un poeta, vittima dell’olocausto: Primo Levi. Dunque nel nostro paese non è colpevole chi compie un delitto ma chi lo denuncia, che assurdità! Si scandalizzano per la citazione di un poeta e non si scandalizzano, quando vanno ad incassare stipendi milionari e assolutamente immeritati, mentre i lavoratori veri sono costretti a vivere un anno con quello che lor signori percepiscono in un mese.
La domanda che vorrei porre a questa gente è: se fossero i vostri figli a dover subire questi trattamenti, a lavorare in queste condizioni per potersi sfamare, lo riterreste ancora giusto? Oppure vi adoperereste per scatenare una rivoluzione contro chi li affama?
Certo, essere additati come i nuovi assassini dell’umanità può dare fastidio, ma cosa hanno fatto finora per impedirlo? Cosa hanno fatto se non cancellare ogni regola che ne ostacolava la realizzazione? Cosa hanno fatto se non consegnare i lavoratori a mastro Titta? Cosa hanno fatto della popolazione se non un moderno sistema di sterminio?
Cos’è diventato oggi il luogo di lavoro, se non un moderno campo di concentramento?
Un uomo non si uccide solo con le armi ma anche umiliandolo e sfruttandolo ferocemente come si sta facendo. Si uccide affamandolo con le guerre finanziarie come questa, messa in atto e combattuta con le leve dell’economia.
La rabbia dei politici non è certo dovuta alla difesa della sacralità delle vittime della shoah che nessuno ha offeso, visto che Grillo intendeva semplicemente denunciare questo nuovo modo di riesumarla appellandosi al grido di dolore di un poeta. Cos’è in effetti questo sistema se non una nuova forma di violenza, di schiavitù, che porta ad uno sterminio per fame milioni di esseri umani? E come non addebitare alla classe politica la colpa di tutto questo?
La scusa che il mondo sia cambiato per via della globalizzazione è penosa. Chi ha stabilito tutto questo, i lavoratori? A chi giova? Chi se ne avvale, sempre i lavoratori? Oppure è il disegno mostruoso di esseri dannati che si sentono i padroni della Terra? La classe politica che avrebbe dovuto combattere contro questi oscuri potenti e denunciarli per crimini contro l’umanità, ne sono invece divenuti parte attiva e insieme si apprestano a realizzare quel che Hitler aveva iniziato e Licio Gelli realizzato.
Questi assassini dell’umanità meriterebbero di fare la fine di Luigi e Maria Antonietta, decapitati per crimini assai meno gravi di quelli commessi da questa disumana e sozza classe dirigente.
Chissà fino a quando, la violenza usata da questi “potenti” contro chi protesta nelle piazze, riuscirà a fermare la rabbia e la sacrosanta ragione delle loro vittime. E’ triste vedere uomini protetti da cerate e manganelli, accanirsi contro persone innocenti, colpevoli solo di denunciare i delitti compiuti contro la giustizia e contro Dio stesso.
E’ triste ma non si può non paragonarli ai kapò dei campi di concentramento, che senza il loro nefasto contributo, non sarebbe stata possibile la realizzazione dell’olocausto del popolo ebraico.

SONO “DEI” DI CARTONE

Ascoltando o leggendo sui giornali quel che la classe dirigente commette ogni giorno contro la nazione che rappresenta, equivale ad una fucilata dritta al cuore della popolazione. Analizzando questi fatti ci si chiede con quale coraggio genitori e docenti, possano continuare ad insegnare ai ragazzi l’onestà, l’onore e il rispetto per gli altri se le leggi che regolano un paese vengono legiferate da persone inaffidabili e volte a proteggere la casta del potere, contro ogni moralità e decenza?
Con quale credibilità si può continuare a farlo quando chi dovrebbe mostrare nei fatti (visto che se ne sono assunta la responsabilità) ne danno un esempio opposto e contrario? La scusa che lor signori adottano in difesa di essi stessi, consiste nel gridare che non sono tutti uguali, ma questa giustificazione non basta a riparare i danni di questa che è una catastrofe culturale, per le generazioni future. Quel che resta nell’immaginario collettivo, è la visione di un mondo, dove tutto si compra e si vende financo l’anima delle persone. Purtroppo è l’idea che tutto è lecito per poter raggiungere un obiettivo che viene trasmessa, un idea che non tiene in alcun conto il danno umano che ne potrebbe derivare. E’ questa purtroppo la lezione di vita che viene impartita ai giovani.
A chi dirige un paese andrebbe tolta ogni e qualsiasi possibilità di difesa qualora compia un reato, in quanto la vita di costoro dovrebbe essere immacolata, uno specchio per le popolazioni, perché i danni provocati da un loro degenerato comportamento è incalcolabile, persino peggiore di un terremoto. Quando un rappresentante delle istituzioni commette un reato, andrebbe condannato dieci volte di più di un qualsiasi altro cittadino che abbia commesso lo stesso reato, perché è di loro che si fa scudo non solo la malavita che esiste purtroppo in ogni paese, ma proprio le coscienze delle nuove generazioni. Invece nella nostra “onorata società” avviene esattamente il contrario: vengono condannati con assoluta certezza i cittadino anche per un reato minimo, mentre si grazia qualsiasi appartenente a questa “casta”, benché abbia commesso reati talmente gravi, da mettere in ginocchio una nazione.
E dunque se i rappresentanti dello Stato stanno promuovendo questo genere di società, dovremmo rassegnarci ad un devastante e feroce futuro o lottare contro chi sta trasformando una civile società in una giungla?
A cosa sono servite le scoperte scientifiche, gli anni di studio, le lotte per i diritti e le morti eroiche di chi ha dato la vita per creare una società degna degli esseri umani? A cosa sono servite le evoluzioni avvenute col trascorrere dei secoli dove l’animale a quattro zampe si alzava dritto in piedi per diventare Uomo?
La lezione che l’attuale classe dirigente sta trasmettendo all’umanità è quella di un ritorno alle origini, non soltanto economicamente privando le popolazioni di quel che gli spetta per diritto di nascita e solo per arricchire un pugno di esseri, che purtroppo non si sono ancora tagliati la coda visto che agiscono come animali? Ma soprattutto nell’azzerare ogni forma di quella civiltà che ha reso grande la creatura chiamata Uomo. Stanno utilizzando comportamenti a dir poco criminali non solo contro gli esseri umani ma contro lo stesso pianeta che ci regge, violando le leggi naturali come la sterilizzazione della Terra per produrre OGM, affamando per ragioni di lucro la povera umanità. Un comportamento folle e contro natura, che ci porterà all’estinzione.
Non si può sfidare la natura, non si può assassinare le sue creature, non si può tornare indietro nella storia, il mondo va avanti: si nasce piccoli e si diventa grandi col passare del tempo, qualsiasi cosa contro queste leggi sacrosante, sarà una sfida destinata a fallire.
Spetta a noi togliere l’aureola a questi finti “dei” e costringerli anche con la forza a scendere dal piedistallo!

DIRITTI E DOVERI
E’ per davvero triste constatare quanto la politica stia diventando uno strumento di devastazione delle istituzioni, dello stato di diritto, dello Stato medesimo e delle risorse pubbliche tramite un feroce saccheggio nell’interesse di pochi, tradendo purtroppo la natura stessa della politica che è quello di curare gli interessi e la qualità di vita di tutti i cittadini.
Mai come adesso il comportamento della classe politica era riuscito ad avvelenare la vita dei propri connazionali. Occorre che la popolazione si impegni in una seria riflessione sul concetto di bene comune, sui diritti delle persone e porre un freno a questa oscena volontà che sta uccidendo il presente e il futuro degli uomini. Fermare questo tipo di economia che degrada gli esseri umani costringendoli a nuove forme di schiavismo, condannandoli alla disoccupazione permanente e quindi alla povertà sistemica, è di vitale importanza. Si rende perciò urgente e necessario studiare un progetto di resistenza, sui temi dell’etica pubblica, per il ripristino delle libertà personali, calpestate in nome delle regole di mercato. Combattere l’erosione dei diritti e fermare la struttura autoritaria dei governi nei confronti del popolo che vorrebbero trasformare in sudditi nell’interesse del potere finanziario, un potere spudorato, senza controllo e al di sopra di ogni regola e di ogni legalità.
Questi signori della politica stanno mettendo il popolo dinanzi ad una folle e disumana alternativa: “Rinunciare ai valori della civiltà o morire!”
Si rende perciò necessario che i cittadini siano consapevoli dei propri diritti sovrani, capire perché e da chi, essi siano stati calpestati e quindi organizzarsi per una riscossa.
In una Democrazia Il cittadino ha il diritto alla resistenza, come gli organi della stessa democrazia hanno nei confronti dei cittadini. Quasi certamente è per impedire al popolo sovrano di conservare questo potere (vigilare, giudicare, influenzare e censurare i propri legislatori) che si battono.
Fin dall’antichità i potenti si sono avvalsi del loro potere per spuntare quest’arma che il popolo usava per affermare la propria dignità personale, vanificarne la possibilità di agire contro le istituzioni in nome del bene comune, contro le leggi mutevoli e ingiuste e di altri principi etici. Dunque anche ai nostri giorni si tenta con tutti i mezzi di spezzare quest’arma.
La barbarie di questa attuale classe dirigente, si scontra drammaticamente con la civiltà raggiunta dopo secoli di cannibalismo verso le masse popolari, uno scontro fra le ragioni del mercato e i principi del bene comune ed è quindi necessario riprendere quel dialogo interrotto fra gli organi istituzionali e il diritto di parola dei cittadini. E’ necessario e urgente lottare contro le norme concepite al servizio del potere, contro quelle ad personam, perché uno Stato non si fonda sul profitto di pochi ma sul bene comune, si fonda sulla dignità della persona non sulla sua oppressione, sul diritto al lavoro non sul suo sfruttamento. Uno Stato è fondato sul futuro e non sulla “stabilità di governo” ed è concepito sulla tutela delle persone e non nel suo contrario.
La contestazione non può essere intesa come violenza o peggio ancora, come un invito alla rivoluzione perché è un grido di dolore, una sassata alle coscienze della classe politica, uno stimolo al ritorno alla legalità costituzionale!

GIU’ LE MANI DALLA NOSTRA COSTITUZIONE

Come si fa ad accordare fiducia a gente che giura sulla Costituzione di rispettarne interamente le regole quando è consapevole di giurare il falso, visto che intende stravolgerla. Chi giura il falso è un essere inaffidabile dal quale ci si può aspettare di tutto. Non esiste nulla di più indecente e più devastante per una nazione, che avere una classe politica bugiarda, falsa e spergiura! La Costituzione dovrebbe essere sacra per chiunque, ma soprattutto per chi si assume la responsabilità di governarlo un paese.
La nostra Costituzione (riconosciuta come la migliore del mondo) rappresenta la base su cui si fonda la società e la sola difesa di cui dispone la parte più debole della stessa società, per difendersi dagli abusi della classe dirigente e dalla prepotenza del potere economico. A scriverla furono le migliori menti di cui la nostra nazione disponeva mentre ora, proprio chi intende dissacrarla è privo di quella capacità intellettiva e morale di cui potevano vantarsi i nostri padri costituenti. Purtroppo la qualità della classe politica è andata via via degenerando fino ad avere oggi gente mediocre intellettivamente e dalla discutibile moralità. E dunque con quali garanzie il popolo italiano dovrebbe assecondare questo che a tutti gli effetti risulta essere uno sfregio, non si sa.
Basta una sola frase contenuta nella Costituzione a farne un vanto: “L’Italia ripudia la guerra!”.
Questa frase è servita ad aprire la mente come niente altro era riuscito a fare. Ci ha fatto capire quanto sia osceno uccidere gente che non ci aveva fatto nulla di male, che non si conosceva affatto, che viveva in paesi lontani, paesi che non avevamo mai neppure sentito nominare. Ci ha fatto capire quanto sia folle distruggere città vive e bellissime costate secoli di duro lavoro e quanto sia criminale togliere la vita a donne, vecchi, bambini colpevoli di essere nati in un paese ricco di materie prime, che i paesi industrializzati intendevano depredare. Ci ha fatto capire quanto siamo stupidi a dare ascolto a dei pazzi che per saziare la loro sete di potere ci mandavano a morire lusingandoci furbescamente come “eroi” quando invece ci trasformavano in assassini. Assassini certo, perché non si trattava di difendere la nostra patria da una vile invasione, ma eravamo noi ad invadere e aggredire.
Per anni questa bella frase della nostra Costituzione ha fatto scuola, infatti chiunque si permetteva di parlare di guerra veniva istintivamente isolato come un appestato, finché un giorno un miserabile americano, non decide di trascinarci in una guerra immorale contro l’Iraq. Immediatamente fu resuscitato l’istinto animalesco che caratterizza l’essere umano e si tornò a parlare di guerra, come risoluzione a problemi inventati. Vergognandosi essi stessi ne cambiarono addirittura il nome, chiamando la guerra “missione di pace”. Infatti portavano la pace bruciandoli col fosforo bianco.
Così la morte di intere generazioni diventava “progresso” e chi si opponeva a questi crimini, diventava nemico del progresso. Quale lugubre forma di crimine alberga nelle menti di questi moderni amanti del “progresso”!
Dopo la seconda guerra mondiale costata la vita a milioni di persone innocenti, l’Europa sembrava aver capito la scellerata follia che ci spingeva ad aggredirci gli uni con gli altri e si stava lavorando per una società degna, dopo secoli di errori criminali e ci stava riuscendo. Ci stava riuscendo, sottovalutando però questi nuovi padroni dell’economia mondiale: il potere finanziario e l’influenza nefasta della più grossa nazione del pianeta sul potere politico, commettendo l’errore madornale di non tenerli a distanza.
Ora è il potere economico a dettare le regole non più quello politico e quel che questi nuovi “dei” faranno all’umanità farà impallidire l’atroce barbarie dei grandi dittatori tipo Hitler.
Le democrazie, faticosamente conquistate dopo immani sofferenze, sono destinate a morire. Democrazia significa discussione, condivisione, studiare attentamente una legge prima di approvarla, analizzandola in ogni dettaglio, ma gli attuali politicanti lo ignorano e credono che l’efficienza e la giustezza risieda nella velocità, pura follia! Velocizzare regole fondamentali dalle quali dipende la qualità di vita delle popolazioni equivale ad affidare la guida di un treno ad alta velocità ad un bambino e la logica ci dice che è sicuro lo schianto, non il raggiungimento della destinazione!

LETTERA AI MANDANTI DEI SUICIDI
Signori della politica, cosa provate ogni volta che un uomo si suicida per la disperazione di aver perduto il lavoro, o dover chiudere un azienda, non riuscendo più a pagare le tasse da esproprio, che pretendete?
Cosa provate nel vedere quei corpi immobili senza più vita? Cosa provereste se quell’uomo fosse vostro padre, vostro fratello, vostro figlio? Non verrebbe anche a voi la voglia di appenderci i responsabili cioè voi, a quella corda? Perché siete voi responsabili di queste morti! Siete voi ad aver armato le loro mani, è la vostra incoscienza e superficialità colpevole. E’ la vostra sete di potere che vi impedisce di fare quello per cui siete pagati, ossia difendere il bene comune, imponendo il rispetto della giustizia sociale, dei diritti civili, morali ed economici di chi vi mantiene e che invece avete tradito, spendendo le vostre energie in una eterna campagna elettorale, per ottenere più consensi alle future elezioni, mentre il paese muore! Ad uccidere è il vostro egoismo, l’incompetenza, la superficialità di votare leggi che non capite, fregandovene su chi le conseguenze di queste si abbattono. E’ la vostra mancanza di onestà morale e intellettuale colpevole di queste morti, la vostra disumana indifferenza dinanzi alle sofferenze altrui. E mentre vi adoperate per aumentare i vostri già troppo osceni privilegi, la popolazione strangolata dalle rapine per mantenervi a caviale e champagne, si suicida per la disperazione di non riuscire a sfamare se stesso e la propria famiglia. E’ il vostro lurido egoismo a mandare in tilt la ragione, voi che incassate migliaia di euro lavorando meno di dieci ore al mese, mentre sfruttate la classe lavoratrice, che è costretta a lavorare dieci ore al giorno per mille euro al mese e oltretutto costretta anche a ringraziarvi di lavorare ancora, benché senza diritti e con la paura di perderlo quel lavoro. Sete privi di moralità, di competenza, di cultura, di senso della giustizia che avete sacrificato al dio denaro, per alimentare la vostra feroce sete di potere. Costringete la popolazione a privarsi del necessario, mentre voi sperperate quei soldi rubati senza ritegno, quasi fossero vostri. Avete dimenticato il bene comune, il bene pubblico scambiandolo col bene privato: il vostro!
State creando un mondo mostruoso, dove la solidarietà è scomparsa dal vocabolario, dove la vita umana vale meno di un centesimo, dove il denaro è il vostro unico dio! Un dio spietato che si nutre del sangue degli esseri umani. Per la vostra ingordigia costringete alla disperazione miliardi di persone. Nascere su questo pianeta è diventato un castigo quando la vita poteva essere una bella vacanza dall’eternità. State uccidendo un pianeta colpevole di aver dato la vita anche ad esseri indegni come voi.
Piange l’umanità e piangono anche le stelle, disturbate nell’eterna armonia dell’Universo.
Non so se esiste quel Dio che un giorno dovrà condannarvi all’inferno, ma io vi condanno adesso, augurandovi che il sangue di questi morti innocenti ricada su di voi.
Che siate maledetti!

PROCESSIAMOLI!
Alla luce di quel che sta accadendo alle popolazioni europee, viene da chiedersi, se non sarebbe giusto denunciare i nostri capi di Stato avviando un processo, per conoscere le vere ragioni che li hanno spinti a cedere la nostra sovranità monetaria alle banche mondiali, quando è risaputo che le banche sono prive di ogni forma di moralità e si occupano esclusivamente dei propri profitti, arrivando persino a scatenare guerre, provocare ecatombe dell’umanità, catastrofi e crisi nel nome del dio denaro. Affidare alle banche la possibilità di creare denaro è stato un suicidio per queste nazioni. Sarebbe necessario far luce su questo fatto, chiederci perché si è arrivati ad affidare a dei mostri la bacchetta magica e la nostra sovranità nazionale e politica. Cosa può averli spinti ad una simile bestialità, resta un mistero. Gente che non paga per i loro crimini, nascosti dietro un potere mediatico che permette loro di propagandare una immagine positiva e vanificare i loro crimini. Dobbiamo chiederci chi sono questi personaggi tuttora impuniti il cui scopo è quello di saccheggiare i paesi fornendo banconote senza alcun valore ma che producono debito, una moneta virtuale che viene caricata di interessi, dove i pagamenti devono essere puntuali altrimenti si impadroniscono di beni reali, come la casa o altro. Indebitano gli Stati senza concedere nulla se non il corrispettivo del costo della carta stampata, mentre i popoli si impoveriscono per pagare un debito che altro non è che una colossale truffa. In pratica i popoli si impiccano per pagare gente che agisce a livello di mafie. Le leggi che regolano il sistema bancario sono illogiche e disumane e perseguono profitti senza alcun limite nei danni contro gli esseri umani. Un potere imperiale che assoggetta i popoli e accresce il loro dominio sul mondo. Sono le banche mondiali a creare le crisi nel momento ad esse più propizio, sono quindi esse responsabili dei cicli di carestie e di indigenze. Nel 1979, nacque il sistema monetario europeo, che imponeva ai paesi membri di versare il 20% delle riserve in oro e il 20% delle riserve in dollari in cambio di Ecu, che poi diventeranno Euro. Di tutto questo beneficiava un sistema finanziario centrale, che era gestito da privati. Si parla della Banca Europea come fosse legata all’Europa, e non dicono che essa è un’istituzione controllata da pochi privati.
Firmando il trattato di Maastricht, anche l’Italia si è sottomessa a questo sistema, che oggi costa gran parte del nostro Pil, e impedisce al nostro paese un reale progresso economico. 
Nel 1992, il governo Amato, per privatizzare la Banca d’Italia si rivolse alle tre grandi banche americane: la Merril Lynch , la Goldman Sachs e la Salomon Brothers. Il nostro paese venne messo nelle mani dei centri del potere finanziario, con tutto quello che ne sarebbe derivato. Dicevano che questo avrebbe portato un beneficio mentre in realtà hanno consapevolmente ridotto sul lastrico milioni di famiglie. Forse il loro obiettivo era quello di utilizzare il ricatto della povertà e della mancanza di lavoro per cancellare tutte le conquiste sociali della classe lavoratrice. Infatti con questi metodi la ricchezza è finita interamente verso l’alto. Sarebbe bastato un briciolo di cervello per capirne la follìa.
Ora è necessario ribaltare la situazione e rovesciare questa inutile, idiota classe dirigente e un processo come quello di Norimberga potrebbe accelerarne la realizzazione.

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 33 follower